In 100 mila alla marcia della pace Perugia-Assisi. Mattarella: “Testimoni di speranza”

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Foto:  Lastampa.it

In oltre centomila, secondo gli organizzatori, hanno partecipato alla Marcia della pace Perugia Assisi. Poco dopo le 9, sotto una pioggia leggera, si è messo in cammino dal capoluogo umbro un esercito di impermeabili di tutti i colori, tanti rappresentanti delle istituzioni locali, con gonfaloni e fasce tricolore e tanti giovani con le bandiere della pace. Sugli striscioni parole e strofe, per chiedere un mondo di pace e accoglienza: un gruppo di giovani porta un cartello con disegnata una bussola e quattro punti cardinali «libertà, dignità, uguaglianza e diritti», tanti i messaggi di solidarietà con il sindaco di Riace Mimmo Lucano, finito agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Anche il presidente della Repubblica invia un suo messaggio: «La marcia, anche quest’anno, come nella sua lunga storia, è una testimonianza corale di speranza e fraternità - sottolinea Mattarella -. Le nostre società continuano ad avere un gran bisogno di donne e uomini di pace». «La pace coinvolge e sfida la cultura, l’economia, la politica, l’educazione, interpella ciascuno», prosegue il capo dello Stato che evidenzia la necessità di «non retrocedere per nessuna ragione sui diritti della persona».   Al corteo partecipano tra gli altri il segretario del Pd Maurizio Martina, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, con Pietro Grasso e Laura Boldrini (LeU) e il presidente di Slow Food, Carlo Petrini. Quando alle 14 la testa del corteo si avvicina ad Assisi il fiume di persone in cammino è lungo quasi 15 chilometri.  

Il manifesto finale della giornata è un invito all’accoglienza e a «non lasciare nessuno solo»: «Diciamo basta all’individualismo e alla competizione che ci impediscono di rispondere ai bisogni fondamentali delle persone - sottolineano i promotori - . Prendiamoci cura di tutti, senza distinzioni, a cominciare dai più vulnerabili». «Rimettiamo al centro della nostra comunità, della nostra società le persone, tutte le persone, la loro dignità e i loro diritti umani fondamentali - prosegue il documento -. Costruiamo un argine alla violenza diffusa, al razzismo, alle discriminazioni, al bullismo, alle parole dell’odio...Riaffermiamo il dovere umano di assicurare ad ogni persona dignità e rispetto. Riaffermiamo il principio universale di uguaglianza e di giustizia. Riaffermiamo il dovere di proteggere ovunque tutte le persone minacciate da violenze, guerre, persecuzioni, sfruttamento e sistematiche violazioni dei diritti umani!» In tre parole: «Osiamo la fraternità». 

 Da Lastampa.it

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