Formazione professionale

Stampa

Ogni individuo ha diritto all’educazione e all’accesso alla formazione professionale e continua” (Art. 14 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea).

 

Introduzione

Nella società della conoscenza, il mercato globale e lo sviluppo delle nuove tecnologie hanno imposto la diffusione in ambito lavorativo di standard professionali sempre più elevati. Per rispondere all’innalzamento delle competenze e delle qualifiche richieste diventa indispensabile porre in atto azioni formative specifiche, in grado di ridurre i rischi di marginalità economica e sociale. Contemporaneamente, per contrastare lo sfruttamento di milioni di lavoratori, soprattutto nel Sud del mondo, si è andato affermando a livello internazionale il concetto di lavoro dignitoso, come base fondamentale per l’implementazione di qualsiasi politica per l’occupazione.

In questo contesto la formazione professionale ha assunto una posizione di rilievo, in quanto risorsa decisiva per il miglioramento della posizione lavorativa. La formazione professionale e lo sviluppo delle risorse umane facilitando l’occupabilità, contribuiscono allo sviluppo economico, al raggiungimento della piena occupazione e alla promozione dell’inclusione sociale. Con la formazione, inoltre, si dà la possibilità agli individui di avere accesso ad un lavoro dignitoso, sottraendoli alla povertà e all’emarginazione.

Nel corso del tempo si è passati da un’idea di formazione professionale intesa come semplice addestramento finalizzato all’avviamento al lavoro, a un concetto più complesso di formazione globale, attenta ai cambiamenti del sistema economico e sociale e imperniata sulla centralità della persona. La formazione professionale implica un processo formativo che determina lo sviluppo delle attitudini individuali attraverso l’acquisizione delle abilità, delle conoscenze e delle competenze richieste per l’esercizio di un determinato lavoro. Suo obiettivo è quello di formare la persona con percorsi di qualificazione, specializzazione, aggiornamento e perfezionamento, realizzati con sistemi che possono prevedere un’ampia gamma di tipologie formative a seconda dei destinatari. Al suo interno è possibile distinguere tra:

· formazione professionale iniziale, rivolta ai giovani (14/17 anni) che prima di entrare nel mondo del lavoro scelgono di conseguire una qualifica professionale riconosciuta a livello nazionale;
· formazione professionale superiore, formazione tecnica e professionale specializzata rivolta a giovani e adulti, occupati e non, già in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore;
· formazione professionale continua, rivolta agli adulti, occupati e non, che necessitano di riqualificazione e aggiornamento in prospettiva di un nuovo o migliore inserimento lavorativo.

Considerata nelle sue differenti accezioni la formazione professionale rientra pienamente nell’ambito del diritto/dovere all’istruzione e alla formazione, inteso in senso lato come sviluppo integrale della persona ed esercizio attivo della cittadinanza.

 

Istruzione e formazione professionale in Italia

Negli ultimi decenni il riconoscimento del valore strategico della formazione professionale ha avuto un grande impulso in Italia. È ormai acquisita la consapevolezza che un moderno ed efficace sistema di formazione professionale è il canale preferenziale per favorire l’inclusione sociale attraverso lo sviluppo economico e la creazione di nuovi posti di lavoro. Tale affermazione ha avuto un riscontro anche a livello legislativo con il fine di conferire pari dignità alla formazione professionale, storicamente considerata inferiore rispetto al sistema educativo generale. Si è pertanto assistito, in questi anni, ad una forte riorganizzazione interna del sistema di istruzione e formazione professionale.

Rispetto al panorama europeo il contesto italiano è caratterizzato da una peculiarità, secondo l’articolo 117 della Costituzione la formazione professionale è di competenza delle Regioni, che la gestiscono in piena autonomia, mentre l’istruzione professionale è di competenza statale e quindi organizzata centralmente dal Ministero dell’istruzione. Ciò ha determinato una certa disomogeneità e frammentazione dell’offerta formativa. Il sistema della formazione professionale, infatti, è organizzato in percorsi brevi e variegati, direttamente connessi alle richieste di qualificazione provenienti dal mercato del lavoro. Rientrano in questo ambito: i corsi cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE), i corsi di formazione continua, i corsi di formazione professionale residenziali e i corsi dedicati all’espletamento dell’obbligo formativo.

Diversi sono anche i soggetti erogatori: enti di formazione professionale, associazioni di categoria, consorzi, enti locali ecc. Vi possono accedere giovani in cerca di occupazione, lavoratori in mobilità, lavoratori che necessitano di riqualificazione e persone appartenenti a categorie svantaggiate. La maggior parte dei corsi sono finanziati dal FSE e quindi gratuiti per i beneficiari, esistono anche corsi a pagamento gestiti da enti e società privati.

L’istruzione professionale, invece, viene realizzata all’interno degli istituti professionali, ed è articolata in corsi triennali e quinquennali. Al termine del primo ciclo (3 anni) è possibile ottenere un diploma di qualifica professionale, spendibile nel mondo del lavoro e riconosciuta a livello europeo. Il secondo ciclo (5 anni) si conclude con l’acquisizione di un diploma di maturità professionale che consente l’accesso all’istruzione universitaria. A partire dall’anno scolastico 2010/2011 è entrata in vigore la riforma della scuola secondaria che coinvolge anche gli istituti professionali. Per garantire una formazione immediatamente spendibile nel mondo del lavoro più spazi sono stati destinati allo svolgimento di laboratori e tirocini e all’alternanza scuola-lavoro.

Esiste inoltre in Italia un sistema di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), istituito con il decreto legislativo n. 112 del 1998 come alternativa agli studi universitari. Suo obiettivo è la realizzazione di una formazione tecnica e professionale approfondita, in risposta alle esigenze del mondo del lavoro che richiede sempre maggiormente figure professionali altamente specializzate. Inoltre tale sistema ha consentito all’Italia di allinearsi rispetto agli standard europei in cui la partecipazione alla formazione superiore è molto più elevata.

Infine la formazione professionale può essere erogata direttamente dalle imprese. Per quanto riguarda i giovani tale azione si esplica essenzialmente attraverso il contratto di apprendistato, che prevede oltre al rapporto di lavoro una parte di formazione obbligatoria. Per ampliare l’offerta formativa rivolta ai lavoratori adulti, in una prospettiva di formazione continua, ci sono stati nel corso del tempo una serie di interventi normativi da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. In particolare con la legge 388 del 2000 sono stati istituiti i Fondi Paritetici Interprofessionali, gestiti dalle parti sociali.

Negli ultimi anni molti sforzi sono stati realizzati nel tentativo di valorizzare e strutturare la formazione professionale anche se molto resta da fare nel sistema italiano per renderlo competitivo a livello internazionale. Fondamentale è fare in modo che ci siano delle risorse finanziarie stabili per l’implementazione delle attività. Una pianificazione organica e integrata tra Stato e Regioni è indispensabile per la realizzazione di un’offerta formativa di pari livello su tutto il territorio nazionale, che consenta una definitiva riabilitazione dei percorsi tecnici e professionali rispetto agli studi umanistici. È necessario, inoltre, che la formazione sia più tarata sui fabbisogni dei settori e delle imprese e sulle concrete esigenze delle persone in funzione della loro occupabilità.

Bisogna assicurare un’ulteriore espansione dell’apprendimento negli stessi luoghi di lavoro, permane infatti in Italia un investimento debole nella formazione da parte del mercato del lavoro. Inoltre la formazione professionale è una risorsa decisiva per incrementare i tassi di attività di target prioritari, come i giovani adulti in situazione di deprivazione formativa, i lavoratori over 50, i lavoratori precari, le donne e gli immigrati. Pertanto le azioni formative, per risultare efficaci, devono tenere in considerazione anche tali aspetti ed essere finalizzate alla riduzione delle carenze generalizzate nel campo dell’acquisizione delle competenze di base.

 

Istruzione e formazione professionale nelle poliriche comunitarie

Sin dalla sua nascita l’Unione Europea ha riservato un’attenzione particolare all’istruzione e formazione professionale (Vocational Education and Training), considerata risorsa strategica per il raggiungimento della crescita economica, dell’occupazione e della coesione sociale. Nel 2000 il Consiglio europeo straordinario di Lisbona ha stabilito una serie di azioni da adottare con l’obiettivo di fare del sistema di istruzione e formazione europeo un punto di riferimento e attrazione a livello mondiale entro il 2010. Impostazione che è stata poi confermata e consolidata nel corso del tempo.

Con l’approvazione della Dichiarazione di Copenaghen, nel 2002, viene rafforzata la cooperazione tra gli Stati membri in ambito di istruzione e formazione professionale, attraverso la realizzazione di misure concrete rispetto a trasparenza, riconoscimento delle qualifiche e qualità dell’offerta formativa. Per promuovere la formazione professionale nel settore europeo diventano necessarie una profonda permeabilità tra i diversi sistemi formativi e una maggiore trasparenza e comparabilità delle qualifiche.

Per raggiungere tali obiettivi negli anni a venire l’UE ha sempre più incoraggiato e favorito la collaborazione e gli scambi tra i paesi al suo interno, pur nel rispetto delle diversità nazionali. È rimasta inalterata, infatti, la competenza dei singoli stati sui rispettivi sistemi educativi, ma è specifico compito comunitario rendere possibile e sostenere finanziariamente partenariati multinazionali, programmi di scambio, condivisione di migliori pratiche, riconoscimento internazionale delle qualifiche e costituzione di reti tematiche.

Da alcuni anni, ad esempio, viene finanziato il programma Leonardo da Vinci, riconfermato per il periodo 2007-2013, che consente la possibilità per tutti i cittadini europei di svolgere tirocini all’estero e sostiene progetti di collaborazione internazionale tra imprese e centri di formazione professionale. Il programma Grundtvig, invece, finanzia iniziative di mobilità transnazionale e attività di apprendimento permanente espressamente rivolte agli adulti.

È stata avviata la costituzione di un Sistema europeo di crediti per la formazione professionale (European Credit system for Vocational Education and Training), per facilitare il riconoscimento e la trasferibilità, all’interno dello spazio europeo, delle competenze acquisite. Inoltre è stato istituito il Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualifications Framework), con il fine di assicurare la comparabilità, tra i differenti sistemi nazionali, sia dei titoli di studio che delle certificazioni lavorative.

Dall’approvazione della strategia di Lisbona, dunque, notevoli passi in avanti sono stati compiuti nel tentativo di perfezionare e armonizzare il sistema europeo di istruzione e formazione professionale. Molti, però, rimangono gli aspetti su cui lavorare per modernizzare i singoli sistemi formativi e assottigliare i forti dislivelli ancora esistenti tra i differenti paesi. Inoltre è necessaria l’adozione di ulteriori misure al fine di garantire a tutti i cittadini l’accesso alle opportunità formative e assicurare una reale corrispondenza tra formazione professionale e mondo del lavoro. Raggiunta la consapevolezza che non sarebbe stato possibile realizzare molti degli obiettivi fissati a Lisbona entro il 2010, come inizialmente programmato, si è continuato a lavorare per rilanciare una nuova politica comunitaria in tema di istruzione e formazione professionale.

Per il settennio 2007-2013 sono stati stanziati circa 75 miliardi di euro nell’ambito del Fondo Sociale Europeo da destinare alle aeree comunitarie più arretrate, per favorire la creazione di nuove opportunità lavorative anche attraverso la formazione professionale. Per lo stesso periodo l’Ue ha previsto lo stanziamento di circa 7 miliardi di euro per il capitolo di spesa dedicato all’istruzione e alla formazione lungo l’intero arco della vita (lifelong learning), all’interno del quale rientra la formazione professionale. Alla base di tali scelte permane la volontà di arrivare alla costruzione della così detta “Europa della conoscenza” con un’economia competitiva a livello mondiale, in grado di adeguarsi alle rapide evoluzioni del mercato globale.

I recenti orientamenti in tema di politiche formative sono volti, pertanto, a promuovere e incentivare l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, il pieno sviluppo della persona, le pari opportunità e l’acquisizione di conoscenze e competenze di base e tecniche. L’innalzamento della qualità e dei livelli di istruzione e formazione e la diversificazione dell’offerta formativa, sono misure indispensabili per garantire l’occupabilità di tutti i cittadini e fornire una risposta adeguata alle competenze e qualifiche sempre più specializzate richieste dall’attuale società della conoscenza.

 

La formazione professionale a livello internazionale

Il riconoscimento della rilevanza della formazione professionale ha avuto un’evoluzione anche a livello internazionale. Gli organismi che maggiormente si sono occupati della sua promozione tra gli stati sono l’Ilo (International Labour Organization) e l’Unesco (United Nations Educational Scientific and Cultural Organization). A partire dagli anni ’70, per la prima volta il tema inizia ad acquisire autonomia rispetto al diritto all’istruzione e ad essere connesso all’esigenza di garantire lo sviluppo economico e l’inserimento lavorativo.

La Risoluzione sullo sviluppo delle risorse umane, adottata nel 2000 dalla Conferenza Generale dell’Ilo, sottolinea l’importanza della formazione professionale per rispondere alle sfide della globalizzazione. In particolare, la risoluzione auspica un aggiornamento degli standard in materia di formazione professionale sottolineando il legame fra sviluppo delle risorse umane, da un lato, e promozione degli interessi degli individui, delle imprese e della società dall’altro. Dalla formazione dei lavoratori, infatti, deriva una maggiore competitività dell’intera economia.

Proseguendo su questa linea, nel 2004, viene adottata la Raccomandazione 195 su “Sviluppo delle risorse umane: educazione formazione ed apprendimento permanente”. Il documento invita gli stati a favorire la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso l’attuazione di politiche in materia di istruzione, formazione ed apprendimento permanente. In particolare, la qualità dell’istruzione, la formazione pre-impiego e l’apprendimento durante l’intero arco della vita vengono individuati come strumenti essenziali per garantire l’occupabilità degli individui.

Pochi anni prima, nel 2001, l’Unesco aveva adottato la “Revised Recommendation Concerning Technical and Vocational Education”, che affronta il tema della formazione tecnica e professionale in modo ampio. La formazione viene presentata come strumento ideale per preparare al mondo del lavoro e garantire l’effettiva partecipazione ad esso. Viene, inoltre, sottolineato il ruolo della formazione professionale per promuovere lo sviluppo sostenibile e combattere la povertà. L’ambito di applicazione della Convenzione non è limitato alle attività realizzate dalle istituzioni educative ma include anche quelle svolte, all’interno di programmi di cooperazione, da soggetti del mondo agricolo, industriale e commerciale.

Data la sua rilevanza in quanto risorsa che può contribuire significativamente allo sviluppo economico e culturale di un paese, nonché al progresso sociale e alla pace nel mondo, la formazione professionale ha assunto un ruolo centrale anche nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. Tutti gli attori coinvolti nella realizzazione di progetti nel Sud del mondo, sia che si tratti di organizzazioni non governative che di agenzie internazionali, si occupano direttamente o indirettamente di formazione professionale. Le attività formative riguardano diversi ambiti, dalla sanità, all’agricoltura, all’ambiente, e rappresentano il motore per l’attivazione di uno sviluppo che sia realmente locale e sostenibile.

Favorire la formazione di giovani e adulti, infatti, significa dare la possibilità ad ogni individuo di acquisire auto-consapevolezza e, soprattutto, di accedere al mondo del lavoro, attraverso una formazione professionale e tecnica avanzata che consenta l’interruzione del circolo vizioso tra sfruttamento, povertà ed esclusione sociale. L’intento dei progetti di formazione diventa così la promozione non soltanto della persona ma dell’intera società.

Documenti utili

- “R195 Human Resources Development Recommendation”

- “Revised Recommendation concerning Technical and Vocational Education”

- “Rapporto Isfol 2009”

- “Cedefop Annual Report 2009”

- “Rapporto sul futuro della formazione in Italia”

- “Italia 2020 – Piano di azione per l’occupabilità dei giovani attraverso l’integrazione tra apprendimento e lavoro”

- “Un nuovo slancio per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale a sostegno della strategia Europa 2020"

 

Bibliografia

AA.VV., Economia della formazione professionale, Torino, Utet, 2008

Bertagna G., Pensiero manuale. La scommessa di un sistema educativo di istruzione e di formazione di pari dignità, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ), 2006

Cortellazzi S. (a cura di), La formazione continua. Cultura norme organizzazione, Milano, Franco Angeli, 2007

De Carlo F., La formazione professionale. Dimensione storica e problemi attuali, Bari, Cacucci Editrice, 2006

Mazzoli G. (a cura di), Dizionario della Formazione Professionale. Rapporto 2002, Milano, Franco Angeli, 2004

 

(Scheda realizzata con il contributo di Sara Tarantino)

E' vietata la riproduzione - integrale o parziale - dei contenuti di questa scheda su ogni mezzo (cartaceo o digitale) a fini commerciali e/o connessi a attività di lucro. Il testo di questa scheda può essere riprodotto - integralmente o parzialmente mantenendone inalterato il senso - solo ad uso personale, didattico e scientifico e va sempre citato nel modo seguente: Scheda "Formazione professionale" di Unimondo: www.unimondo.org/Guide/Sviluppo/Formazione-professionale

Video

Milano - "No Gelmini Day"