Insetti alla riscossa (in Germania)!

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Foto: Aknews.it

Il 30 settembre scorso la Commissione europea ha registrato una nuova Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) denominata “Salviamo api e agricoltori! Verso un’agricoltura favorevole alle api per un ambiente sano” dando come di consueto un anno di tempo gli organizzatori per raccogliere le firme a sostegno dell’iniziativa che chiede alla Commissione di “proporre atti giuridici che prevedano l’eliminazione progressiva dall’agricoltura europea dei pesticidi sintetici entro il 2035, il ripristino della biodiversità e il sostegno agli agricoltori durante la fase di transizione”. Questa ICE cercherà anche  “di ripristinare gli ecosistemi naturali nelle zone agricole facendo dell’agricoltura un vettore di recupero della biodiversità dando priorità all’agricoltura su piccola scala, diversificata e sostenibile, sostenendo un rapido aumento delle pratiche agroecologiche e biologiche e consentendo la formazione e la ricerca indipendente degli agricoltori in materia di agricoltura senza pesticidi e ogm”. La Commissione ha accolto favorevolmente la proposta visto che ai sensi dei trattati dell’Unione europea può agire a livello legislativo nel settore della politica agricola comune e del mercato interno, nonché adottare misure nei settori veterinario e fitosanitario

Come le altre anche questa ICE consentirà a un milione di cittadini provenienti da almeno 7 Stati membri dell’Ue di invitare la Commissione europea a proporre atti legislativi nei settori di sua competenza, a cominciare in questo caso dalla protezione dagli insetti, che è ormai diventato un compito fondamentale per preservare il nostro ecosistema. Ma a muoversi in questo senso non sono solo i cittadini europei! Dopo la pubblicazione su Plos One nell’ottobre 2017 dello studio “More than 75 percent decline over 27 years in total flying insect biomass in protected areas”, che rivelava  una drammatica perdita di insetti, dal 75% fino all’82%, nelle aree protette della Germania, anche la ministra dell’ambiente Svenja Schulze ha voluto presentare al governo federale tedesco un “Piano d’azione per la protezione degli insetti” che prevede finanziamenti per 100 milioni di euro. Per la Schulze si tratta “del pacchetto di misure più completo per proteggere gli insetti e la loro biodiversità. Con misure concrete in nove aree d’azione il programma affronta tutte le principali cause dell’uccisione di insetti, comprese l'utilizzo di regole molto più severe sull’uso dei pesticidi”.

Il piano del Governo tedesco comprende alcune raccomandazioni, come la protezione degli habitat degli insetti, che per l’entomologo Lars Krogmann, dello Staatliches Museum für Naturkunde Stuttgart, “fanno fare alla politica diversi passi avanti nella giusta direzione”. Secondo Krogmann “Il declino degli insetti è strettamente legato al declino degli habitat. Ad esempio, molti prati tradizionali a fieno, habitat importanti per piante autoctone, insetti e altri animali, sono scomparsi quando gli agricoltori li hanno convertiti in campi di erba a rapida crescita per l’alimentazione del bestiame, aggiungendo fertilizzante e falciandoli ogni poche settimane anziché una o due volte una anno”.  Il piano, che dovrebbe diventare legge nei prossimi mesi, propone che venga concesso uno status di protezione a molti habitat ricchi di insetti e come richiesto anche dell’ICE, promette di eliminare gradualmente (addirittura entro il 2023) qualsiasi utilizzo di glifosato, l’erbicida ad ampio spettro che spesso finisce per eliminare le piante autoctone su cui fanno affidamento gli insetti. Il piano tedesco pro-insetti prevede inoltre analisi più rigorose per l’approvazione di nuovi pesticidi che dovranno tutti tener conto degli effetti sulla biodiversità, al pari dei farmaci usati nella medicina veterinaria: come alcuni trattamenti antiparassitari nei bovini che sembrano danneggiare gli scarabei stercorari.

Il Governo della Grosse Koalition ha annunciato che prenderà anche diverse misure per ridurre l’inquinamento luminoso, che può disturbare il comportamento degli insetti notturni, impedendo loro di trovare cibo o compagni per accoppiarsi. Come? Incoraggiando l’utilizzo di luci a misura di insetto di determinate lunghezze d’onda, insieme a rilevatori di movimento che accendono le luci esterne solo quando sono necessarie. La misura governativa finanzierà infine, con 25 milioni di euro, la ricerca e l’educazione: “con lo sviluppo di una rete nazionale di monitoraggio e classificazione degli insetti e di indagine sulle possibili cause del declino degli insetti e sui modi più promettenti per invertirlo” e sarà accompagnata da un programma di “educazione ambientale nelle scuole con una campagna nazionale chiamata giardino amico degli insetti”. Si tratta di misure che per Christoph Heinrich, direttore conservazione natura del Wwf Deutschland “Sono un passo importante nella lotta contro l’estinzione di molti insetti” e anche se il percorso per la sua attuazione rimane lungo per Wolfgang Wägele, ex direttore del Leibniz-Institut für Biodiversität “È straordinario che gli insetti ottengano un’attenzione così positiva. Il finanziamento in realtà va oltre i 100 milioni di euro menzionati nel piano di protezione degli insetti, perché i soldi per la protezione della biodiversità degli insetti sono inclusi nel programma per la ricerca sulla biodiversità da 200 milioni di euro del ministero della ricerca”

In attesa dell’ICE è bene constatare che il provvedimento tedesco non ha precedenti in Europa e dimostra la volontà di fermare la scomparsa degli insetti promuovendo una biodiversità strutturale in agricoltura capace in futuro di preservare e ricreare diversi habitat utili alla sopravvivenza degli insetti. Certo questa attenzione ha un costo, ma è fondamentale ed urgente per preservare tutto il nostro ecosistema e sicuramente avrà non poche ricadute positive, anche economiche.

Alessandro Graziadei

Sono Alessandro, dal 1975 "sto" e "vado" come molti, ma attualmente "sto". Pubblicista, iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2009 e caporedattore per il portale Unimondo.org dal 2010, per anni andavo da Trento a Bologna, pendolare universitario, fino ad una laurea in storia contemporanea e da Trento a Rovereto, sempre a/r, dove imparavo la teoria della cooperazione allo sviluppo e della comunicazione con i corsi dell'Università della Pace e dei Popoli. Recidivo replicavo con un diploma in comunicazione e sviluppo del VIS tra Trento e Roma. In mezzo qualche esperienza di cooperazione internazionale e numerosi voli in America Latina. Ora a malincuore stanziale faccio viaggiare la mente aspettando le ferie per far muovere il resto di me. Sempre in lotta con la mia impronta ecologica, se posso vado a piedi (preferibilmente di corsa), vesto Patagonia, ”non mangio niente che abbia dei genitori", leggo e scrivo come molti soprattutto di ambiente, animali, diritti, doveri e “presunte sostenibilità”. Una mattina di maggio del 2015 mi hanno consegnato il premio giornalistico nazionale della Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue “Isabella Sturvi” finalizzato alla promozione del giornalismo sociale.

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