Fame zero?

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Foto: Fao.org

Si celebra il 16 ottobre la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, indetta ogni anno dalle Nazioni Unite per richiamare all’impegno individuale e collettivo nel fronteggiare le cause della fame e dell’insicurezza alimentare nel mondo.  Quest’anno, per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2018, il tema è “FAME ZERO”, richiamando l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 2 che la comunità internazionale si è impegnata a raggiungere entro il 2030 sottoscrivendo l’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile.

La FAO – Organizzazione delle Nazioni Unite per il Cibo e l’Agricoltura, denuncia che dopo anni di progressi, in cui la sicurezza alimentare è globalmente migliorata nel mondo, negli ultimi tempi la fame e la malnutrizione stanno tornando a crescere con il rischio di tornare indietro di decenni rispetto ai progressi fattiLa situazione è ingiusta e paradossale: in un mondo che produce abbastanza cibo per tutti, 1 persona su 9 soffre di fame mentre, contemporaneamente, 1,9 miliardi di persone sono sovrappeso, di cui 600 milioni obesi, aumentando anche il loro rischio di malattie e morte precoce.

Il Rapporto 2018 sullo stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione nel mondo pubblicato dalle Nazioni Unite l’11 settembre, denuncia che 821 milioni di persone soffrono oggi la fame e oltre 150 milioni di bambini hanno ritardi nella crescita. Rileva che la variabilità del clima che influenza l'andamento delle piogge e le stagioni agricole, oltre ad eventi climatici estremi come siccità e alluvioni, sono tra i fattori chiave dell'aumento della fame, insieme ai conflitti, alle crisi economiche ed alle disuguaglianze. Questo, naturalmente, non può non incidere anche sulle migrazioni e sulla vita di persone che si spostano, per sopravvivere, in altre regioni del proprio paese, verso gli stati confinanti e verso altri continenti. 

Il rapporto documenta come i cambiamenti climatici stiano già minando la produzione di importanti colture come grano, riso e mais nelle regioni tropicali e temperate, e si prevede che la situazione peggiorerà con l'aumentare delle temperature. Le analisi del rapporto mostrano che le persone sottonutrite vivono soprattutto nei paesi altamente esposti ad eventi climatici estremi e, soprattutto, dove la vita dipende da sistemi agricoli altamente sensibili alle precipitazioni e alla variabilità delle temperature. Come accade, ad esempio, in molti paesi dell’Africa Subsahariana.

Le anomalie della temperatura hanno continuato a essere superiori alla media nel periodo 2011-2016, portando, globalmente nel mondo, a periodi più frequenti di caldo estremo negli ultimi cinque anni. Inoltre, la natura delle piogge sta cambiando e non di rado possiamo osservare nelle nostre città una ineguale distribuzione delle precipitazioni nel corso dell’anno mentre, nei paesi tropicali dove le piogge sono concentrate solo in uno o due periodi l’anno, sempre di più gli agricoltori soffrono per un inizio tardivo delle stagioni piovose che, inoltre, sono di durata più breve. Il danno alla produzione agricola contribuisce a ridurre la disponibilità di cibo, con effetti a catena che causano aumenti dei prezzi alimentariperdite di reddito che riducono l'accesso delle persone al cibo.

La malnutrizione comprende anche l'obesità, che sta peggiorando: più di uno su otto adulti al mondo è obeso. Il problema è più significativo in Nord America, ma anche l'Africa e l'Asia stanno vivendo una tendenza al rialzo. La denutrizione e l'obesità coesistono in molti paesi: lo scarso accesso al cibo nutriente, a causa del suo costo più elevato o di una cattiva distribuzione (v. articolo “Le città come le persone sono ciò che mangiano”) aiuta a spiegare perché le famiglie con insicurezza alimentare possono avere un maggiore rischio di sovrappeso e obesità.

Il rapporto ONU richiede l'attuazione di diversi interventi in cui tutti, persone, aziende, governi, hanno il potere di contribuire ad un’inversione di tendenza e raggiungere l’obiettivo Fame Zero. Si richiede che le politiche prestino attenzione ai gruppi più vulnerabili alle conseguenze dello scarso accesso al cibo: neonati, bambini sotto i cinque anni, bambini in età scolare, ragazze adolescenti e donne incinte. Si richiede un cambiamento sostenibile verso un'agricoltura e sistemi alimentari che possano fornire cibo sicuro e di alta qualità per tutti. Il rapporto chiede anche maggiori sforzi per costruire una capacità di risposta al cambiamento climatico attraverso politiche che promuovano la riduzione del rischio di catastrofi e, dall’altro lato, l’adattamento delle popolazioni e dei sistemi di produzione ad una situazione sempre più critica. Si tratta di costruire resilienza ai cambiamenti climatici come, ad esempio, molti progetti di cooperazione internazionale stanno facendo con le popolazioni vulnerabili nel sud del mondo (si veda ad esempio, il documento triennale di programmazione della Cooperazione Italiana allo Sviluppo)

L’esperienza insegna che la sicurezza alimentare e la nutrizione possono fare grandi progressi quando i paesi, le istituzioni e le persone lavorano insieme. E il cambiamento parte da ognuno di noi:sprecare meno, mangiare meglio e adottare uno stile di vita sostenibile sono elementi essenziali per costruire un mondo senza fame. Le scelte che facciamo oggi sono fondamentali per garantire un futuro ricco di alimenti.

Alcune semplici azioni per aiutarci a realizzare lo stile di vita #FameZero sono descritte dalla FAO nelle AZIONI #FAMEZERO.

Lia Curcio

Sono da sempre interessata alle questioni globali, amo viaggiare e conoscere culture diverse, mi appassionano le persone e le loro storie di vita in Italia e nel mondo. Anche per questo, lavoro nella cooperazione internazionale con il ruolo di comunicazione ed ufficio stampa per una Ong italiana. Parallelamente, mi occupo di progettazione in ambito educativo, interculturale e di sviluppo umano. Credo che i media abbiano una grande responsabilità culturale nel fare informazione e per questo ho scelto Unimondo: mi piacerebbe instillare curiosità, intuizioni e domande oltre il racconto, spesso stereotipato, del mondo di oggi.

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