Europa alla prova all'UNctad XI

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vertice Unctad

Al via a San Paolo, in Brasile, i lavori dell'XI conferenza delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo, promossa dall'Unctad, per discutere le prospettive dello sviluppo e i problemi che i Paesi più poveri debbono affrontare in un modo che si sta rapidamente globalizzando. Quando il nuovo Parlamento europeo non è ancora insediato, l'Europa dei movimenti si mobilita per appoggiare la richiesta che sale dal Sud del mondo: aprire un nuovo spazio politico per ripensare lo sviluppo e il commercio a partire dai bisogni dei più deboli. Rete Lilliput, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Mani Tese, ROBA dell'Altro Mondo appoggiano e rilanciano in Italia le azioni e i documenti delle reti internazionali presenti a San Paolo organizzati in un Forum della società civile. E, all'indomani dell'appuntamento elettorale, ricordano ai candidati europei gli impegni presi sottoscrivendo l'appello del cartello Seattle to Brussels per promuovere un commercio più giusto: il comportamento dell'Unione Europea e il mandato del negoziatore europeo al Commercio Pascal Lamy sono sotto esame anche oggi.

L'Unctad, agenzia delle Nazioni Unite, è il primo organismo internazionale che si è confrontato negli scorsi anni con la globalizzazione e ha ragionato sull'assetto del commercio globale. Purtroppo il suo ruolo è stato marginalizzato, nel corso degli anni, dall'astro nascente del Wto, che ha ricondotto a se' tutti i negoziati, anche quelli relativi a servizi essenziali o beni comuni come l'acqua, la salute, l'agricoltura, che più propriamente avrebbero dovuto essere affrontati nell'ambito delle Nazioni Unite.

I Paesi più poveri, tuttavia, considerano ancora l'Unctad come uno spazio "proprio", visto che la sua nascita nel 1964 si deve a una loro richiesta avanzata alle Nazioni Unite, per la creazione di un organismo che si dedicasse al commercio e allo sviluppo a partire dai propri bisogni e prospettive. Dei 199 paragrafi che compongono la bozza dell'accordo in discussione al vertice di San Paolo, ben 18 sono ancora tra parentesi, perché al centro di un conflitto tra Paesi del Nord e del Sud del mondo proprio sulla direzione e sulle strategie che le politiche commerciali e di sviluppo internazionali dovranno assumere per tentare di risolvere la crisi globale.

Le superpotenze globali temono che in occasione dell'XI conferenza mondiale dell'Unctad il G20, protagonista del collasso dei negoziati del Wto a Cancun, rilanci, in accordo con i G77, i Paesi meno sviluppati, un nuovo accordo di commercio e solidarietà Sud-Sud.

Ma il terreno di scontro più aspro tra Nord e Sud sul testo finale riguarda il bisogno di aprire un nuovo spazio politico, che consenta ai Paesi più poveri di proteggere, con nuove legislazioni nazionali i loro fragili mercati, spazio politico, questo, negato dalle leggi del Wto. Le organizzazioni che hanno animato la Campagna Questo Mondo Non E' In Vendita, che fanno parte della rete europea di iniziativa sul Wto Seattle to Brussels e delle reti di commercio equo e solidale internazionali come Ifat, sono presenti a San Paolo, proprio come a Cancun, per appoggiare le rivendicazioni dei Paesi del Sud del Mondo. Rete Lilliput, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Mani Tese, ROBA dell'Altro Mondo appoggiano le azioni e i documenti delle reti internazionali e rilanciano sul sito blog http://tradewatch.splinder.it tutte le notizie sul vertice, il monitoraggio dei negoziati Wto, e la verifica delle politiche della nuova Europa sul commercio mondiale.

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