Control Arms consegna al Governo 40mila firme

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La delegazione con il sottosegretario agli Esteri Patrizia Sentinelli

Ieri mattina Amnesty International (Daniela Carboni e Gabriele Eminente) e la Rete Italiana per il Disarmo rappresentata da Don Fabio Corazzina (Pax Christi) Emilio Emmolo (Archivio disarmo) Massimo Paolicelli (Associazione Obiettori Nonviolenti) Riccardo Troisi (Rete Lilliput), promotrici in Italia della campagna Control Arms, hanno consegnano simbolicamente al governo italiano le 40.000 foto-petizioni delle persone che in Italia hanno sottoscritto la richiesta di un Trattato internazionale sul commercio delle armi. La consegna si è svolta nel corso di un incontro tra una delegazione delle due associazioni e, in rappresentanza del Governo, la vice ministro agli Affari Esteri Patrizia Sentinelli e l'Ufficio del Consigliere Diplomatico del Presidente Prodi.

Amnesty International e la Rete Italiana per il Disarmo hanno sottolineato quanto l'impegno concreto dell'Italia per l'adozione di un Trattato internazionale sul commercio di armi sia particolarmente importante in vista della Conferenza delle Nazioni Unite di revisione sul Programma di azione per prevenire, combattere e sradicare il traffico illecito delle armi piccole e leggere, che si aprirà a New York il 26 giugno, e della prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

"Vi sono circa 639 milioni armi leggere che circolano nel mondo e si stima che la proliferazione di armamenti provochi, in contesti diversi, di guerra o non di guerra, 1000 morti al giorno. A queste vittime vanno purtroppo aggiunte le donne che subiscono abusi di ogni genere nei conflitti armati e i bambini e le bambine sfruttati come soldati. La campagna Control Arms ha identificato una soluzione per fermare tutto ciò: arrivare ad un Trattato internazionale che, basandosi sugli standard internazionali sui diritti umani e sul diritto umanitario regolamenti con rigore il commercio e la circolazione di tutte le armi convenzionali, compreso il fenomeno del cosiddetto "brokeraggio " - ha dichiarato Gabriele Eminente, direttore della Sezione Italiana di Amnesty International.

"Al governo abbiamo anche chiesto un impegno a livello europeo per rendere vincolante il Codice di condotta dell'Unione Europea sulle esportazioni di armi e a livello nazionale la tutela e la rigida applicazione della legge 185, un rafforzamento della legislazione riferita alla produzione e all'export di armi leggere e l'approvazione di una legge sulla intermediazione del commercio di armi. Siamo soddisfatti dell'incontro e rimaniamo in attesa che si concretizzino gli impegni presi" - ha affermato Riccardo Troisi, portavoce della Rete Italiana per il Disarmo. I rappresentanti del governo hanno ribadito la posizione favorevole dell'Italia all'adozione del Trattato e hanno manifestato disponibilità a un dialogo e a un confronto continuo con le associazioni della campagna Control Arms sul tema delle armi.

Va ricordato che le armi circolano liberamente in molte zone del mondo attraversate da conflitti. La loro diffusione incontrollata e il loro uso arbitrario da parte di eserciti regolari e di gruppi armati hanno un costo elevato in termini di vite umane, di risorse e di opportunità per sfuggire alla povertà. Ogni anno, in Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina si spendono in media 22 miliardi di dollari per l'acquisto di armi: una somma che avrebbe permesso a questi paesi di mettersi in linea con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, eliminare l'analfabetismo (cifra stimata: 10 miliardi di dollari l'anno) e ridurre la mortalità infantile e materna (cifra stimata: 12 miliardi di dollari l'anno).

L'Italia è tra i principali esportatori mondiali di armi e l'export italiano (sia di armi da guerra, sia di armi a cosiddetto uso civile) mantiene tra i suoi destinatari paesi caratterizzati da guerre aperte, conflitti interni, gravi e diffuse violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario, o comunque da standard insufficienti sul commercio e sull'uso delle armi. Per far fronte a questo drammatico problema, è nata la mobilitazione internazionale Control Arms, lanciata congiuntamente da Amnesty International, Oxfam e Iansa, che si prefigge l'obiettivo dell'adozione di un Trattato internazionale sul commercio delle armi. La proposta del Trattato ha già raccolto l'adesione di numerosi premi Nobel, almeno 50 Governi e un milione di persone nel mondo e risponde alla necessità di mettere sotto controllo il commercio indiscriminato di armi, per sottoporlo al rispetto degli standard internazionali sui diritti umani e al diritto umanitario.

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