La “Galassia MSC”, il nuovo rapporto di ReCommon sul gigante dello shipping

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Foto: Youtube.com

Per orientarsi nella galassia MSC è stato messo a punto uno strumento che permette di navigare nella costellazione di società controllate dalla holding MSC e trovare informazioni su ogni singola azienda controllata. In collaborazione con Graph Commons. Tutorial per l’utilizzo della mappa sulla galassia MSC. Per visualizzare la mappa cliccare qui.

La parte del colosso della famiglia Aponte che si occupa di shipping possiede ormai 574 navi, con entrate stimate intorno ai 25,19 miliardi di dollari. Un impero dal cuore in Svizzera con la holding di famiglia, la Mediterranean Shipping Company Holding SA, che a sua volta controlla due società, la MSC Cruises S.A., anch’essa registrata in Svizzera, e la SAS Shipping Agencies Services (CY) LTD, registrata a Cipro. Questa controlla a sua volta la SAS Shipping Agencies Services Sarl, registrata in Lussemburgo. Quattro veicoli sottostanti alla legislazione di tre paesi, la Svizzera, il Lussemburgo e Cipro, con giurisdizioni tra le più opache del Vecchio Continente.

Tale è la forza economica di MSC che secondo la classifica stilata da Alphaliner, a marzo del 2021 la compagnia era la seconda al mondo nel suo settore dietro la danese Maersk, con una quota di mercato pari al 16,7%, aumentata notevolmente negli ultimi anni e sempre più vicina a quella della stessa Maersk (17,1%).

Dall’inizio della diffusione del Covid-19, Msc e Maersk hanno saputo sfruttare al meglio sia la posizione di oligopolio de facto che la loro particolare posizione di leader delle tratte che collegano Europa e Cina e Stati Uniti e Cina, per rafforzarsi anche attraverso il complesso fenomeno del blank sailing. Ovvero la drastica riduzione delle navi su queste tratte, con conseguente diminuzione dei posti container a livello mondiale, creando una rapida ascesa dei prezzi dei noli, con un picco a maggio 2020 di +682%, e assestandosi su aumenti medi del 400%. Il fenomeno è in leggera riduzione, tuttavia possiamo già definire questa come una concausa della forte inflazione che sta ricadendo su tutti noi, insieme all’aumento di gas e petrolio accelerato dall’invasione dell’Ucraina.

Anche sul fronte ambientale non mancano le perplessità. La grande trasformazione di flotte intere di navi cargo e turistiche in “navi bianche”, “pulite” perché alimentate a gas fossile, e in un futuro a ammoniaca o a idrogeno, è tutt’altro che sostenibile. Al contrario, viene utilizzata per giustificare la costruzione di nuovi depositi di LNG (gas naturale liquido) lungo le coste italiane e di altri paesi del Mediterraneo.

Altra nota dolente è l’allungamento della filiera, che arriva fino a territori geograficamente lontani dai porti, ma concettualmente parte della stessa linea di produzione del “just-in-time” globale. Così ad esempio l’interporto di Genova potrebbe estendersi fino alla Cortenuova freight station, nel bergamasco, dove un’ex acciaieria è diventata il cuore di un nuovo polo logistico sviluppatosi negli anni, che vede tra i suoi azionisti la Medlog, parte del gruppo MSC. La Holding sta anche concludendo l’acquisto dell’interporto strategico di Rivalta Scrivia di proprietà del gruppo Gavio per gestire meglio i traffici verso il Piemonte e dunque l’Europa occidentale e collegare a est il l’altro interporto bergamasco...

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