Abbiamo solo 11 anni per salvare la nostra specie

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Ci avviciniamo al prossimo evento, venerdì 27 settembre, organizzato dai giovani dei Fridays for Future - Venerdì per il futuro”, il movimento globale nato dall’attivista Greta Thunberg per tenere alta l’attenzione sulla crisi climatica che mette a rischio il nostro pianeta.

Il movimento è composto da alunni e studenti che decidono di scioperare, non frequentando le lezioni scolastiche, per partecipare a manifestazioni in cui chiedono e rivendicano azioni atte a prevenire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico.

La denuncia è forte: “Abbiamo solo 11 anni per salvare la nostra specie”, per questo motivo “Venerdì 27 settembre scenderemo nelle piazze, in tutto il mondo, per gridare a gran voce che la crisi climatica sta arrivando e dobbiamo fare tutto il possibile per fermarla. Siamo in una vera e propria emergenza e dobbiamo agire di conseguenza” si legge sul sito del gruppo italiano del movimento

Il pianeta è già più caldo di 1°C rispetto al 1860. Il problema è che con gli attuali trend di emissione di gas serra, il processo di riscaldamento globale rischia di essere molto più veloce che in passato.

Fondamentale da questo punto di vista sarebbe rispettare gli impegni assunti nel 2015 con l’Accordo di Parigi sul clima: la comunità internazionale si dichiarò d’accordo sulla necessità di limitare l’aumento della temperatura globale ad un massimo di 2°C rispetto al periodo pre-industriale e di perseguire i massimi sforzi per limitare l’aumento a 1,5°C. Solo mezzo grado in più rispetto alla situazione attuale.

E se fallissimo? Gli scenari studiati dagli esperti dell’IPCC – Gruppo Intergovernativo sul cambiamento climatico, denunciano la scomparsa della barriera corallina, lo scioglimento dei ghiacciai, i gravi rischi per la salute e l’alimentazione, l’aumento dei “migranti ambientali” costretti ad abbandonare la propria terra a causa dei disastri ambientali. 

“Le nuove generazioni vedono un futuro sempre più oscuro. Un futuro in cui città come Venezia saranno sommerse. Bellezze come la Grande Barriera Corallina non esisteranno più. Animali come gli orsi polari saranno estinti. Milioni di persone fuggiranno da siccità, carestie, epidemie. E molto altro...” denunciano gli attivisti, che basano le proprie rivendicazioni sui dati scientifici e gli appelli di scienziati e uomini di cultura (Appello pubblico di scienziati e uomini di cultura - Le Monde, Agosto 2018).Un dato tra tutti: l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, costituito presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), certifica che nel 2018 il clima italiano si è surriscaldato come mai da 218 anni, e che siamo in presenza di cambiamenti climatici importanti per il nostro Paese considerando il fatto che, tra i 30 anni più caldi dal 1800 a oggi, ben 25 siano successivi al 1990. Il cambiamento climatico galoppa a grande velocità.

I giovani chiedono alle istituzioni di garantire un futuro alla vita sul nostro Pianeta. Tra le tante azioni promosse, chiedono ai governi nazionali e locali di sottoscrivere una “Dichiarazione di emergenza climatica”. Sono già in tanti ad aver adottato tali dichiarazioni che tuttavia rischiano però di restare atti di facciata se non vengono applicati con provvedimenti concreti.

I giovani attivisti chiedono delle azioni reali, come la sostituzione dell’energia fossile con le energie rinnovabili, ma le prospettive non rincuorano. L’8 gennaio il Governo Italiano ha inviato a Bruxelles la Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia e il Climache sembra indicare come obiettivo strategico l’impiego di gas metano, un idrocarburo di origine fossile. Di positivo c’è la prospettiva di sostituire l’energia prodotta dalle centrali a carbone; di contro c’è una traiettoria di crescita contenuta per le rinnovabili elettriche.

Ancora non si fa abbastanza e il movimento denuncia le necessità di una rivoluzione culturale, sociale, economica e politica. Un cambio di paradigma“Dobbiamo smettere di pensare solo a noi stessi e ai nostri bisogni immediati. Dobbiamo pensare che tutto ciò che facciamo ha un impatto, e agire secondo ciò che è bene anche per gli altri e per questo mondo”.

In diverse città del mondo, accanto allo Sciopero di venerdì 27 settembre, si affiancherà una settimana di eventi, la Climate Action Week. A Torino ad esempio, si prevedono sette giorni con ospiti nazionali e internazionali, azioni di pulizia della città, un presidio dedicato alla “moda sostenibile” e un flash-mob davanti la sede del quotidiano La Stampa per chiedere una maggiore attenzione mediatica a questi temi (Programma sulla Pagina Facebook del movimento di Torino)

Si affianca anche l’azione di ASVIS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile che sabato 28 settembre inaugurerà il primo appuntamento nazionale dei Saturdays for Future: nel giorno del sabato, dedicato dalla maggior parte delle famiglie italiane alla spesa settimanale, si vuole chiedere una maggiore attenzione al consumo responsabile. 

Lia Curcio

Sono da sempre interessata alle questioni globali, amo viaggiare e conoscere culture diverse, mi appassionano le persone e le loro storie di vita in Italia e nel mondo. Anche per questo, lavoro nella cooperazione internazionale con il ruolo di comunicazione ed ufficio stampa per una Ong italiana. Parallelamente, mi occupo di progettazione in ambito educativo, interculturale e di sviluppo umano. Credo che i media abbiano una grande responsabilità culturale nel fare informazione e per questo ho scelto Unimondo: mi piacerebbe instillare curiosità, intuizioni e domande oltre il racconto, spesso stereotipato, del mondo di oggi.

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