Vittoria sulla Coca-Cola in Colombia!

Stampa

digiuno in Colombia

Dopo dodici giorni di sciopero della fame, dopo decine di morti e continue minacce, i lavoratori del sindacato colombiano Sinaltrainal, da anni impegnato per difendere i diritti dei lavoratori, è riuscito a costringere la Coca Cola al "dialogo" ed al reinserimento di molti lavoratori licenziati. Lo sciopero era iniziato il 15 marzo per protestare contro la chiusura di 14 fabbriche imbottigliatrici e il licenziamento, ingiustificato e sostenuto dal silenzio del ministero colombiano per la protezione sociale, di 600 lavoratori.

All'agitazione erano seguite le minacce di morte firmate dai paramilitari e un lungo silenzio della multinazionale nordamericana, ma i lavoratori hanno continuato a ricevere solidarietà da ogni angolo del pianeta e della stessa Colombia, e alla fine a fare marcia indietro è stata la compagnia. Se le cause che hanno originato la protesta devono ancora essere risolte, dei primi importanti passi sono già stati fatti nell'incontro fra i rappresentanti di Sinaltrainal e il presidente di Coca cola Colombia.

La multinazionale si è impegnata a non dar seguito a rappresaglie nei confronti dei partecipanti allo sciopero e a revocare le sanzioni imposte; concederà due settimane di licenza remunerata agli scioperanti affinché recuperino la salute e pagherà loro le spese mediche; si farà garante pubblicamente, cioè con la pubblicazione di un documento su un quotidiano nazionale, del rispetto della vita dei propri lavoratori e del loro diritto allo sciopero. Per il 2 aprile è stata fissata una nuova riunione fra la compagnia e il sindacato, Sinaltrainal presenterà la sua proposta per il riordinamento del procedimento di produzione. Da seguire con attenzione.

Per maggiori info: Rete boicottaggio Coca Cola

Fonte: Asud per Carta Mondo

Ultime su questo tema

Calano gli arrivi ma non le partenze e i morti. E cresce il flusso dai Balcani

25 Giugno 2019
Nonostante la retorica di Salvini, se è vero che sono calati gli arrivi, le partenze invece sono cresciute. E nel Mediterraneo si continua a morire, un migrante su 6 perde la vita, lo scorso anno p...

Bambini: “chi non produce è inutile”

25 Giugno 2019
È necessario contrastare l’idea che chi non produce è inutile per la società. A cominciare dai bambini costretti ad essere “economicamente attivi”. (Alessandro Graziadei)

Il nazionalismo che viene dall’est e i sovranismi post comunisti

24 Giugno 2019
Il politologo polacco Radosław Zenderowsk sul nazionalismo nell’Europa centrorientale, ripreso da Andrea Pipino, giornalista di Internazionale, proprio mentre il cosiddetto sovranismo e le tendenze...

La donna che combatte i matrimoni precoci

21 Giugno 2019
Povertà, matrimoni precoci e abbandono scolastico sono tre componenti dello stesso circolo vizioso. È contro un tale flagello che si batte da oltre 15 anni Theresa Kachindamoto, una donna...

Brasile in piazza contro Bolsonaro e poi il ‘Moro della vergogna’

21 Giugno 2019
Primo sciopero da quando Bolsonaro è Presidente, contro l’aumento dell’età pensionabile e contro l’economia che non riparte. E poi lo scandalo di Sergio Moro, ‘il Moro della vergogna’, giudice a ma...

Video

Diritti Umani