Giornata mondiale per la Giustizia Sociale: equità e diritti per tutti

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Si celebra oggi, 20 febbraio, per la prima volta la Giornata Mondiale per la Giustizia Sociale. Stabilita nel novembre 2007 durante la 62esima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite la giornata invita gli Stati membri sono a dedicare questo giorno speciale alla promozione concreta di attività in sostengo agli obiettivi del 'World Summit for Social Development' tenutosi a Copenaghen nel 1995. Tra questi uno sviluppo sociale che contribuisca alla giustizia sociale, la solidarietà, l'armonia, la parità all'interno e tra i paesi. L'uguaglianza e l'equità vengono riconosciuti come valori fondamentali di tutte le società.

"Per raggiungere una società per tutti i governi si sono impegnati per la creazione di un quadro d'azione per promuovere la giustizia sociale a livello nazionale, regionale e internazionale – si legge nella presentazione alla pubblicazione sulla giustizia sociale delle Nazioni Unite (in .pdf) - essi inoltre si sono impegnati a promuovere l'equa distribuzione del reddito e maggiore accesso alle risorse tramite l'equità, la parità e le opportunità per tutti". Per l'Assemblea Generale dell'ONU - che ha approvato ad unanimità la proposta di istituire questa giornata – i governi riconoscono che la crescita economica dovrebbe promuovere equità e giustizia sociale e che la società per tutti deve essere basata sulla giustizia sociale e sul rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. La celebrazione della giornata dovrebbe contribuire a un ulteriore consolidamento degli sforzi della comunità internazionale nella lotta all'eliminazione della povertà, per la promozione della piena occupazione e un lavoro dignitoso, per l'affermazione della parità tra i sessi, l'accesso al benessere e alla giustizia sociale per tutti.

Ma al di là dei proclami, questi lodevoli intenti sembrano ancora lontani dall'essere raggiunti. A denunciarlo è l'ultimo rapporto della rete 'Social Watch' - la coalizione internazionale di organizzazioni della società civile nata nel 1995 per monitorare le politiche e le scelte dei governi sui temi della lotta alla povertà e della parità di genere - secondo cui il progresso verso il raggiungimento di un benessere globale da parte di tutti i paesi del mondo ha subito una battuta d'arresto. Per i redattori del rapporto (qui la recensione), le crisi che stanno investendo il mondo non possono essere superate senza il ritorno ai principi di giustizia sociale ed un approccio allo sviluppo basato sui diritti.

Non a caso il titolo del tredicesimo Rapporto (2008) è proprio "Rights is the answer". Di fronte alla crisi finanziaria, alimentare, energetica e climatica la coalizione internazionale del 'Social Watch' chiede un deciso mutamento di rotta, accompagnato dalla convocazione da parte delle Nazioni Unite di una conferenza internazionale allargata per rivedere il sistema di governo della finanza e dell’economia. Il rapporto è stato presentato il primo dicembre al Forum delle Nazioni Unite sulla Finanza per lo Sviluppo conclusosi a Doha (Qatar) ed è stato presentato ieri a Roma dalla coalizione italiana del Social Watch e viene discusso nei prossimi giorni a Milano e Napoli.

Alla mobilitazione per la Giornata internazionale ha risposto anche la 'Commissione giustizia, pace e integrità del creato' dell’Usg e dell’Uisg (Unioni rispettivamente dei Superiori e delle Superiori generali degli istituti religiosi), per coinvolgere in una speciale preghiera appositamente creata per questa giornata tutti i religiosi e le religiose nel mondo; ma non solo. "Ci sentiamo urgere dentro – si legge nella lettera della Commissione – la necessità di contribuire in modo netto e deciso alla causa della giustizia e della pace, e di esigere dai nostri governi un’assunzione di responsabilità in tutta la loro attività internazionale". La Commissione invita i religiosi e le religiose a verificare l’operato dei propri governi perché attuino concretamente iniziative per la realizzazione di una "società per tutti".

Elvira Corona

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