Italia: EuropAfrica per un'agricoltura solidale

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Donne nei campi in Africa

"Una campagna di tre anni, nel corso della quale in tutta Italia prenderanno la parola le Terre Contadine, del Nord come del Sud del mondo, per raccontare la loro lotta quotidiana per produrre cibo sano e di qualità, per proteggere l'ambiente e per stringere con i cittadini e i consumatori un'alleanza che costringa le leggi che regolano il mercato a rispettare e dare il giusto valore al patrimonio rurale di questo pianeta". Così Nora Mckeon dell'ong Terra Nuova ha presentato ieri a Roma EuropAfrica/Terre contadine, la nuova campagna promossa da Terra Nuova e Crocevia per il GA Gruppo d'Appoggio al movimento contadino dell'Africa Occidentale- fra gli altri AUCS, CIPSI, CISV, COSPE - con la partecipazione di Coldiretti e del Réseau des organisations paysannes et de producteurs agricoles de l'Afrique de l'Ouest (ROPPA), in collaborazione con Roba dell'Altro Mondo fair trade.

"Una campagna ambiziosa - ha spiegato Antonio Onorati di Crocevia - perché vuole sfatare alcuni falsi miti. Innanzitutto l'Africa non è una terra di disperazione, perché può nutrire se stessa, e lo fa tutti i giorni, grazie al lavoro dei suoi contadini, che sono il 70% dei lavoratori africani. L'agricoltura familiare in Africa assicura più del 90% della produzione agricola e gestisce più del 95% delle terre agricole. Nonostante la spietata concorrenza internazionale, i piccoli produttori dell'agricoltura familiare oggi assicurano fino al 90 dell'approvvigionamento alimentare delle comunità locali".

"Nell'epoca coloniale - ha raccontato Ndiogou Fall, presidente della rete Roppa, che rappresenta 35 milioni di contadini africani - l'agricoltura nei nostri Paesi è stata trasformata in una miniera di materie prime per l'industria alimentare europea. Il Senegal, il mio Paese, doveva produrre arachidi per gli oli alimentari, la Costa d'Avorio cacao e caffé per la Nestlé, altri come il Mali sono diventate miniere di cotone, e finché questa logica non cambierà, perché negli anni non è cambiata, l'agricoltura africana, che nonostante tutto rappresenta il 35% del nostro Pil, non uscirà da una crisi profonda che alimenta anche una gravissima crisi sociale. Vogliamo imparare dall'esperienza italiana come, nel dialogo con i consumatori e i cittadini si riesca a ottenere che le politiche pubbliche anche in Africa comincino a promuovere l'agricoltura familiare e di qualità".

In Italia è il piccolo che fa qualità. Più dell'80% delle aziende agricole sono a conduzione familiare. Eppure proprio l'agricoltura familiare è a rischio per scelte politiche sbagliate, in Africa come anche in Italia. Se nel nostro pianeta vivono 1.300 milioni di contadini, e, nonostante il ruolo prezioso che svolgono, di questi solo il 6% gode di un benessere adeguato ai propri investimenti finanziari e umani, la principale causa è da rintracciarsi in scelte politiche che non li hanno assolutamente privilegiati. In Italia appena il 10% delle famiglie che vivono dei frutti della terra in Italia si trova al di sotto della soglia assoluta di povertà: il reddito di questa fascia sociale ammonta a 7.500 euro annui, pari a 20 euro al giorno, che rappresentano la soglia minima di sopravvivenza. Se a queste famiglie aggiungiamo quelle che hanno un reddito annuo compreso fra i 7.500 ed i 12.500 euro, allora superiamo il 36% delle famiglie rurali che vivono con un reddito inferiore ai 1000 euro al mese. Un segnale preoccupante per un'agricoltura che, nel nostro Paese, ha vinto la sfida del mercato e della qualità.

A partire da questi punti di vista e problemi i 35milioni di contadini africani rappresentati dal ROPPA e Coldiretti, il più grande sindacato agricolo d'Europa, hanno presentato oggi a Roma un protocollo comune d'accordo politico. "Non vogliamo che altri Paesi commettano gli errori fatti dall'Europa nel passato, quando si è creduto di poter fare a meno dell'agricoltura e del ruolo centrale che svolge per lo sviluppo sostenibile, il rispetto dell'ambiente e la qualità dell'alimentazione". E' quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni alla presentazione della campagna EuropAfrica, nel sottolineare l'impegno della principale organizzazione agricola europea per una riforma della politica comunitaria che riorienta la spesa al sostegno della qualità, della tipicità e della salvaguardia del territorio nell'interesse dei consumatori.

"L'accordo con il Roppa ha l'obiettivo di condividere le conoscenze e di dimostrare anche nei negoziati internazionali che l'agricoltura - ha sostenuto Bedoni - ha un ruolo determinante da esprimere sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli piu' ricchi. E' uno strumento di integrazione dei popoli - ha precisato il presidente della Coldiretti - il cui potenziale si esprime con la valorizzazione delle risorse del territorio, nel rispetto delle differenze e contrastando l'omologazione, per garantire uno sviluppo sostenibile che rispetta le singole specificità e tradizioni produttive. "Obiettivi - ha concluso Bedoni - che abbiamo condiviso con il Roppa e che rispecchiano la nostra visione etica e responsabile della società".

Il programma d'attività congiunte tra ROPPA e COldiretti prevede per il 2005 visite e scambi tra i produttori italiani e africani, oltre alla partecipazione congiunta agli eventi legati ai negoziati della Organizzazione mondiale del commercio (Wto). [M.D.S]

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