Cambiamento climatico, oggi l’India ratifica l’accordo di Parigi

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Il primo ministro indiano  Narendra Modi a ha annunciato che il 2 ottobre l’India ratificherà l’accordo sul clima di Parigi. Infatti, intervenendo a Kozhikode al Consiglio nazionale del Bharatiya janata party  (Bjp, il partito della destra induista al potere), Modi ha detto: « Voglio fare un annuncio per cominciare a celebrare il centenario della nascita di Deen Dayal Upadhyay che ha creduto all’armonia delle persone con la natura. Nell’anniversario della nascita del Mahatma Gandhi, l’India ratificherà le decisioni prese in occasione della Conferenza delle parti (Cop) di Parigi».

Secondo quanto riferisce The Indhu,  il premier indiano ha spiegato di aver fatto l’annuncio ad un meeting del suo Partito «Perché è su una linea di conservazione delle risorse naturali simile a quella che era stata articolata del presidente del Bharatiya jana sangh (Bjs)  Pandit Deen Dayal Upadhayay durante la nascita del partito». Il Bjs è stato il principale partito della destra indiana (induista, anti-laico e anti-comunista)  insieme allo Swatantra party, con il quale confluì nel Bjp nel 1980.

Modi ha spiegato ai leader della destra indiana, che si erano sempre opposti alle politiche climatiche dei governi di centro-sinistra guidati da Nationalist congress party, che «Il mondo è oggi preoccupato per i cambiamenti climatici, il riscaldamento globale, i disastri naturali. Pandit Deen Dayal Upadhayay aveva compreso la necessità di arrivare al giusto equilibrio tra lo sviluppo umano e la necessità di preservare le risorse naturali. Egli aveva sottolineato la necessità di essere vigili circa lo sfruttamento delle risorse naturali. La razza umana ha realizzato solo ora l’impatto disastroso del nostro sviluppo materiale sulla natura».

Modi ha detto he è necessario ratificare le decisione della Cop21 Unfcc di Parigi perché «In molti Paesi e città costieri c’è una minaccia incombente a causa del riscaldamento globale. Il mondo sta ora discutendo di come fermare il riscaldamento globale; per evitare che la temperatura della terra aumenti di altri due gradi. Siamo stati guidati da Deen Dayal Upadhyay e sappiamo che cosa potrebbe significare per le città e i Paesi costieri … che cosa potrebbe significare per il Kerala. Dobbiamo svolgere un ruolo. Un accordo è stato raggiunto a Parigi, ma ha ancora bisogno che facciamo  un ultimo: l’accordo della Cop deve essere ratificato. Questo accordo sarà ratificato solo quando 55 Paesi lo firmeranno. Il 2 ottobre, ci sarà la ratifica. La vita del Mahatma Gandhi forse ha lasciato un’impronta di carbonio almeno sulla terra. Seguiamo i suoi ideali e l’India farà la sua parte nel ratificare l’accordo di Parigi».

Così Modi si è appropriato in un colpo solo della lotta al cambiamento climatico, che sta devastando molte regioni indiane con siccità e alluvioni, e della memoria “ecologica” di Gandhi, che non per niente amato dalla destra induista.

Su una cosa però Modi ha certamente ragione: l’Accordo di Parigi entrerà in vigore dopo la ratifica da parte di almeno 55 Paesi che rappresentino il 55%. Finora l’Accordo di Parigi è stato ratificato da 60 Paesi che rappresentano il 48% delle emissioni globali di gas serra e l’India può dare un grosso contributo, visto che rappresenta circa il 4,5% delle emissioni mondiali di gas serra.

Il 21 settembre il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, aveva annunciato che «Il mondo ha fatto un gran passo verso l’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi sul clima con la sua ratifica da parte di 31 nuovi Paesi». Una quindicina di Paesi, tra i quali diversi Paesi membri dell’Unione europea, hanno annunciato che depositeranno gli strumenti di ratifica all’Onu entro la fine dell’anno e Ban Ki-moon è molto soddisfatto: «E’ un grande giorno per il pianeta, per il multilateralismo e per il nostro programma di sviluppo sostenibile».  Ban, che concluderà il suo mandato all’Onu il 31 dicembre, si è detto fiducioso che il giorno che non sarà più segretario generale dell’Onu «L’Accordo di Parigi sarà entrato in vigore».

Fonte: greenreport.it

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