Disabilità nella manovra 2019: un bilancio della legge di bilancio (2)

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Foto: notizieora.it

Nell’articolo precedente ci siamo concentrati sulla buona scuola, sul sostegno ai disabili e sull’applicazione della legge sul “dopo di noi”. Parliamo adesso delle due misure bandiera di questo governo. 

REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA CENTO -Se il taglio al "Dopo di Noi"aveva determinato la decisa levata di scudi dell'associazionismo, non molto meglio sono state accolte le misure presenti nel decreto sul Reddito di Cittadinanza e Quota Cento, di recentissima approvazione. A questo proposito, l'ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili) aveva messo in luce le negligenze presenti nel provvedimentol'importo invariato delle pensioni di invalidità civile al 100%(assegno rimasto fermo a 285,66 euro mensili), il calcolo dei trattamenti economici-assistenziali ai disabili nel computo del calcolo del "reddito familiare"(ciò significa che, ad eccezione dell'indennità di accompagnamento, "fanno reddito" familiare le prestazioni di cui si servono invalidi civili, sordi, ipovedenti, e dunque il tetto per percepire l'importo si alza indebitamente), la mancata individuazione della persona disabile come potenziale destinatario diretto del Reddito di Cittadinanza(la posizione del disabile deve poter essere considerata staccata, ove questo sia possibile, da quella del nucleo familiare).

Negli ultimi giorni diversi emendamenti hanno parzialmente modificato alcune parti del decreto, altri sono stati presentati e sono all'esame delle Commissioni. Come ha ben spiegato Carlo Giacobini su Handylex, una delle novità positive è ad esempio l'innalzamento dell'incremento al tetto economico del patrimonio mobiliare - che passa dai 5000 euro originari agli attuali 7500 - per l'accesso al reddito di cittadinanza per famiglie con disabili; inoltre è stata approvata la modifica della scala di equivalenza nel caso di famiglie composte da 4 maggiorenni di cui uno disabile, caso in cui il punteggio massimale, dall'originario 2.1, arriva a 2.2 (totale composto dalla sommatoria del parametro di ogni componente del nucleo familiare), il che innalza anche la soglia massima di reddito annuo percepibiledagli iniziali 12.600 euro, dati dalla moltiplicazione del tetto di 6.000 euro per la scala di equivalenza 2.1, a 13.200 euro grazie al nuovo massimale 2.2; a conti fatti, una differenza di 50 euro al mese. Come dire: poco, ma meglio di niente.

Positive anche lemodifiche alla pensione di cittadinanza, che originariamente era prevista solo per le persone oltre i 67 anni che versano in situazione di indigenza e che vivono da sole o con altre persone della stessa età. Gli emendamenti hanno stabilito che possono usufruirne anche quelle persone, sempre oltre i 67 anni e in indigenza, che vivono con un disabile grave non autosufficiente, indipendentemente dall'età di quest'ultimo. Sono invece rimasteimmutate, purtroppo, sia le misure che conteggiano nel computo del reddito familiare i trattamenti socio-assistenziali al di fuori dell'ISEE(fatta eccezione per l'indennità di accompagnamento), sia gli importi dedicati alle pensioni di invalidità, rimaste allo stato attuale a 285, 66 euro e comunque computate nel reddito, quindi impattanti sul calcolo della soglia per l'accesso all'RDC.

VERSO UN CODICE UNICO DELLA DISABILITÀ - Tra gli elementi di novità che fanno ben sperare, infine, c'è la pianificazione di un Codice unico per la disabilità, la cui stesura è entrata ufficialmente nell'agenda del governo in uno dei disegni di legge-delega affidatigli dal Consiglio dei Ministri. Il provvedimento è suddiviso in 9 aree e si propone non solo di definire meglio, innanzitutto, cosa si intende per disabilità, ma soprattutto di andare ad incidere concretamente sulla fruizione di una vasta gamma di servizi al cittadino, riparametrati e rinforzati in funzione della condizione di svantaggio - e dunque del maggior bisogno di tutela e di integrazione - dei soggetti interessati. 

Si va dalla semplificazione normativa ed amministrativa del riconoscimento della disabilità all'ulteriore istituzionalizzazione dei caregivers, con specifico riferimento allo studio di una rinforzata disciplina dei congedi parentali; è sottolineata la necessità di andare più decisamente verso l'abbattimento delle barriere architettoniche (in specie comunicative) nella fruizione degli spazi pubblici, e c'è l'impegno ad implementare i mezzi di supporto all'apprendimento, sia per i diretti interessati che per i docenti di sostegno che se ne occupano. Si vedrà, dato che il testo dovrà essere approvato dal Parlamento, se diventerà oro quello che luccica. Sia chiaro: ci si accontenterebbe anche di una metallo meno prezioso. Per ora.

Michele Focaroli

Classe 1988, Roma, nato, cresciuto e allevato in mezzo ai giornali, che - insieme al caffè - a casa non sono mancati mai, nemmeno per un giorno. Ho studiato Relazioni Internazionali, unendo così la passione per lo studio a quello per la scrittura, che pratico con continuità da qualche anno. Da tempo mi occupo prevalentemente di Medio Oriente, cercando di far emergere, oltre al quadro geopolitico, il contesto sociale e le istanze delle popolazioni locali. Essenziale, in questo senso, è stato l'anno di Servizio Civile in FOCSIV, che mi ha insegnato a coniugare la professionalità con la passione, e a non perdere mai d'occhio la centralità delle persone. Mi piace approfondire, problematizzare, mettermi alla prova; cerco di ascoltare e di capire prima di parlare e di scrivere. Appena posso mi piace viaggiare, e, più di tutto, amo la musica, che riempie la mia testa e le mie mani ogni giorno: la ascolto, provo a scriverla, poi con la chitarra cerco di darle una forma.

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