Eventi | Ottobre 2022:

3 Ott

Media Contest

3 Ott

Al via dal 14 settembre al 14 dicembre 2022 la seconda edizione del format sulla Media Education organizzato da Tempora ODV che offre concrete opportunità di inserimento lavorativo per i giovani, oltre formazione tramite workshop. Pur essendo fruibile da tutti, è pensato per beneficiare un target giovane (18-35 anni) al fine di fornire ad essi concrete opportunità di inserimento lavorativo. I moduli formativi si svolgeranno in replica presso le sedi operative di Trento, Rovereto, Novaledo e Roncegno Terme. 

La frequenza è obbligatoria con un limite massimo di assenze (vedi regolamento) per essere ammessi al Contest. Seguirà percorso esperienziale di 3 mesi con partner di prestigio e basato su obiettivi da raggiungere, secondo la tipologia dell’ente o azienda ospitante (vedi regolamento). Per concorrere al Contest è prevista la realizzazione di un elaborato inedito su tracce a tema, declinabile in testo giornalistico, podcast o video. PRIMO PREMIO: Contratto di lavoro freelance di un anno con il media partner Salto.bz. PREMI 1-6: ​Per tutti i vincitori viaggio studio al Parlamento Europeo, con la presenza di due tutor. PREMIO SPECIALE in memoria di Piergiorgio Cattani: Contratto di lavoro di 6 mesi con la Testata Unimondo.org. PER TUTTI GLI ISCRITTI: Attestato di partecipazione e libro di approfondimento sui temi trattati. È previsto il versamento di una quota d’iscrizione simbolica di euro 30,00 da effettuare attraverso bonifico bancario (vedi regolamento).

Best practice di successo, già consolidata nel 2021 su più territori e con concrete opportunità di inserimento lavorativo per i giovani. Informazioniregolamento e iscrizioni entro il 3 ottobre: [email protected]

10 Ott

Memoria e Futuro: tra Resistenza e Nonviolenza creativa

10 Ott

15 Ott

24 ore per Julian Assange

15 Ott

Pressenza promuove, insieme alle numerose realtà in continuo aggiornamento che leggete in calce, una maratona di 24 ore per la libertà di Julian Assange. Qui sotto l’invito/appello. Partecipate numerosi.

Julian Assange è un uomo, un giornalista che ha rivelato i crimini e i criminali delle guerre in Afghanistan e in Iraq degli Stati Uniti.

Julian Assange per questo è stato punito, è stato ingiustamente incarcerato e imbavagliato, gli è stato impedito di fare informazione. Mentre i crimini e i criminali sono impuniti e assolti.

Julian Assange rischia di essere estradato negli Stati Uniti e condannato a morte con 175 anni di carcere.

Julian Assange ha due figli piccoli e ha accanto una compagna e avvocata, Stella Assange, che continua a lottare.

Julian Assange è il simbolo di tutti i giornalisti, le giornaliste, le voci libere che con lui possono essere messe a tacere.

Julian Assange rappresenta un modello di mondo nuovo e migliore dove l’ingiustizia va condannata e i diritti umani difesi.

Sono sempre più numerose le iniziative per la libertà di Assange e per impedirne la pericolosa estradizione negli USA.

Ti invitiamo a partecipare a un’iniziativa grandiosa che possa far conoscere il suo caso in tutto il pianeta: 24 ore non stop dove giornalisti, attivisti, artisti, persone di cultura manifesteranno in tutto il pianeta per la libertà di Julian. Il 15 Ottobre sul Pianeta Terra.

Aderisci a: [email protected].

Informazioni sul sito web http://www.24hassange.org in varie lingue.

Qui promotori e adesioni in continuo aggiornamento:

Comitato promotore

Organizzazioni e testate:

Amnesty International

Articolo21

Atlante delle guerre

Free Assange Italia

Italia che Cambia

Left

Media Alliance

Pressenza

Terra Nuova

transform! Italia

Sostenitori di Julian Assange

Sovranità Popolare

Unimondo

Ecomapuche

15 Ott

24 ore per Julian Assange

15 Ott

21 Ott

Fermate la guerra: negoziato subito

21 Ott - 23 Ott

Fermate la guerra: negoziato subito. L’ONU convochi una Conferenza Internazionale di Pace  Ritorna la mobilitazione diffusa di Europe For Peace: dal 21 al 23 ottobre di nuovo nelle piazze di tutta Italia 

La coalizione Europe for Peace, formata dalle principali reti per la pace in Italia con l’adesione di centinaia di organizzazioni, profondamente preoccupata per l’escalation militare che ha portato il conflitto armato alla soglia critica della guerra atomica, torna di nuovo nelle piazze italiane per chiedere percorsi concreti di Pace in Ucraina e in tutti gli altri conflitti armati del mondo.

Un nuovo passo comune che avviene dopo l’importante mobilitazione dello scorso 23 luglio (con 60 città coinvolte) e l’invio di una lettera al Segretario Generale ONU Guterres in occasione della Giornata della Pace per un sostegno ad azioni multilaterali, le uniche capaci di “portare una vera democrazia globale, a partire dalla volontà di pace della maggioranza delle comunità e dei popoli”. E dopo la quarta Carovana “Stop The War Now” recentemente rientrata dal Kiev dove ha portato il sostegno della società civile italiana ad associazioni ed obiettori di coscienza ucraini, oltre che nuovi aiuti umanitari.

L’appuntamento è per il weekend dal 21 al 23 ottobre (ad otto mesi dall’invasione russa e alla vigilia della Settimana ONU per il Disarmo) ancora una volta con l’invito – rivolto ad associazioni, sindacati, gruppi che già sono attivi da mesi – ad organizzare iniziative di varia natura per rilanciare l’appello già diffuso a luglio con la richiesta di cessate il fuoco immediato affinché si giunga ad una Conferenza internazionale di Pace.

Nel testo sottoscritto dalle aderenti di Europe for Peace si sottolinea come “l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa ed ha già fatto decine di migliaia di vittime e si avvia a diventare un conflitto di lunga durata” portando conseguenze nefaste “anche per l’accesso al cibo e all’energia di centinaia di milioni di persone, per il clima del pianeta, per l’economia europea e globale”. Ribadendo la vicinanza alle popolazioni colpite dalla guerra si ricorda poi come occorra cercare “una soluzione negoziale, ma non si vedono sinora iniziative politiche né da parte degli Stati, né da parte delle istituzioni internazionali e multilaterali” sottolineando come invece sia necessario “che il nostro Paese, l’Europa, le Nazioni Unite operino attivamente per favorire il negoziato avviando un percorso per una Conferenza internazionale di pace che, basandosi sul concetto di sicurezza condivisa, metta al sicuro la pace anche per il futuro”. Anche alla luce delle rinnovate ed inaccettabili minacce nucleari.

Rilanciata anche la posizione di base del movimento pacifista italiano fin dall’inizio del conflitto ucraino: “Le armi non portano la pace, ma solo nuove sofferenze per la popolazione. Non c’è nessuna guerra da vincere: noi invece vogliamo vincere la pace” e per tale motivo viene proposta una nuova occasione nazionale di mobilitazione per la pace, con uno chiaro obiettivo: “TACCIANO LE ARMI, NEGOZIATO SUBITO! Verso una Conferenza internazionale di pace”.

Che la guerra non sia la soluzione ma sia una delle principali cause delle crisi da cui il nostro sistema e la nostra società non riescono più a liberarsi è sempre più evidente. La guerra scatena l’effetto domino in una società globalizzata, interdipendente, invadendo ogni ambito e spazio: crollano i mercati ed il commercio, aumentano i costi delle materie prime e di ogni unità di prodotto, l’inflazione galoppa ed i salari perdono potere d’acquisto, ritornano la fame, le carestie e le pandemie nel mondo. Dire basta alle guerre ed alla folle corsa al riarmo e nell’interesse di tutti e di tutte. E’ l’unica strada che ci può far uscire dalla crisi del sistema.

Le iniziative che verranno definite e programmate nei prossimo saranno comunicate e rilanciate da tutte le organizzazioni parte di “Europe for Peace”

TACCIANO LE ARMI, NEGOZIATO SUBITO!

Verso una Conferenza internazionale di pace

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa ed ha già fatto decine di migliaia di vittime e si avvia a diventare un conflitto di lunga durata con drammatiche conseguenze per la vita e il futuro delle popolazioni ucraine, ma anche per l’accesso al cibo e all’energia di centinaia di milioni di persone, per il clima del pianeta, per l’economia europea e globale.

Siamo e saremo sempre dalla parte della popolazione civile, delle vittime della guerra in Ucraina e dei pacifisti russi che si battono per porre fine all’aggressione militare.    

Questa guerra va fermata subito e va cercata una soluzione negoziale, ma non si vedono sinora iniziative politiche né da parte degli Stati, né da parte delle istituzioni internazionali e multilaterali che dimostrino la volontà di cercare una soluzione politica alla crisi.

Occorre invece che il nostro paese, l’Europa, le Nazioni Unite operino attivamente per favorire il negoziato e avviino un percorso per una conferenza internazionale di pace che, basandosi sul concetto di sicurezza condivisa, metta al sicuro la pace anche per il futuro.

Bisogna fermare l’escalation militare. Le armi non portano la pace, ma solo nuove sofferenze per la popolazione. Non c’è nessuna guerra da vincere: noi invece vogliamo vincere la pace, facendo tacere le armi e portando al tavolo del negoziato i rappresentanti del governo ucraino, di quello russo, delle istituzioni internazionali.

La popolazione italiana, nonostante sia sottoposta a una massiccia propaganda, continua ad essere contraria al coinvolgimento italiano nella guerra e a chiedere che si facciano passi concreti da parte del nostro governo e dell’Unione Europea perché sia ripresa con urgenza la strada dei negoziati.

Questo sentimento maggioritario nel paese è offuscato dai media mainstream ed è non rappresentato nel Parlamento. Occorre dargli voce perché possa aiutare il Governo a cambiare politica ed imboccare una strada diversa da quella attuale.

Per questo – a otto mesi dall’inizio della guerra –  promuoviamo una nuova giornata nazionale di mobilitazione per la pace con iniziative in tutto il Paese per ribadire: TACCIANO LE ARMI, NEGOZIATO SUBITO!

 Informazioni: www.sbilanciamoci.info/europe-for-peace/

27 Ott

Disarmo climatico

27 Ott - 29 Ott

Disarmo Climatico L’impatto ambientale di armi e guerre e i percorsi collettivi possibili verso un futuro di sicurezza climaticaEvento Nazionale a Trento | 27-28-29 Ottobre 2022. 

Il disarmo climatico come elemento necessario ad evitare la crisi ambientale ed ecologica. La crisi climatica è già oggi un problema esistenziale per l’intera umanità: non si tratta più di una minaccia all’orizzonte, ma è ben concreta nella quotidianità di molti angoli del mondo.  Se la minaccia è globale e vogliamo trovare una possibile soluzione abbiamo dunque bisogno di una risposta che deve essere per sua natura altrettanto globale. Sarebbe però un errore affrontare la crisi climatica come una questione meramente “ambientale”: serve un approccio interdisciplinare, internazionale e olistico. In una parola: politico. In tale ottica si inserisce il tema del “disarmo climatico” cioè l’analisi (e la decostruzione) della connessione tra cambiamento climatico e strutture e sistemi militari, compresa la militarizzazione della risposta ai cambiamenti climatici (e ai loro effetti ben visibili sia sui territori che sulle popolazioni). Per provare a definire alcune prime risposte, e tracciare percorsi di lavoro sulla base di dati e analisi già a disposizione, la Rete Italiana Pace e Disarmo, l’Associazione 46° Parallelo e il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani (in collaborazione con il MUSE Museo delle scienze e l’Agenzia provinciale per la protezione dell’Ambiente del Trentino) hanno deciso di promuovere l’evento “Disarmo Climatico” che si terrà a Trento dal 27 al 29 ottobre 2022.  Un appuntamento di informazione e analisi (realizzato su varie sessioni e preceduto da un evento pubblico aperto) per approfondire l’approccio sistemico del disarmo climatico analizzando con esperti e attori interessati l’impatto ambientale di armi e guerre, ed elaborando percorsi collettivi possibili verso un futuro di sicurezza climatica globale.

Programma: MUSE Museo delle Scienze – giovedì 27 ottobre ore 20.30 SESSIONI DI CONFRONTO E ANALISI . L’impatto delle politiche di militarizzazione su clima ed emergenza ambientale – Come il cambiamento climatico impatta su conflitti, territori, popolazioni – La transizione verso la sicurezza climatica, come pensarla e come costruirla Sala di Rappresentanza del Consiglio Regionale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol – venerdì 28 ottobre ore 14.00 > 18.00 e sabato 29 ottobre ore 9.00 > 12.00. 

Informazioni ed iscrizioni: www.retepacedisarmo.org – [email protected]

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