Onu: "Nuova era nel lavoro delle Nazioni Unite per le donne"

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Comincerà a funzionare a gennaio 2011 la neonata Entità delle Nazioni Unite per l'Uguaglianza di Genere e l'Empowerment delle Donne UN Women, creata dopo una votazione all'unanimità dell'Assemblea Generale lo scorso 2 luglio e a guidarla sarà Michelle Bachelet.

La nomina dell'ex- Presidente del Cile è stata annunciata lo scorso 14 settembre dal Segretario Generale Ban Ki-moon, sottolineando come la sua esperienza politica e la sua grande capacità di creare consenso, siano le caratteristiche principali per lavorare con le numerose agenzie delle Nazioni Unite e i partner nel settore pubblico e privato. “Sono sicuro che sotto la sua forte leadership, saremo in grado di migliorare la vita di milioni di donne e ragazze di tutto il mondo”, ha dichiarato Ban.

Con l'istituzione del nuovo organismo, il Segretario Generale ha detto che il mondo è entrato in una nuova era nel lavoro delle Nazioni Unite per le donne. “UN Women - ha continuato Ban- rafforzerà gli sforzi delle Nazioni Unite per promuovere l’uguaglianza di genere, aumentare le opportunità e combattere la discriminazione in tutto il mondo, attraverso interventi che spazieranno dall’azione contro la piaga della violenza sulle donne alla nomina di un numero sempre maggiore di donne a posizioni di alto livello e agli sforzi per ridurre il tasso di mortalità materna”.

Da parte sua la Bachelet ha dichiarato che la sua nomina rappresenta un riconoscimento dei successi del suo governo e dei progressi del suo paese verso politiche volte alla promozione della donna: “tutto il mio lavoro è stato improntato alla promozione della parità dei diritti, la lotta contro la violenza, la lotta alla discriminazione, questa è stata la storia della mia vita. Non solo per quanto riguarda le donne, ma nel rispetto dei diritti di uomini, donne, bambini, anziani. Questa esperienza la voglio ora mettere al servizio di questa nuova struttura delle Nazioni Unite” ha detto la ex Presidente cilena.

Nello specifico UN Women nasce dalla fusione di quattro organismi già impegnati nel campo dei diritti delle donne UNIFEM – Fondo di sviluppo Onu per le donne, DAW – Divisione per il progresso delle Donne, INSTRAW – Istituto per la Ricerca Internazionale e la Formazione finalizzata al progresso femminile e OSAGI – Ufficio del consigliere speciale per il segretario generale dell’Onu sulle questioni di genere e sul progresso femminile.

La risoluzione che stabilisce la nuova Entità è il risultato di anni di negoziati tra Stati membri dell'ONU e la promozione attiva di gruppi di donne e della società civile. Il suo mandato prevede il sostegno di organismi inter-governativi nella loro formulazione di politiche, standard globali e normative, e di aiutare gli Stati membri ad attuare queste norme, mettendo a disposizione adeguate strutture di supporto tecnico e finanziario ai paesi che ne fanno richiesta, con particolare riguardo ai paesi dei Sud del mondo.

Altro compito sarà quello di aiutare il sistema delle Nazioni Unite di essere responsabile per i propri impegni in materia di parità di genere, compreso il monitoraggio regolare dei progressi compiuti a livello di sistema. Il ruolo del nuovo organismo sarà infatti anche quello di migliorare gli sforzi degli altri componenti del sistema ONU come l'UNICEF, UNDP e UNFPA, che rimarranno responsabili del lavoro verso l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne nei loro settori di competenza.

La creazione del nuovo organismo fa parte di un progetto di riforma più ampio nell'ambito delle Nazioni Unite, e del tema si era discusso all'interno dell'ultima riunione ministeriale dell'Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) a fine giugno, dove si è sottolineata l’importanza di adottare nuove strategie per combattere la disuguaglianza di genere. Tra i punti chiave risultano l' accesso delle donne nell’economia formale, eliminazione della violenza contro donne e bambine, migliorare l’educazione e sradicare l’analfabetismo, aumentare l’accesso all’assistenza sanitaria e alla salute riproduttiva, attuare leggi contro la discriminazione di genere e aumentare l’accesso al microcredito.

UN Women è un segnale positivo anche in vista della prossima sessione dell’Assemblea Generale, che si riunirà dal 20 al 22 settembre per fare il punto e valutare lo stato di avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio stabiliti nel 2000, tra i quali il raggiungimento della parità di genere.

Si tratta anche di un importante successo per la campagna GEAR – Gender Equality Architecture Reform, che comprende circa 300 tra organizzazioni e donne impegnate per la giustizia sociale e i diritti umani delle donne in tutto il mondo, tra i quali anche AIDOS – Associazione italiana Donne per lo Sviluppo, che da circa 30 anni lavora per la promozione e la tutela dei diritti delle donne nel mondo. Da quattro anni GEAR era impegnata nel chiedere alle Nazioni Unite una nuova e più efficiente agenzia per i diritti delle donne e adesso la richiesta sembra essersi materializzata.

Grande entusiasmo anche per la nomina di Bachelet: “Si tratta di una leader di grande integrità che ha dimostrato il suo forte impegno nell'emancipazione delle donne e ha tutte le capacità per implementare politiche per l'uguaglianza di genere in differenti settori”, ha sottilineato Charlotte Bunch una delle fondatrici della rete GEAR. La sua nomina sembra aver messo d'accordo tutti, e in effetti Michelle Bachelet - testimone diretta degli orrori della dittatura di Augusto Pinochet - oltre ad essere stata il primo presidente donna del suo paese, è forse l'unico capo di stato che ha finito il suo mandato con una percentuale di consensi più alta rispetto alla sua elezione.

Anche se negli ultimi anni l'ONU ha compiuto notevoli progressi nel promuovere la parità di genere, con importanti iniziative come la Dichiarazione e Piattaforma d'Azione di Pechino e la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di Discriminazione contro le Donne (in.pdf) molto rimane ancora da fare. Le disuguaglianze sono profondamente radicate nella società.

Donne di tutte le regioni del mondo sono vittime della violenza e della discriminazione e sono scarsamente rappresentate nei processi decisionali. I tassi elevati di mortalità materna - anche se gli ultimi dati dellOms sembrano incoraggianti - rimangono una fonte di imbarazzo per il mondo.

Le difficoltà nel raggiungimento del terzo Obiettivo del Millennio sono dovute anche ad ostacoli come finanziamenti insufficienti e nessun motore di riconoscimento che indirizza le attività delle Nazioni Unite sulla parità di genere. Anche la dotazione finanziaria di ONU- Women che si baserà sui contributi volontari da parte degli Stati membri non sembra essere sufficiente.

Nonostante si parta con il doppio rispetto alle risorse destinate alle vecchie quattro agenzie, “500 milioni di dollari l’anno, come stabilito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sono pochi soprattutto se dipendono dai contributi volontari degli Stati Membri dell’Onu” ha dichiarato Daniela Colombo, Presidente di AIDOS. Per la società civile raddoppiare questa cifra iniziale sarà una delle prime sfide della Bachelet.

Elvira Corona (inviata Unimondo)

 

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