Una scuola per la sostenibilità ambientale creativa

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Foto: Ansa.it

È davvero una questione di felicità: nessun cambiamento fatto per il senso del dovere o per salvarsi l’anima può resistere nel tempo e può contagiare veramente gli altri. Succede solo se ci piace quello che stiamo sperimentando, se scopriamo qualcosa di nuovo che, chiusi dentro il vecchio comportamento, nemmeno immaginavamo.” (Sara Ongaro)

Questo fu il principio ispiratore che, nell’ormai lontano 2005, fece nascerel’idea di progettare un percorso di educazione alla sostenibilità ambientale nel nostro Istituto Tecnico Economico e Tecnologico F.lli Fontana di Rovereto.

Ci si preoccupò, innanzitutto, di individuare quali fossero le iniziative più valide da proporre a tutta la popolazione scolastica e non solo alle singole classi, attenti a non cadere nella banalità e nella inutilità di proposte che affrontassero il tema con argomenti troppo specializzati, teorici e distanti dalle pratiche di vita quotidiana e quindi dal possibile interessamento e coinvolgimento degli studenti, dei colleghi e del personale della scuola. 

Ci si rese subito conto come la scuola fosse uno straordinario laboratorio didattico per promuovere sostenibilità ambientale. Bisognava solo trovare la chiave per mettere in moto un processo virtuoso e comunicare la sostenibilità economica e ambientale in modo che venisse percepita più come un piacere che come un dovere e promuovere così non solo una ecologia dell’ambiente ma soprattutto una ecologia della mente.

Abbiamo così dato il via alla fase operativa che, oggi, è così organizzata:

  • Ogni anno viene nominato uno studente e un docente referente ambientale in ogni classe. Hanno il compito di promuovere buone pratiche quotidiane (spegnere le luci, aprire le finestre, controllare la differenziazione dei rifiuti) ed essere la rete informativa d’Istituto. Gli studenti referenti ambientali avranno riconosciuto il credito formativo e un piccolo premio a fine anno.
  • Si è indagato sugli spazi scolastici all’interno dei quali si passano diverse ore della giornata, sulle abitudini e sui comportamenti consolidati che si ritengono essere garanzia di benessere ambientale ma che, talvolta, sono fonte di disagio e malesseri anche profondi. 
  • Abbiamo rilevato tutti i consumi di scuola (luce, acqua, riscaldamento, carta) e studiato azioni per la loro riduzione. Si è poi calcolato quanta anidride carbonica viene immessa in atmosfera e quanti alberi servono per compensare questo impatto. Lo stesso per l’impatto dei viaggi d’istruzione attraverso un efficace calcolatore ambientale. Ci siamo gemellati con un progetto in Ecuador dove sosteniamo la salvaguardia di la foresta pluviale dell’Otoga (www.otonga.org) per compensare il ciclo della CO2.
  • Partecipiamo con uno stand alla Fiera Fa’ la cosa giusta di Trento sul consumo sostenibile; festeggiamo la giornata dell’albero, della terra, di M’illumino di meno e, a maggio, organizziamo la Giornata ambientale dove tutta la scuola partecipa a diverse iniziative ambientali collegate al territorio.

Negli ultimi anni si è fatto un grosso lavoro di analisi sui programmi delle diverse discipline insegnate nella scuola per individuare dove poter dare spazio alla sostenibilità ambientale, senza aggiungere argomenti ma, caratterizzando, collegando, informando, valorizzando ciò che già viene svolto nelle classi. Vengono anche offerti, ai docenti interessati, i cosiddetti “progetti in attesa di adozione” quali il progetto “Diventiamo custodi di un albero”, “Rappresenta il paesaggio che è in te”, “Ripensiamo l’area verde della scuola”, “Watt o Led2” per la sostituzione dei corpi illuminanti, E-mining school per il riciclo dei materiali informatici, “Una mela al giorno…” che vede una classe incaricata di distribuire mele all’intervallo per promuovere una corretta alimentazione.  Il tutto ci ha portato anche a ottenere la certificazione europea EMAS e, nel maggio 2017, a ricevere il primo premio nazionale promosso da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Governo) per la Dichiarazione ambientale degli Enti pubblici più originale ed efficace sotto l'aspetto comunicativo.  

Oggi molti obiettivi sono stati raggiunti, altri sono in fase di completamento, altri ancora si prospettano all’orizzonte. L’auspicio èche questa esperienza formativa possa, anche, diventare un utileriferimento metodologico e di stimolo per altre scuole, Enti, Istituzioni e arrivare a garantire e riconoscere la figura di un Docente Referente Ambientale in ogni scuola. Si potrà così creare una rete tra scuole virtuose che permetterà di raggiungere straordinari risultati nel risparmio energetico, economico e ambientale, nel promuovere una visione olistica delle problematiche ambientali oggi emergenti e un miglioramento della qualità globale della vita per ciascuno di noi.

Andrea Delmonego, professore responsabile del Sistema di Gestione Ambientale dell’ITET Fontana

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