Biodiversità: allarmante declino mondiale, l'Italia manca di una legge e strategia

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Fiori nel Parco del Magra

Il declino mondiale della biodiversità rimane "allarmante", nonostante l’accordo raggiunto al 'Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile' del 2002 per ridurre significatamente il tasso di perdita entro il 2010. "Tra le cause principali ci sono deforestazione, cambiamenti nell’habitat e degrado del territorio, spesso collegate al crescente impatto del cambiamento climatico. Un’altra minaccia – che rappresenta il tema della 'Giornata mondiale della biodiversità' di quest’anno – è la diffusione delle specie aliene invasive. Lo afferma il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon nel suo messaggio per la giornata odierna.

"Un indesiderato effetto della globalizzazione, le specie non native stanno danneggiando ecosistemi, mezzi di sostentamento e economie di tutto il mondo" - ricorda Ban. "Tali minacce sono aggravate dalla presenza di altri fattori che provocano la perdita di biodiversità, in particolare il cambiamento climatico. Le conseguenze su riduzione della povertà, sviluppo sostenibile e Obiettivi di sviluppo del Millennio sono rilevanti". Il Segretario generale sottolinea quuindi che il metodo di controllo più conveniente e realizzabile è la prevenzione. "Per avere successo, questa strategia richiede però la massima collaborazione tra governi, settore economico, Ong e organizzazioni internazionali"

Proprio al tema della sostenibilità ambientale è dedicato il seminario promosso oggi a Trento dalla Word Social Agenda, Unimondo e da numerose associazioni da titolo "Cooperazione verde: la sostenibilità ambientale come opportunità per una migliore cooperazione internazionale". Come spiega il direttore di Unimondo, Fabio Pipinato, "nell'ottica di esplorare idee e vie praticabili che orientino progettualità ed azione, il seminario verterà sulla relazione tra cooperazione internazionale, territorio e ambiente, con l'analisi degli errori del passato pro strategie future". "Intendiamo rivisitare alcuni programmi di solidarietà internazionale, a partire dalla formulazione progettuale, per far propria la consapevolezza della pressione sull'ambiente e sulla biodiversità".

La perdita della biodiversità è un problema mondiale: la Fao stima che, ad oggi, il 75% delle varietà delle colture agrarie siano andate perdute e che i tre quarti dell’alimentazione mondiale dipendano da appena 12 specie vegetali e 5 animali. Ma è un problema che riguarda da vicino l'Europa e anche l'Italia.

Secondo un recente studio realizzato dall’IUCN (International Union for Conservation of Nature) per conto della Commisssione Ue, in Europa sono a rischio di estinzione circa un quinto dei rettili e circa un quarto degli anfibi. "E' una scoperta preoccupante "- ha commentato il Commissario europeo per l’ambiente, Stavros Dimas. "Malgrado la rigorosa legislazione destinata a tutelare i nostri habitat, ciò palesa l’enorme pressione cui stiamo sottoponendo la flora e la fauna del nostro continente e mette in evidenza l’esigenza di ridefinire il nostro legame con la natura. Invito pertanto i cittadini, i politici e il mondo dell’industria - ha concluso Dimas - a riflettere sul nostro recente 'Messaggio di Atene' ( vedi articolo e testo in .pdf) ed a tenere in debito conto la biodiversità nel prendere qualsiasi decisione. Occorre invertire questa tendenza".

L'Italia, sebbene sia fra i paesi più ricchi di biodiversità in Europa, vede minacciate 138 specie - riporta il dossier 'Biodiversità a rischio' di Legambiente e Bioversity International. "Tra gli animali più conosciuti quelli a maggior rischio di estinzione sono la tartaruga comune, la foca monaca, il muflone, lo storione, la cernia. All'inizio dell'Ottocento si contavano circa 8000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2000" - sottolinea Legambiente. "La Ue ha annunciato che per il 2009-2013 i governi dovranno concentrarsi sul tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla biodiversità. E’ evidente che per avvicinarsi agli obiettivi del Countdown 2010 è necessario riconfermare e rafforzare l’impegno delle istituzioni europee nei prossimi due anni e anche che siano individuati impegni e vincoli misurabili e concreti" - afferma Antonio Nicoletti di Legambiente.

Ma "in Italia nessun passo concreto è stato fatto negli ultimi anni per difendere la ricchezza di specie e habitat" - denuncia il Wwf. "Manca una Legge specifica che tuteli la nostra fauna, non esiste né una Strategia nazionale per la Biodiversità come previsto dalla Convenzione internazionale sottoscritta dal Governo italiano". "Il 2010 è oramai alle porte, l’anno del Countdown 2010, della svolta per la nostra biodiversità, del target che ha impegnato tutti i Governi del mondo a poter dichiarare che nessuna specie si è estinta, anzi che nessuna specie rischierà più seriamente di estinguersi sta arrivando e le premesse per una tragedia annunciata ci sono tutte" - denuncia il Wwf che ha definito una prima 'Lista delle specie simbolo italiane' messe a rischio dal consumo e frammentazione del territorio, dai cambiamenti climatici e dalla caccia. [GB]

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