L'impegno con gli altri è l'impegno per gli altri

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Khadija Tirha - Foto: M. Focaroli®

"Non si tratta solo di visibilità, non è una mera questione di risonanza: il cuore di questa giornata, il reale significato di un'iniziativa che celebra oggi il suo ventiquattresimo anniversario, è la fiducia. Lo spirito, le parole, e in generale tutto l'agire e l'essere delle ONG è basato sulla fiducia, ed è sempre su un patto di fiducia che poggia il nostro modo di comunicare; una comunicazione in controtendenza che riflette la consapevolezza di affrontare una strada in salita: mettere al centro del proprio agire la persona, scegliere sempre e comunque la centralità dell'essere umano".

Con queste parole Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV, ha voluto introdurre il Premio del Volontariato Internazionale FOCSIV 2017 - giunto quest'anno alla ventiquattresima edizione - , tenutosi il 2 dicembre nell'Aula Magna della John Cabot University. Si tratta di uno dei principali eventi istituzionali di FOCSIV - Volontari nel mondo, ed è ormai un appuntamento irrinunciabile per toccare con mano i frutti del lavoro di un mondo, quello della cooperazione internazionale, che ogni giorno si batte per dare vita a progetti di sviluppo mediante la solidarietà e il paziente lavoro sul campo. L'importanza del Premio è stata definitivamente consacrata dalla Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica. Alla storica categoria del Volontario Internazionale, si sono via via affiancati altri due riconoscimenti: il Premio Giovane Volontario Europeo - dal 2015, aperto ai giovani coinvolti in programmi europei e, da quest'anno, ai partecipanti al Servizio Civile Nazionale all'estero - e, dall'anno scorso, il Premio Volontario del Sud - rivolto agli immigrati che, dall'Italia, favoriscono la crescita del proprio Paese d'origine, e ai volontari in servizio per il proprio Paese in loco.

I PREMIATI

- Premio Volontario Internazionale FOCSIV 2017

Anna Dedola, 33 anni, è la vincitrice del Premio Volontario Internazionale FOCSIV 2017. Sarda di nascita, Anna vive in Tanzania da sette anni e da due lavora con COPE - Cooperazione Paesi Emergenti. Laureata in architettura, Anna nel 2010 si reca nella regione centrale di Dodoma per lavorare alla sua tesi di laurea sulla costruzione di edifici in terra cruda stabilizzata; una volta laureata, torna sul posto per insegnare alla popolazione locale tale tecnica di costruzione, formando un piccolo team professionale che ancora oggi è attivo. Dirige la costruzione della scuola materna di Songambele, poi quella del seminario di Santa Clara di Miali.

Oggi con COPE è project manager di due progetti nella regione di Iringa: "Sisi ni Kesho - Noi Siamo Il Futuro", centro di accoglienza per bambini orfani, malnutriti e malati di HIV - che, affliggendo circa il 40% della popolazione, è un vero dramma per la popolazione della Tanzania - e "Kytuo Cha Afya", Centro per la Salute Rurale. "Sisi ni Kesho", sito a Nyololo, accoglie orfani, tra gli 0 e i 5 anni, di uno o entrambi i genitori. Il Centro, nato nel 2004, fornisce ai piccoli ospiti cure e assistenza: oggi accoglie 30 bambini, portati dai servizi sociali locali che ne predispongono l'ingresso nel Centro. I bimbi seguono una dieta specifica e sono seguiti costantemente da operatrici e personale medico del vicino Centro di Salute Rurale, che si occupano di loro con specifiche terapie retrovirali - agli affetti da HIV - e, grazie alla ludoteca, anche del loro sviluppo psico-motorio.

- Premio Volontario del Sud FOCSIV 2017

Alganesc Fessaha, 69 anni, è la vincitrice del Premio Volontario del Sud FOCSIV 2017. Eritrea, medico, quasi sempre vissuta a Milano, Alganesc ha fondato la ONG Gandhi Charity, e si occupa da anni di salvare i profughi e i rifugiati che fuggono dal Corno d'Africa cercando, mediante lunghi e drammatici viaggi, di raggiungere l'Europa. Il suo lungo impegno è rivolto soprattutto alla liberazione dei profughi eritrei bloccati nella Penisola del Sinai e nelle prigioni egiziane, spesso in condizioni disumane perché torturati e incatenati, e al sostegno ai profughi presenti nei campi nel nord dell'Etiopia, con particolare attenzione a donne, anziani e bambini.

Gandhi Charity ha istituito dal 2013, in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano di Trento, il progetto "Un pasto al giorno per ogni bambino", volto ad assicurare a 600 bambini del centro profughi di Mai Ayini - nord dell'Etiopia - almeno un pasto completo ogni giorno. Dopo solo quattro anni, i bambini sono diventati 900, così che è stato necessario organizzare un doppio turno per mangiare. ll sostegno della Provincia Autonoma di Trento, nell'ambito delle operazioni in favore dei profughi eritrei prigionieri nelle carceri egiziane perché senza documenti, ha permesso di trasferire centinaia di bambini, uomini e donne nei campi profughi del Nord dell'Etiopia, dove possono beneficiare di strutture pulite, cure e, appunto, di almeno un pasto giornaliero.

- Premio Giovane Volontario Europeo FOCSIV 2017

Khadija Tirha, 25 anni, è la vincitrice del Premio Giovane Volontario Europeo FOCSIV 2017. Marocchina di nascita, da quando ha sei anni vive a Torino, e dal 2009 è una cittadina italiana. Fermamente convinta che per costruire una società coesa e inclusiva sia necessario anzitutto impegnarsi in prima persona nel gettare i semi del rispetto reciproco e del dialogo interculturale e religioso, Khadija è da sempre impegnata nel volontariato, in Italia e in Europa. Durante l'anno di servizio civile svolto con LVIA - Servizio di Pace si è occupata soprattutto di incentivare la cittadinanza attiva e a promuovere occasioni di incontro interculturale: spiccano, in questo senso, l'attività di organizzazione di diversi laboratori sul tema delle migrazioni e l'animazione del gruppo "Arte Migrante", progetto di integrazione mediante la musica e la socializzazione.

Il progetto "Pensare globalmente agendo localmente con LVIA" nasce dall'esigenza di superare le difficoltà della convivenza fra diverse culture, in un'area geografica - le province di Cuneo e Torino - in cui è molto forte la presenza di abitanti stranieri. Il progetto si è prefissato di stimolare la curiosità e l'incontro interculturale con gli strumenti del dialogo e, soprattutto, dell'approfondimento, mediante l'acquisizione di una visione critica e consapevole sul complesso tema della diseguaglianza. Durante l'anno di Servizio Civile con LVIA, Khadija si è occupata soprattutto di educazione allo sviluppo sostenibile, e ha partecipato al progetto "Biblioteca Vivente", facendosi essa stessa libro in carne ed ossa.

LE MENZIONI SPECIALI

- John Mpaliza, 47 anni, ingegnere informatico di Bukavu, Nord Kivu, Rep.Democratica del Congo e oggi cittadino italiano - è da 21 anni nel nostro Paese - , dopo aver lavorato per 12 anni come programmatore al Comune di Reggio Emilia ha deciso, dal 30 maggio 2014, di licenziarsi per diventare un peace walking man, un camminatore per la pace. Colpito dalle violenze e dalla povertà patite dalla popolazione congolese - per la guerra decennale che affligge il Paese - , ha infatti deciso di girare a piedi l'Europa per sensibilizzare persone e istituzioni sul dramma del popolo congolese. Tra le sue innumerevoli imprese, c' è la #MarciaReggioReggio (Reggio Emilia-Reggio Calabria) e la #MarciaReggioHelsinki.

- Alessandro Nottegar (1943-1986), Venerabile, nato a Verona da una famiglia contadina, medico, nel 1971 sposa Luisa e decide, con lei, di partire per il Brasile per aiutare la popolazione in povertà e i malati di lebbra, lavorando senza sosta al Lebbrosario di Porto Velho, nord del Paese. Dopo 4 anni rientrano a Verona, anche per via della malattia di una delle figlie più grandi, che contrae la malaria; lavora all'ospedale di San Bonifacio, e riesce ad acquistare una casa sulle colline della città dove nasce la Comunità Regina Pacis. Morirà d'infarto solo un mese dopo l'avvio di questo progetto, che verrà poi proseguito dalla moglie e dai due amici Mario e Rita Granuzzo. Il premio è stato ritirato dalla figlia.

- Enzo Bianco, Sindaco di Catania, ha infine ricevuto la terza Menzione per il grande impegno dimostrato dalla città di Catania in direzione di un'accoglienza e di una solidarietà reali, che è stata in grado di distinguersi meritoriamente nell'approccio verso i tantissimi migranti arrivati nel porto della città siciliana.

GLI INTERVENTI - Andrea Lanzone, professore di Storia alla John Cabot University, ha voluto salutare l'evento ricordando il suo trascorso da volontario nelle riserve dei nativi nel nord America. Un'esperienza preziosa che gli ha insegnato, sopra ad ogni cosa, l'importanza dello studio e dell'approfondimento, e la voglia di applicare le proprie conoscenze nel "difendere quelli che non hanno mai ragione". Le storie dei candidati al Premio sono tutte talmente appassionanti che, ha riferito il professore - che faceva parte della giuria qualificata - , "è stata davvero dura fare una scelta tra i volontari".

"Qui, oggi, viene premiato l'impegno di chi si mette in gioco. L' impegno di chi, al di fuori della retorica e rimboccandosi le maniche in prima persona, offre ore , risparmi, studio e fatica per gli altri, facendo proprio il senso più pieno della parola "servizio". Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV, ha sottolineato con forza l'elemento del dono, che, assieme a quella fiducia già richiamata in precedenza, va ad assumere un ruolo centrale nel valore del volontariato. Non un afflato episodico, ma una vera e propria cultura del dono e della gratuità permea l'impegno di chi si mette al servizio; e nonostante si tenti da più parti di destabilizzare la fiducia nelle ONG, sebbene sempre più spesso - nuovo Codice del terzo settore incluso - si provi a "controllare" gli operatori umanitari, il volontariato "ha dimostrato e dimostra ogni giorno di saper sopperire alle intimidazioni, ponendosi come elemento imprescindibile per una società realmente plurale".

Se è vero che non bisogna mai perdere di vista la centralità della persona, è altrettanto vero che per metterlo in pratica, questo principio, non basta affermarlo; è necessario invece agire, mettersi in discussione. "Costruire è un bel verbo, ma in primo luogo esso implica sporcarsi le mani: il nostro modo di guardare il mondo deve essere lo sguardo che guida la nostra mano"; così monsignor Luigi Bressan - Rappresentante CEI in FOCSIV - ha aperto il suo intervento. Venticinquemila: tanti sono i volontari formati da FOCSIV sin dal 1972; una presenza "luminosa, competente, conscia che il primo elemento del porsi al servizio degli altri è non smettere mai di interrogarsi sulle nostre capacità di convivenza e di fratellanza: come ricorda il cardinal Gualtiero Bassetti, la carità è viva solo quando è incarnata".

Il volontariato, dunque, come un mondo attivo e presente, in grado di coniugare la forza dei princìpi con la fatica della loro attuazione. Marco Tarquinio, direttore di Avvenire e moderatore del tavolo, ha messo in luce il contrasto stridente tra la straripante vitalità del volontariato e la scarsa rappresentazione che molti media ne offrono. "FOCSIV è un conglomerato di molte realtà diverse, accomunate però dalla consapevolezza del bene: le tante persone che "fanno la cosa giusta", tuttavia, sono spesso poco considerate dai media. Gli slogan politici, l'abusato "aiutiamoli a casa loro" sopra tutti, vengono lanciati da chi, a "casa loro", spesso non c'è mai andato e men che meno si è mai si è cimentato nell'aiutare".

Raccontare un Paese da un punto di vista diverso, anche questo è il senso di quella "comunicazione in controtendenza" auspicata dal presidente FOCSIV Gianfranco Cattai. Edoardo Patriarca - presidente del Centro Nazionale per il Volontariato - è voluto tornare su questo, sul doveroso riconoscimento del volontariato come spaccato di un Paese in cui ci sono tantissime persone che si prendono carico del bene comune assumendo ciascuno "una piccola parte di responsabilità, in cui se c'è da far fronte ad una difficoltà si scende in campo in prima persona nella consapevolezza che si tratta di un problema di tutta la comunità". Un "racconto del "fare operoso", dunque, è necessario anche per smarcarsi dalla narrazione - certo reale ma non unica - di un Paese ostaggio del rancore e della rabbia".

Luciano Scalettari, giornalista di Famiglia Cristiana, ha voluto suggellare la discussione sottolineando il valore base dei volontari, "persone che si fanno contaminare, lasciandosi interrogare sulla propria identità. Laddove l'incontro tra diverse culture, anche e soprattutto quando è faticoso, è esattamente ciò che permette le specificità di ognuna". I volontari, in questo senso, sono gli autentici portatori di valori che oggi, purtroppo, vediamo pesantemente minacciati: "si vive con angoscia che sempre più si vadano costruendo barriere - vedi Libia e Mali - invece di ponti. Le persone che stiamo premiando oggi sono il vero antidoto alla chiusura, al razzismo, all'intolleranza; oggi più che mai c'è bisogno di dirlo, oggi più che mai c'è bisogno di raccontarlo".

Michele Focaroli

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