Sdebitarsi: cancellare il debito si deve, si può!

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Stagione di caccia

Nelle scorse settimane il debito è tornato drammaticamente alla ribalta a causa delle devastazioni provocate dal maremoto nel sud est asiatico. Molti sono stati gli interventi che hanno segnalato quanto il debito non solo non è stato cancellato ma rappresenta ancora uno degli strumenti più concreti della guerra economica e finanziaria che produce processi di impoverimento sempre più insopportabili. Nonostante le grandi promesse fatte in occasione del Giubileo, il debito nella sua gran parte non è stato cancellato e continua a rappresentare un impedimento per lo sviluppo dei popoli ed è strumento di controllo sui paesi poveri da parte del cosiddetto nord "sviluppato" per mantenere e incentivare i propri privilegi.

E' un fatto che in questi anni i popoli del sud impoverito pagando gli interessi degli interessi⅀del debito ogni giorno, hanno sottratto risorse indispensabili per sostenere i progetti di lotta alla povertà e per la loro stessa vita. La campagna italiana per la cancellazione del debito Sdebitarsi, ha rilanciato l'iniziativa denunciando l'insufficienza e l'ipocrisia delle misure proposte sia a livello internazionale che italiano a partire dall'ultima moratoria, invece della cancellazione, del debito per paesi colpiti dallo Tsunami. Misure inadeguate per sostenere l'emergenza e la ricostruzione. In generale le misure individuate fino ad oggi per affrontare il debito per la loro parzialità mantengono intatto la "macchina" e condannano i poveri a ulteriore povertà e garantiscono ricchezze ai più ricchi.

I processi di impoverimento avanzano indisturbati ed in modo virtuoso, perché anche le iniziative, compresa quella italiana di cancellazione del debito bilaterale realizzata grazie alla mobilitazione dell'opinione pubblica promossa dalla campagna Sdebitarsi che ha portato alla conquista delle legge 209 unica al mondo nel suo genere non hanno fermato il meccanismo che produce il debito, anzi la povertà nel mondo è cresciuta a dismisura.

Bisogna lavorare al cuore del problema, al cuore del meccanismo di cui il debito è uno degli effetti più eclatanti. Mettere in evidenza i nessi, le coerenze che le politiche neoliberiste esprimono anche attraverso il fenomeno del debito. Per questo è necessario fare un salto di qualità e sviluppare una campagna forte che metta a frutto le idee, le azioni, le proposte che tanta parte del movimento mobilitato in questi anni ha saputo esprimere. Rilanciamo l'iniziativa invitando tutti coloro che credono utile contribuire a costruire una fase efficace sul debito a partecipare all'Assemblea che terremo l'8 febbraio presso la Sala delle Bandiere della Provincia di Roma alle ore 17.

La scorsa settimana anche il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre ha contribuito a riportare il tema al centro della discussione del movimento e dell'opinione pubblica e ha rilanciato la mobilitazione politica sul debito. Il confronto su questo tema, nel movimento che crede che un altro mondo sia necessario e possibile, è importante anche per avanzare nella discussione sulle priorità e i contenuti delle mobilitazioni della società civile in Italia e a livello internazionale a partire dai prossimi mesi.

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