“Acqua per tutti, non lasciamo indietro nessuno”

Stampa

“Acqua per tutti, non lasciamo indietro nessuno” è l’appello delle Nazioni Unite per la Giornata Mondiale Mondiale dell’Acqua di quest’anno, 22 marzo 2019. 

Senza acqua pulita si emigra, ci si ammala, si muore. Per due miliardi e più di persone, la ricerca della preziosa e vitale risorsa diventa il primo pensiero che occupa il tempo e la mente, la prima fatica della giornata: bisogna trovare il modo di procurarsela, anche molto lontano da casa. In Africa Subsahariana 4 persone su 10 devono sudare e faticare per avere l’acqua. La responsabilità della ricerca dell’acqua è in primo luogo delle donne, che vi dedicano quotidianamente anche diverse trasportando per chilometri le taniche da 20 litri e spesso con loro ci sono anche le bambine con le tanichette più piccole, da 10 litri.

Dove non ci sono pozzi e fontane, l’acqua si cerca scavando a mano, o la si prende da fiumi e ruscelli.  In questa situazione di privazione idrica, i dati diffusi dalle Nazioni Unite in occasione della Giornata Mondiale dell’Acquasono sconvolgenti: 159 milioni di persone raccolgono l’acqua da fonti non sicure; più di 700 bambini sotto i 5 anni di età muoiono ogni giorno di dissenteriacausata dall’uso di acqua non pulita; 1 scuola primaria su 4 non ha servizi idrici e gli studenti sono costretti ad usare acqua non sicura o a soffrire la sete; più di 800 donne muoiono ogni giorno per complicazioni della gravidanza o durante il parto, anche a causa della carenza di acqua e igiene. Le persone più discriminate nell’accesso all’acqua sono quelle che vivono in zone rurali, che in molti paesi in via di sviluppo sono la maggioranza della popolazione e dove, pertanto, si concentrano molti interventi della cooperazione internazionale.

La situazione di cambiamento climatico in atto peggiora la vulnerabilità delle aree che già soffrono la siccità (le Nazioni Unite ci dicono che con l’attuale scenario, entro il 2030 la scarsità idrica in alcune aree aride e semiaride costringerà tra 24 e 700 milioni di persone a lasciare la propria casa e che entro il 2080, la terra non idonea per l’agricoltura in Africa Subsahariana può crescere da 30 a 60 milioni di ettari).

Presenti sul terreno in diversi paesi dall’Africa Subsahariana, i volontari dell’associazione di cooperazione internazionale LVIA vedono con i propri occhi le conseguenze del cambiamento climatico sulla vita delle persone. Alessandro Bobba, presidente LVIA, spiega: «L’acqua è la prima risorsa attraverso cui sentiamo gli effetti del cambiamento climatico. Nell’Est Africa, soprattutto nel nord dell’Etiopia e del Kenya e in Somalia, le siccità stanno aggravando la scarsità idrica con effetti drammatici sulle, già povere, comunità». Bobba racconta come in queste aree del mondo, quando per molto tempo non piove si perdano le fonti di sostentamento, che qui sono soprattutto pastorizia e agricoltura, e «le famiglie si impoveriscono al punto da non essere più autosufficienti. Tra i bambini aumentano i casi di malnutrizione e di malattie che possono aggravarsi fino a provocare morte o invalidità permanente. Non resta altra scelta che abbandonare quella terra che non permette più la vita». 

Il lavoro di LVIA e della cooperazione internazionale in queste aree di crisi climatica consiste nel supportare le comunità ad affrontare le sempre più frequenti siccità. Operare per l’accesso alle risorse idriche è la base.Quando arriva l'acqua, la vita si trasforma: migliora la vita delle famiglie, soprattutto delle donne, migliorano l'economia, la salute e l'alimentazione, diminuiscono i conflitti.

Per questo motivo, fino al 31 marzo l’associazione LVIA attiva la Campagna di raccolta fondi “Non ci sono più le mezze stagioni” a cui sarà possibile contribuire inviando un SMS o chiamando il numero 45581, per costruire pozzi nel nord del Kenya, un’area classificata dalle Nazioni Unite come affetta da carenza idrica cronica.LVIA è un’associazione con un importante impegno di 50 anni in molti paesi dell’Africa Subsahariana e che, con la sola Campagna Acqua è Vita lanciata dall’associazione nel 2003, ha garantito acqua e servizi igienici ad 1 milione e 600 mila persone.

A livello globale, il cambiamento climatico sta portando rapidamente ad un cambiamento del regime delle piogge. Lo testimoniano i pastori del nord Kenya“Quando eravamo bambini il clima era più favorevole ma oggi a volte è così secco che gli animali muoiono” (testimonianza raccolta da LVIA) e lo vediamo anche noi, ne è un esempio questo mese di marzo, così caldo e secco nel nord Italia.Come ci ricordano le Nazioni Unite, ormai 4 miliardi di persone vivono una situazione di severa scarsità d’acqua per almeno un mese l’anno.

Una situazione che richiede il massimo impegno per non lasciare indietro i più poveri che oggi subiscono sulla propria vita gli effetti del cambiamento climatico e che è un campanello d’allarme per il mondo intero. Guardiamo quindi con speranza ad azioni come quelle promosse dalla cooperazione internazionale e, recentemente, dai giovani e giovanissimi che sempre più numerosi partecipano al movimento “Friday for Future – Venerdì per il futuro”, nato dall’attivista sedicenne Greta Thunberg:pochi giorni fa, il15 marzo 2019, milioni di giovani hanno manifestato pacificamente in moltissime città nel mondo, e tra queste oltre 100 città italiane, chiedendo ai propri governi di attivare finalmente azioni concrete a favore dell’ambiente e della continuazione della vita sul pianeta. 

Lia Curcio

Sono da sempre interessata alle questioni globali, amo viaggiare e conoscere culture diverse, mi appassionano le persone e le loro storie di vita in Italia e nel mondo. Anche per questo, lavoro nella cooperazione internazionale con il ruolo di comunicazione ed ufficio stampa per una Ong italiana. Parallelamente, mi occupo di progettazione in ambito educativo, interculturale e di sviluppo umano. Credo che i media abbiano una grande responsabilità culturale nel fare informazione e per questo ho scelto Unimondo: mi piacerebbe instillare curiosità, intuizioni e domande oltre il racconto, spesso stereotipato, del mondo di oggi.

Ultime su questo tema

Agroforestazione

08 Giugno 2019
Una cintura verde contro i Mali d'Africa. (Fabio Pipinato)

La "sindrome della foresta vuota"

06 Giugno 2019
Nonostante la retorica sui benefici della biodiversità, la fauna non sempre viene considerata una componente funzionale nella conservazione delle foreste. (Alessandro Graziadei)

Iran, il velo obbligatorio e la battaglia delle donne: una storia lunga 40 anni

05 Giugno 2019
Condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate, il caso di Nasrin Sotoudeh è forse il caso più noto. Ma nel paese il movimento contro l’obbligo del velo è cresciuto. Una protesta che si è diffusa a...

I padroni della terra

05 Giugno 2019
“Le nuove conquiste si attuano in giacca e cravatta anziché in uniforme militare”. (Lia Curcio)

Il punto di non ritorno per l’energia rinnovabile è adesso!

04 Giugno 2019
A che punto siamo nell’accesso universale a un’energia economica, affidabile, sostenibile e moderna? (Alessandro Graziadei)

Video

Onu: Discorso di Salvador Allende