Msf: trenta media aderiscono a 'Adotta una crisi dimenticata', assenti TG1 e TG5

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Campagna 'Adotta una crisi dimenticate' - Foto: ©Msf

A sei mesi dal lancio della campagna di Medici senza Frontiere (MSF) 'Adotta una crisi dimenticata' vi hanno aderito più di 30 tra agenzie di stampa, periodici e quotidiani, radio, testate on line, trasmissioni televisive, nazionali e locali. Lo riporta un comunicato di MSF nel segnalare che la campagna è stata estesa anche a università, scuole di giornalismo e a tante altre realtà italiane con l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sull’esistenza di gravi crisi umanitarie.

Tra i TG nazionali vi hanno aderito Globe Rai3, il TG2 (che ha svolto un contributo segnalando il lancio della campagna), TG3 e TG4, ma mancano all'appello i due principali telegiornali delle reti pubbliche e private italiane: il TG1 e il TG5.

La campagna “Adotta una Crisi Dimenticata”, che ha ottenuto il patrocinio della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), è stata lanciata nel marzo scorso con l’intento di chiedere a quotidiani e periodici, trasmissioni radiofoniche e televisive e testate on-line, di impegnarsi a parlare di una o più crisi dimenticate durante i prossimi 12 mesi, fino alla presentazione del rapporto del 2010.

Il rapporti sulle "Crisi umanitarie dimenticate dai media nel 2008" (il testo in .pdf) contiene la "top ten" delle crisi umanitarie e un’analisi realizzata in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia sullo spazio dedicato alle crisi umanitarie dai principali telegiornali della televisione generalista in Italia. Le dieci crisi umanitarie identificate da MSF come le più gravi e ignorate nel 2008 sono: la catastrofe umanitaria in Somalia; la situazione sanitaria in Myanmar; la crisi sanitaria nello Zimbabwe; i civili nella morsa della guerra nel Congo Orientale (RDC); la malnutrizione infantile; la situazione critica nella regione somala dell’Etiopia; i civili uccisi o in fuga nel Pakistan nord-occidentale; la violenza e la sofferenza in Sudan; i civili iracheni bisognosi di assistenza; la coinfezione HIV-TBC.

"In questi primi sei mesi, hanno aderito alla campagna più di 30 tra agenzie di stampa, periodici e quotidiani, radio, testate on line, trasmissioni televisive, nazionali e locali" - riporta MSF. Tre le università, scuole di giornalismo e a tante altre realtà italiane, che vi hanno aderito si segnalano il Museo del Cinema di Torino che ha organizzato tre appuntamenti cinematografici; il lobe Theatre di Roma dove si è svolta una “Notte Senza Frontiere”; i locali del Quadrilatero di Torino che hanno organizzato una serata di sensibilizzazione e raccolta fondi; gli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Milano che hanno organizzato un flash mob e una serie di mostre fotografiche, fino al Festivaletteratura di Mantova.

Numerosi sono poi stati gli incontri in varie città italiane con le testimonianze degli operatori di MSF sulle crisi umanitarie più ignorate dai media. Anche le Scuole Superiori di secondo grado potranno aderire alla campagna sulle "Crisi Dimenticate" nel corso dell'anno scolastico appena cominciato, attraverso un nuovo progetto lanciato in questi giorni a livello nazionale.

"La sensibilità dimostrata in tutta Italia da realtà così diverse come teatri, festival, studenti, scuole, università e gente comune dimostra ancora una volta come nel nostro paese esista una richiesta, forte, di una maggiore informazione sulle tante, troppe crisi umanitarie dimenticate dai media” - afferma Kostas Moschochoritis, direttore di MSF Italia. “L’adesione di alcuni media, sia nazionali che locali, e il supporto della FNSI rappresentano un primo segnale positivo di risposta a questa richiesta".

"Ma - nota Moschochoritis - occorre sicuramente un impegno maggiore e che coinvolga tutti i mezzi di informazione di massa, perché raccontare le crisi umanitarie rappresenta il primo passo per affrontarle e cercare di risolverle. E perché non raccontare la sofferenza di milioni di profughi, di bambini che muoiono di fame, di feriti e mutilati, di donne violentate, equivale a dire che tutte queste persone, e le loro sofferenze, non esistono”. [GB]

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