Forum Sbilanciamoci!: dieci proposte per un'Italia sostenibile

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"In due anni di governo sono stati emanati dieci provvedimenti “anti-crisi” con l’abuso della decretazione d’urgenza e del ricorso alla fiducia, esautorando così il Parlamento, che non hanno affatto fronteggiato le conseguenze produttive e sociali di un declino economico sempre più grave: la situazione del paese è invece progressivamente peggiorata". Lo ha denunciato la campagna Sbilanciamoci! durante il Forum alternativo a quello dello Studio Ambrosetti dal titolo Fuori dalla crisi con un'altraeconomiatenutosi sabato scorso a Cernobbio.

La campagna ha quindi proposto dieci provvedimenti efficaci per rilanciare l'economia (testo integrale in .pdf): tra questi una tassa sui patrimoni oltre i 5 milioni di euro, sopprimere l'acquisto dei 131 cacciabombardieri F35, cancellare il Ponte sullo Stretto e altri inutili "grandi opere", mettere all'asta le frequenze del digitale terrestre, introdurre l'open source nella Pubblica Amministrazione, incentivare le energie pulite e la mobilità sostenibile e investimenti nella formazione.

"L'Italia ha bisogno di un'altra e di una nuova economia" - sottolinea il documento (in .pdf) di Sbilanciamoci! "Sviluppo locale e filiera corta in agricoltura, produzioni e consumi di qualità, che siano socialmente ed ecologicamente sostenibili. Agricoltura biologica, economia solidale e di prossimità, innovazione e ricerca, gruppi di acquisto solidale, incentivi alle imprese che promuovono le forme di economia sostenibile. Servono almeno 3 miliardi di euro da investire nella direzione di un nuovo modello di sviluppo e da destinare alla lotta contro la povertà. Con le risorse disponibili presso la Cassa Depositi e Prestiti si crei una banca di investimenti pubblici per favorire in “green deal” nel nostro paese. Questo è anche un modo per ridare al settore pubblico un ruolo centrale nella finanza e nel sostegno all'economia reale".

Ma soprattutto occorre "cambiare paradigma, modello di sviluppo e lavorare sui nuovi stili di vita, per cambiare rotta" - ha affermato Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci!. "Vogliamo contrapporre un’idea diversa a quella dei top manager, degli economisti e dei politici riuniti a Cernobbio - ha detto Marcon. Il confronto con loro ci è stato più volte negato: gli avremmo voluto chiedere di analizzare criticamente le loro proposte. Ma non ci è stato possibile. Gli avremmo chiesto di analizzare criticamente quanto viene da loro declamato: la privatizzazione in tutti i settori dell’economia, la necessità della precarizzazione del lavoro, la riduzione dell’intervento dello stato…è il pensiero neoliberista che ci ha portato alla crisi, allo scoppio di una bolla finanziaria che è fondata proprio sulla crisi di questo modello di produzione e di consumi".

La presidente di Lunaria, Grazia Naletto nel suo intervento si è soffermata su alcune delle proposte della campagna, in particolare sulle politiche pubbliche di protezione sociale. "A fronte di 16 miliardi di euro stanziati per gli F35 e 1 miliardo di euro circa tra il 1999 e il 2010 per la costruzione degli ex Cpt, oggi Cie (centri di identificazione ed espulsione), solo 5,9 miliardi l’anno vengono destinati alla spesa sociale dei Comuni" - ha denunciato Naletto. "Proprio in una fase di crisi dobbiamo fare uno sforzo in più per frenare quell’operazione che tende ad alimentare il conflitto tra cittadini italiani e cittadini che provengono da altri Paesi. Si è di fatto riusciti a far passare l’idea che in un momento di crisi l’adozione di politiche inclusive si pone in antitesi alla garanzia dei diritti dei cittadini italiani. È un modello di cittadinanza settecentesco. I conflitti che iniziano a sorgere a livello locale aumenteranno: come nel caso dell’accesso dei bambini alle mense scolastiche, si mette in discussione il diritto dei migranti a stare nel nostro paese" - ha evidenziato la presidente di Lunaria.

La situazione di collasso della scuola è stata denunciata da Marcello Leotto, dell’Unione degli studenti, associazione attiva nelle scuole secondarie di secondo grado. L’incongruenza delle politiche di contenimento della crisi è stata al centro dell’ intervento di Stefano Lenzi del Wwf, che ha osservato come le attuali scelte energetiche e infrastrutturali vadano in senso contrario alla riduzione delle spese: per le grandi opere erano stati stanziati 125,8 milioni di euro nel 2001 e oggi si è già arrivati a 340 miliardi di euro, mentre sul piano nucleare pesa l’incognita del calcolo costi/benefici che non è stato fatto dal governo, ma inciderà in maniera pesante sui suoi indirizzi futuri".

Mario Agostinelli, portavoce del Contratto Mondiale per l’Energia e il Clima, nella sua relazione ha presentato il documento "Cambiare produzioni e consumi" nel quale evidenzia il lavoro di elaborazione intorno all’obiettivo della riconversione dell’apparato produttivo: "a livello sia locale – soprattutto nei punti di maggior crisi occupazionale – che regionale, nazionale e planetario (agire localmente, ma pensare globalmente). Riguarda sia il fronte del lavoro e della produzione che quello del consumo e della distribuzione, oltreché, ovviamente quello di una cultura condivisa che tenga tutto insieme. Riguarda i principali campi in cui si sono andati sviluppando i nuovi saperi che costituiscono la ricchezza maggiore dei gruppi e delle reti a cui facciamo riferimento: energia, mobilità, alimentazione e salute, agricoltura, gestione del territorio, gestione delle risorse, educazione.

"Sulla valorizzazione di saperi, conoscenze e buone pratiche - ha sottolineato Agostinelli - può essere costituito un patrimonio comune e condiviso da tutte le aggregazioni impegnate nella costruzione di una alternativa radicale al pensiero unico e al sistema liberista. Si tratta di un patrimonio da istruire al più presto e da sottoporre alla verifica e alla valutazione “indipendente” di tutti, che avrà comunque il vantaggio di offrire un terreno di confronto che avvicina e non allontana le elaborazioni delle diverse aggregazioni". [GB]

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