WSA: l'Asia libera delle donne di fronte a violenze e soprusi

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Dolma Gyari, Vicepresidente del Parlamento tibetano in esilio

Alla vigilia della "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne", la Conferenza della World Social Agenda che è si conclude oggi a Bolzano ha dato voce ad alcune donne dell'Asia. La conferenza dal titolo "Asia al femminile: tra economia informale e partecipazione politica" ha visto le protagoniste denunciare i diritti negati a numerose popolazioni del continente, ma anche affermare l'impegno forte delle donne per essere protagoniste e reali agenti per lo sviluppo e il cambiamento.

Dolma Gyari, Vicepresidente del Parlamento tibetano in esilio, ha lanciato un forte appello ai presenti e a tutta la comunità internazionale affinché si faccia portavoce della causa tibetana e in particolare della difesa dei diritti delle donne. "Sono orgogliosa di essere donna" - ha affermato Dolma. Noi donne in esilio abbiamo scelto la nonviolenza: non è facile quando si vedono le proprie madri o sorelle stuprate, quando sappiamo che alle donne è impedito di essere madri con azioni di aborti forzati e sterilizzazioni di massa imposte dal governo cinese, quando la libertà di espressione e religiosa è totalmente negata". Visibilmente commossa Dolma Gyari ha ricordato che "il Dalai Lama ci ha indicato questa via, la nonviolenza, e noi crediamo che sia la soluzione duratura".

"I cittadini tibetani - ha continuato Gyari - sono cittadini di seconda classe in Cina" che ha chiesto ai presenti di "far sì che non si estingua il nostro popolo". Nella conferenza di stamane la Gyari ha inoltre denunciato la vendita di armi da parte dell'Italia alla Cina nonostante l'embargo dell'Ue. Come riportava la Relazione sull'export italiano di armi del 2004, il Governo Berlusconi nel 2003 ha autorizzato l'esportazione a Pechino di 80 radar avionici multimodo "fire-control" Grifo S-7 prodotti dalla Galileo, del valore di oltre 121 milioni di euro. Arrestata 80 volte su segnalazione delle autorità cinesi dalla polizia indiana, la Gyari dagli anni '90 fa parte del Parlamento tibetano in esilio ed è copresidente del Movimento dei parlamentari per la democrazia.

Un storia di difesa e di tutela dei diritti delle donne in Indonesia, quella raccontata da Dewi Novirianti, consulente legale indonesiano. "La tutela dei diritti umani delle donne passa attraverso la presa di coscienza e di consapevolezza dei loro diritti " - ha ricordato. Dewi si occupa di un progetto di difesa dei diritti delle donne che hanno responsabilità di capofamiglia in Indonesia. Il progetto di "empowerment femminile" si realizza in Aceh, West Java e in altre 6 provincie indonesiane dove oltre il 40% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e dove il sistema giuridico dal 1974 sostiene che il capofamiglia e quindi il detentore di ogni diritto è l'uomo. La conseguenza per le donne è una quasi totale emarginazione dalla società e la violenza domestica il più delle volte non viene nemmeno considerata.

Infine Roopa Metha di Sasha, una delle prime realtà di commercio equo in Oriente. Sasha è un acronimo che significa "Fondazione per la pace nel mondo": "la premessa - sostiena Metha - per la pace nel mondo sono giustizia, equità, sicurezza economica". Non solo "empowerment culturale" dunque, ma anche "empowerment economico" che renda le donne responsabili e reali attori e agenti dello sviluppo e del cambiamento.

I lavori sono stati introdotti da Elisabeth Spergser, dell'Ufficio Affari di Gabinetto della Provincia di Bolzano che da anni si occupa di progetti di cooperazione nel sud del mondo. Elisabeth Spergser ha sottolineato come in Asia ci sono 900 milioni di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno e come in Bangladesh ad esempio le donne lavorano 10 ore al giorno per 18 euro al mese ne versano 15 per pagare una stanza dove dormire. "L'Asia è un paese caratterizzato da enormi contrasti, dove accanto a Paesi tecnologicamente avanzati come Corea del Sud e Giappone si trovano realtà come Tibet, India, Bangladesh dove i diritti sono negati e la povertà è diffusa" - ha notato la Spergser.

Le due giornate di "Asia Libera" sono state un'occasione rafforzare i contatti con le realtà altoatesine che collaborano con l'Asia, ma anche per far conoscere alla cittadinanza le tradizioni, gli usi, i costumi, i sapori del continente asiatico. Oltre alla tradizionale esposizione di prodotti e progetti delle associazioni, le giornate hanno visto diverse conferenze, laboratori di fiabe e teatro per le scuole, rassegne di cortometraggi, presentazione di libri, testimonianze e campagne per i diritti civili in Asia. [MS/GB]

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