La terra che dorme

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Foto: Matthias Canapini ®

La stazione di Mosca è un brulicare intenso di umanità. Vecchie babuške, giovani innamorati, operai tagiki, uzbeki e kazaki. Etnie e popoli asiaticisi mescolano in un pentolonedi dialetti, nasi larghi e ben pronunciati, occhi a palla o stretti come fessure. Lentamente, oscillando, il treno parte, macinando i primi km attraverso foreste e steppe. Il tempo si dilata, svanisce. La via terrena diventa acqua da solcare e i minuti diventano ore, le ore mutano in secondi. Tun Tun. Solo il nome della cittadina successiva concedeal viandante una flebile traccia di orientamento: Ekaterinburg. Lontano, snelle acacie si muovono al vento, stazioni disastrate nel cuore del nulla vengono animate da operai dalla tuta arancione e da sigarette facili. Jin, un impiegato cinese di ritorno a casa,non scherza affatto. Già alle 10.00 beve vodka e affetta salsicciotti preconfezionati. Il treno è composto da circa dieci vagoni, la prima classe è di colore rosso, raffinata, con guide turistiche annesse e prese per il PC.

Tra un vagone e l’altro, a fianco del motore, c’è una fessura ardente dove il personalegetta manciate di carbone. Il controllore (Provodnist in lingua russa)si improvvisa cuoco e lavandaio, tagliando pesce fresco con spesse mannaie, riempendocon carne aromatizzata decine diravioli fatti a mano. Nelle pause si volta come un agile contorsionista in uno spazio ridottissimo, lavando i panni sporchi in una bacinella di plastica. La Transiberiana è la ferrovia che attraversa l'Europa orientale e l'Asia settentrionale, collegandole regioni industriali e la capitale russa alle regioni centrali della Siberia e a quelle delle regioni orientali (l'Estremo oriente russo). I suoi 9.288 km ne fanno la ferrovia più lunga nel mondo ed è divisa per il 19,1% dal tratto europeo e per l’80,9% da quello asiatico. I viaggi da Mosca a Vladivostok (importante città portuale russa situata sul Pacifico, nella baia di Zolotoj Rog vicino al confine con la Cina e la Corea del Nord) duravano 3-4 mesi, in contrasto coi facoltativi 7 giorni attuali.

L'inaugurazione ufficiale dei lavori avvenne il 31 maggio 1891: la cerimonia si tenne vicino a Vladivostok, alla presenza del futuro Imperatore Nicola II che simbolicamente trasportò la prima carriola di terra sotto il flash sporadico di qualche rudimentale macchina fotografica. La velocità dei lavori aveva avuto l'impressionante media di 740 km l'anno e la manodopera impiegata all'apice della costruzione arrivò a contare circa 90.000 uomini, molti dei quali condannati ai lavori forzati. In migliaia morirono per le terribili condizioni di lavoro, sacrificati per dar vita ad un’imponente opera che venne effettivamente completata il 5 ottobre 1916. Il cielo è grigio, non traspare nulla. Ai lati dei binari noto carcasse arrugginite di vecchi pulmini sovietici, strade fangose e umili casette in legno con fascine di rami secchi appoggiate sull’uscio. Sporadici laghi, cavalli al galoppo, le cupole dorate delle chiese ortodosse. Il paesaggio è immutabile, quasi monotono, se non fosse per sottili pini propensi verso l’involucro terso e immobile che scorre sopra le carrozze verdi.

Nel vagone ristorante una grassa cuoca dai capelli rossi, masticando sette parole di inglese, esorta i passeggeri ad accomodarsi nel suo regno culinario. I prezzi li sceglie lei. Odore di legno e uova sode. In una sbilenca targhetta fissata sopra la porta della cucina, svetta un vecchio proverbio russo: “La chiesa è vicina, ma la strada è ghiacciata. Il pub è lontano, ma camminerò con prudenza”. Nei pochi centri abitati lungo la via ferrata, si possono scorgere scene di vita quotidiana: tozzi uomini anneriti da fuliggine, polvere e fumo, resi violacei dal sole come i tetti delle isbe, induriti dal freddo invernale ed esausti di fatica. Poi le donne, incuriosite, sudate, sporche di farina, accovacciate sulle gambe di fronte le loro abitazioni.

Sembra che il tutto si trascini, come uno spaventapasseri pesante che fatica a camminareLa Siberia è una specie di continente. Copre il 75% della superficie russa, estendendosi su 13,1 milioni di km quadrati. Enorme e poco abitata, ma la Siberia è pure una regione fredda ed estrema dove d’inverno la temperatura può spingersi fino a -60° e le estati sono tiepide ma molto brevi. In Siberia si trova anche la città di Yakutsk, la più fredde sulla terra, dove La temperatura media di gennaio è di circa -42 °C, con sole 3 ore di luce solare al giorno. In alcuni villaggi arriva a -47 ma d’estate si riscalda fino a 30°C. Yakutsk si trova a 5.000 km da Mosca, ed è stata fondata nel 1632 dai cosacchi. Nonostante le condizioni particolarmente severe, vanta una popolazione di 270.000 persone, sebbene nelle zone più fredde pare che, durante l’inverno, non riescano a viverci più di 1.000 persone.

AUlan Udè (la Porta Rossa) diparte verso sud la Transmongolica, ferrovia a binario unico e non elettrificata, che attraversa la Mongolia passando per Ulan Bator e si connette alla rete cinese attraverso il deserto del Gobi, permettendo la prosecuzione per Pechino. La linea Transmongolica fu costruita tra il 1947 ed il 1961e prima della sua costruzione erano presenti sul territorio nazionale solamente 43 km di tratte ferroviarie. Negli ultimi anni, tuttavia, le realizzazioni di diversi tratti di strade asfaltate stanno facendo un'agguerrita concorrenza alla ferrovia. Un sole pallido si destreggia tra le nubi ela brina mattutina si spalma sui campi come neve. L’acqua si confonde col cielo, appare all’improvviso, nella sua vastità, il lago Bajkal. Gabbiani e aquile si intrecciano in volo, scompaiono fulmineamentele foreste di conifere, lasciando spazio a vasti altopiani rocciosi e spogli, a distese di terra arida seccata dal sole. Il Lago Baikal, a est, patrimonio mondiale dell'UNESCO, è il lago più profondo del mondo (1.642 metri). Contiene circa il 20% di tutta l’acqua dolce del pianeta ed è uno dei laghi più ricchi di biodiversità: vi abitano 1.340 specie di animali e 570 specie di piante.

Da gennaio ad aprile il ghiaccio di questo “mare interno” è così spesso che è possibile anche per i mezzi pesanti, come automobili e camion, usarlo per accorciare la strada da una sponda all’altra attraverso la distesa del lago. In nottata appare Nauski,dunque la frontiera. A sud, lontanissima, si erge la catena dei monti Saiani, irraggiungibili. Il fiume Irtys, il quale nasce nella lontana Cina, divide invece i due mastodontici paesi: Russia e Mongolia. A destra numerosi campeggiatori sulle rive di un laghetto, a sinistra le prime Gher, le tipiche abitazione mongole, bianche e sperdute. Doganieri induriti, controllo maniacali e sceneggiate tipiche dei confini acerbi.Due ore per superare una strettoia di cinquecento metri poi via, liberi: Sukhbaatar. Tutto è fermo. Dopo circa 6.000 km, una settimana di viaggio e cinque fusi orari il cielo si colora di viola e con un fischio la locomotivasi blocca sul binario uno, inerte. Ulan Bator.

Matthias Canapini

Matthias Canapini è nato nel 1992 a Fano. Viaggia a passo lento per raccontare storie con taccuino e macchina fotografica. Dal 2015 ha pubblicato "Verso Est", "Eurasia Express", "Il volto dell'altro", "Terra e dissenso" (Prospero Editore) e "Il passo dell'acero rosso" (Aras Edizioni).

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