Arabia Saudita: “Tre studiosi islamici condannati a morte”

Stampa

Foto: Nena-news.it

Tre importanti studiosi sauditi detenuti da Riad perché accusati di “terrorismo” saranno condannati a morte a fine Ramadan (il prossimo mese). A sostenerlo è un articolo pubblicato ieri dal portale Middle East Eye. Citando due fonti governative e una di uno dei partenti degli imputati, il sito afferma che a salire sul patibolo saranno Shaykh Salman al-Awdah, Awad al-Qarni e Ali al-Omari. Tuttavia, al momento le autorità saudite non hanno confermato la notizia.

Al-Awdah è uno studioso islamico definito dall’Onu “riformista”. Al-Qarni è un predicatore e accademico. Al-Omari è un popolare presentatore televisivo.

Middle East Eye scrive che i tre aspettano di essere processati alla Corte penale speciale di Riyad dopo essere stati arrestati nel settembre 2017 nel corso della “campagna anti-corruzione” decisa dal principe ereditario bin Salman contro centinaia di importanti figure del regno. Gli arresti provocarono l’immediata condanna delle Nazioni Unite e di note ong per i diritti umani come Human Rights Watch e Amnesty International. A criticarli furono persino alcuni commentatori occidentali che negli ultimi anni hanno raccontato di un Paese guidato da un “giovane principe modernizzatore”.

Nel gennaio 2018 esperti dell’Onu hanno denunciato “l’uso continuativo delle leggi dell’anti-terrorismo e della sicurezza nazionale contro i difensori dei diritti umani”.“Nonostante sia stata eletta membro del Consiglio dei diritti umani alla fine del 2016 – scrissero in un report le Nazioni Unite – Riyad ha continuato la sua pratica di mettere a tacere, arrestare arbitrariamente, detenere e perseguitare gli oppositori e chi difende i diritti umani”.

Per Ali al-Ahmad, una vecchia figura di opposizione e capo dell’Istituto per gli Affari del Golfo di stanza negli Usa, la (presunta) condanna a morte dei tre uomini è un “crimine che ha come obiettivo quello di terrorizzare i cittadini sauditi e di sottometterli”.

Tuttavia, secondo Yahya Assiri, fondatore dell’ong saudita per i diritti umani Alqst basata a Londra, la notizia riportata da Middle East Eye non è vera. “Tutto è possibile per le autorità saudite dato che sono brutali, oppressive e ignoranti, ma nessuno è stato incriminato e giustiziato. Questa notizia è un danno per la vittima, per la situazione dei diritti umani e per il nostro lavoro”. 

Da Nena-news.it

Ultime su questo tema

Senegal, il dramma della depigmentazione

09 Novembre 2019
Modelli estetici importati e logiche di mercato spingono giovani donne africane a voler “sbiancarsi” la pelle, con esiti disastrosi sulla salute. (Lucia Michelini)

Assam: prove di ghettizzazione

29 Ottobre 2019
In India non accenna ad attenuarsi l’acceso dibattito sull’esclusione dai diritti di cittadinanza di molti musulmani. (Alessandro Graziadei) 

Una svolta per il Kashmir indiano?

18 Ottobre 2019
Il territorio a maggioranza musulmana riapre scuole, confini e comunicazioni, ma continua la disobbedienza civile della popolazione. (Alessandro Graziadei)

Gandhi 150 anni portati bene

04 Ottobre 2019
Figure come il Mahatma restano attualissime perché hanno saputo indicare la via non violenta alla convivenza dei popoli. Nel suo pensiero e nel suo spirito una ispirazione che potrebbe offrire una...

Diritto alla speranza, anche in carcere

25 Settembre 2019
Incontro del papa Francesco con una rappresentanza dei cappellani delle carceri italiane e delle associazioni di volontariato, assieme a polizia e personale dell’amministrazione penitenziaria. Serv...

Video

Le Religioni nel mondo