Barcellona: quando la comunità risolve il problema della casa

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“Costruiamo case per costruire comunità”: così recita il sito internet della cooperativa La Borda di Barcellona. Questa è molto più che una cooperativa di abitazione: si tratta infatti di un progetto collettivo costruito in maniera autonoma dalla comunità locale. Vari abitanti del quartiere di Sants e diverse entità dell’economia solidale attive sul territorio si sono infatti attivati dal basso per dare vita a questo progetto innovativo, che sta diventando un modello per la costruzione di esperienze simili sul territorio cittadino così come in altri contesti.

L’obiettivo principale del progetto è quello di fornire un’alternativa abitativa dignitosa e a prezzi accessibili a 28 “unità effettive di convivenza” (UEC), ossia nuclei di persone che decidono di vivere insieme, siano esse famiglie cosiddette tradizionali o altri tipi di convivenza. L’edificio è attualmente in costruzione, ma è interessante tutto il processo di gestazione e realizzazione del progetto. La Borda è infatti la prima cooperativa in cessione d’uso che sia stata creata in tutto lo stato spagnolo. Il modello della cessione d’uso, molto diffuso in paesi come Danimarca e Uruguay, implica la proprietà collettiva dell’immobile in capo alla cooperativa. Le persone che abitano l’edificio possiedono lo status di soci della cooperativa e possono vivere nell’edificio per tutta la vita, anche se formalmente non sono né affittuari né proprietari. I processi decisionali che riguardano le varie questioni legate al progetto vengono sviluppati interamente all’interno dell’assemblea generale, il principale organo di governo della cooperativa, ed esistono varie commissioni di lavoro che gestiscono aspetti differenti (economico, legale, comunicazione, convivenza, etc). I soci non possono vendere né affittare l’appartamento in cui vivono ad un prezzo più alto di quello stipulato collettivamente: questo è un aspetto molto importante, poiché costituisce un chiaro argine ad eventuali processi speculativi che potrebbero venirsi a creare. La cooperativa in questo modo fa sì che si privilegi il valore d’uso dell’immobile anziché il suo valore di scambio: la casa non è dunque concepita come un bene di consumo, al contrario essa è vista come un diritto, che va di pari passo con la gestione comunitaria degli spazi. Dal punto di vista architettonico si tratta, come accennato, di un edificio con 28 unità abitative di tre metrature differenti (circa 40, 50 e 76 mq) e una serie di spazi comuni e comunitari, che facilitano la transizione tra lo spazio privato e quello pubblico. Ci saranno ad esempio una lavanderia, una cucina comune ulteriore rispetto a quelle già presenti in ogni appartamento, terrazze comuni, spazi polivalenti. L’attenzione agli aspetti di risparmio energetico è poi marcata, così come l’utilizzo di energie rinnovabili.

La parte finanziaria è gestita attraverso prestiti provenienti da istituti di finanza etica (in particolare Coop57, cooperativa di servizi finanziari etici e solidali) e attraverso l’apporto delle quote associate all’utilizzo degli appartamenti da parte dei soci.

Il terreno dove si sta edificando l’edificio che ospiterà soci e socie della cooperativa La Borda è di proprietà del Comune di Barcellona, che lo cede per 75 anni alla comunità costituita in cooperativa dietro il pagamento di un canone annuale. L’accordo tra il Comune e la cooperativa è stato firmato nel 2015, durante l’attuale amministrazione cittadina. E’ importante ricordare che l’attuale sindaca di Barcellona, Ada Colau, è stata una leader importante della PAH, la Plataforma de Afectados por las Hipotecas (piattaforma delle persone colpite dai mutui). Questo movimento sociale è stato protagonista in tutta la Spagna delle lotte legate al diritto alla casa, in un paese la cui crisi è stata determinata e profondamente segnata dallo scoppio della bolla immobiliare. Va sottolineato però come l’accordo preliminare con le istituzioni cittadine fosse stato firmato durante la precedente amministrazione di centrodestra.

Sants, il quartiere di Barcellona dove sta sorgendo l’edificio, è caratterizzato da una forte tradizione cooperativa che affonda le sue radici nel periodo della rivoluzione industriale, quando il nascente movimento operaio cercava di dare risposta a diverse esigenze che non erano soddisfatte dal settore pubblico e dal mercato. Sants è tuttora caratterizzato dalla presenza di numerose cooperative, attive in diversi settori di attività, e da un tessuto sociale vivace, socialmente e politicamente attivo. Uno dei simboli del quartiere è Can Batlló, un complesso industriale di 9 ettari che entrò in funzione nel 1880 come fabbrica tessile. Gli edifici che costituivano la fabbrica hanno iniziato ad essere recuperati a partire dal 2011 da un movimento di cittadini e cittadine che volevano utilizzare lo spazio in modo che fosse fruibile da tutta la comunità, recuperando così anche un importante patrimonio storico industriale. Can Batlló ospita oggi una biblioteca, un centro di documentazione sui movimenti sociali, laboratori di produzione di birra artigiana, riparazione di veicoli, falegnameria, spazi per concerti e conferenze, orti comunitari, persino un rocciodromo, e molte altre esperienze di vario tipo: tutti gli spazi sono caratterizzati dal fatto di essere aperti a tutta la cittadinanza e di essere autogestiti in forma orizzontale e assemblearia da commissioni costituite dagli stessi abitanti del quartiere. Persone di età ed estrazione sociale differente che animano uno spazio che diventa il cuore pulsante della comunità. E’ all’interno di questo spazio, fucina di idee, scambi e contaminazioni, che ha visto la luce il progetto de La Borda. 

Michela Giovannini

Dottoressa di ricerca in sviluppo locale, è appassionata di America Latina, popoli indigeni, autogestione, lotte e resistenze politiche e sociali. Ha trascorso periodi di studio e ricerca sul campo in vari paesi. Messico e Cile sono i principali contesti in cui si sono svolte le sue ricerche, dedicate principalmente a varie tipologie di organizzazioni dell'economia sociale e solidale.

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