Asia-Pacifico, bambini obesi: è emergenza

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Il tasso di obesità tra i bambini della regione Asia-Pacifico è in rapido aumento e sono necessari ulteriori interventi per incoraggiare stili di vita più sani e alleviare la pressione sui giovani sistemi sanitari nazionali. Il numero di bambini sotto i cinque anni in sovrappeso è aumentato del 38% tra il 2000 e il 2016 nella regione. È quanto rivela Sridhar Dharmapuri, funzionario addetto alla sicurezza alimentare e nutrizione presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) di Bangkok.

Secondo uno studio dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) sugli Stati membri, il tasso di obesità negli adulti è più alto negli Stati Uniti, in Messico, Nuova Zelanda e Ungheria, e più basso in Giappone e Corea del Sud. Tuttavia, la sua veloce crescita tra i giovani dell'Asia-Pacifico preoccupa gli esperti perché i bambini in sovrappeso corrono un rischio maggiore di diventare obesi da adulti e quindi sviluppare gravi problemi di salute come il diabete di tipo 2, l'ipertensione e malattie del fegato. Malaysia, Indonesia, Singapore e Thailandia sono tra i Paesi più in sovrappeso del sud-est asiatico. Eppure, alcune di queste nazioni lottano perfino contro il fenomeno della malnutrizione tra i loro cittadini.

Di recente, l’Asian Development Bank Institute (Adbi) ha condotto una ricerca da cui emerge che i cittadini in sovrappeso o obesi costano alle casse della regione Asia-Pacifico 166 miliardi di dollari Usa l'anno. Gli analisti affermano che l'aumento dei livelli di ricchezza, che ha interessato l’area negli ultimi 20 anni, ha giocato un ruolo importante nella crescita del tasso di obesità. “La regione ha subito una forte crescita economica, quindi il cibo è diventato disponibile ad un prezzo relativamente più economico” dichiara Matthias Helble, economista all'Adbi di Tokyo che da tre anni studia il fenomeno.

I ricercatori evidenziano come ad un maggior consumo, dovuto alla crescita economica, si aggiunge anche il cambiamento nelle abitudini lavorative delle popolazioni dell'Asia-Pacifico. La maggior parte di esse era un tempo impiegata nell’agricoltura, mentre ora nella produzione e nel terziario. Ciò comporta uno stile di vita più sedentario. Inoltre, le città della regione hanno vissuto una crescita senza precedenti negli ultimi due decenni; le Nazioni Unite stimano che quest'anno, per la prima volta, più della metà della popolazione della regione sarà urbanizzata. Molti degli abitanti delle città sono pendolari e quando arrivano a casa la sera, hanno poco tempo per cucinare e scelgono di mangiare fuori.

Questo nuovo stile di vita ha causato un aumento del consumo di cibi pronti e trasformati, che spesso contengono grassi in eccesso ed un maggior quantitativo di sale e zucchero. Sridhar Dharmapuri sottolinea come le persone fatichino a mantenere una dieta equilibrata, poiché i pasti sono spesso privi di verdure. “La dieta è in gran parte a base di riso – afferma il funzionario Fao – Sul piatto di chiunque, il riso occupa dal 50% al 70% dello spazio”.

Secondo gli esperti, risolvere il problema richiederà probabilmente anni ed è necessario uno sforzo congiunto da parte delle imprese e dei governi. Politiche come le tasse sullo zucchero, introdotte o discusse nelle Filippine, a Singapore ed in Indonesia, sono per i ricercatori provvedimenti efficaci. La “bomba dell'obesità” sarà discussa dai 46 governi membri che prenderanno parte alla conferenza della Fao per l'Asia ed il Pacifico, che inizierà la prossima settimana nelle Fiji.

Da Asianews.it

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