Schiavitù: donne e bambini tuttora vittime anche in Italia

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Catene usate nella schiavitù - International Slavery Museum, Liverpool

In occasione della 'Giornata internazionale in ricordo della schiavitù e della sua abolizione' che si celebra oggi 23 agosto sotto l'egida dell'Unesco, l'organismo dell'Onu ricorda che quest'anno ricorre anche il bicentenario dell'abolizione della tratta degli schiavi negli Stati Uniti, ma che sebbene questo "storico evento e successivi atti legislativi non posero fine alla schiavitù contribuirono allo smantellamento di un sistema duraturo e diffuso di dominazione e oppressione". La Giornata cade nell'anniversario dell'insurrezione degli schiavi avvenuta a Santo Domingo nella notte tra il 22 e il 23 agosto 1791, "ma la schiavitù ha preso oggi forme diverse: dal lavoro coatto, allo sfruttamento sessuale, al matrimonio forzato precoce, alla servitù della gleba" - evidenzia l'associazione Antislavery.

L'associazione 'Save the Children' ha diffuso oggi un dossier titolato "Piccoli schiavi" (in.pdf) nel quale sottolinea che "lo sfruttamento fino alla riduzione in schiavitù ancora esiste e coinvolge molti minori anche in Italia". Un fenomeno sempre più articolato, che riguarda centinaia di bambini e adolescenti di entrambi i sessi coinvolti in varie forme di sfruttamento: sessuale, in attività illegali, accattonaggio, lavoro forzato, adozioni internazionali illegali e, si presume, anche traffico di organi. "Bambini e adolescenti che spesso restano invisibili e sconosciuti, quindi privi di adeguata tutela e protezione" - sottolinea il comunicato Save the Children Italia.

"I bambini sono funzionali al business della tratta perché più facilmente ricattabili e assoggettabili di un adulto, o perché un bambino, magari con un handicap fisico e che chiede l'elemosina, desta più pietà" - commenta Carlotta Bellini, Coordinatrice Area Protezione di Save the Children Italia. "Inoltre sotto i 14 anni i minori non sono imputabili, di qui il loro impiego in attività illegali come furti o scippi o come corrieri della droga, per non parlare della richiesta di minori utilizzati nel mercato della prostituzione. Da una parte quindi c'è un'economia illegale che si serve di loro, dall'altra, ci sono centinaia di minori che vivono in situazioni di povertà e vulnerabilità e quindi divengono facili prede degli sfruttatori".

Si stimano tra i 600mila e i 2,7 milioni le vittime della tratta di esseri umani nel mondo, di cui l'80% è costituito da donne e bambini. Un business con un volume di affari - gestito da reti criminali transnazionali - che le agenzie Onu stimano a circa 32 miliardi di dollari l'anno e paragonabile a quello del traffico di armi o di stupefacenti. Per quanto riguarda l'Italia, secondo i dati ufficiali le vittime di tratta che hanno ricevuto assistenza e protezione fra il 2.000 e il 2007 sono 54.559 - ma si tratta solo dei casi riportati mentre buona parte del fenomeno è tuttora sommerso: Nigeria e Romania le nazioni principali di provenienza, ma flussi più o meno consistenti interessano Moldova, Albania, Ucraina, Russia, Bulgaria e paesei di Africa e Asia quali Nigeria, Gabon, Camerun, India, Bangladesh.

"Alle varie aree geografiche di provenienza sembrano corrispondere differenti forme di sfruttamento" - continua la Coordinatrice di Save the Children Italia. "Per esempio dall'est Europa provengono soprattutto quei minori sfruttati prevalentemente nella prostituzione, nell'accattonaggio e in attività illegali mentre dall'Africa e anche dall'Asia giungono molti degli adolescenti impiegati nel lavoro forzato. Inoltre registriamo la presenza in Italia di minori migranti non accompagnati che arrivano spontaneamente ma che, in relazione alla loro condizione di vulnerabilità, possono cadere in circuiti di sfruttamento, fino alla riduzione in schiavitù". "Rotte ed esperienze di sfruttamento che accomunano gli adulti ai più giovani" - nota Save the Children. Sul totale delle vittime di tratta in Italia, 938 hanno meno di 18 anni.

"Numeri rilevanti eppure sottostimati: molti minori trafficati e sfruttati rimangono invisibili, sia per le caratteristiche della tratta - fenomeno criminale e quindi occulto - sia per le mutevoli e sofisticate strategie di sfruttamento ed assoggettamento messe in atto dagli sfruttatori. Il risultato è che in tanti restano privi di protezione, aiuto e assistenza". Sfruttati non solo nella prostituzione, ma anche nell'accattonaggio, in attività illegali quali furti o spaccio, nel lavoro agricolo, nell'allevamento di bestiame, in adozioni internazionali illegali e, si presume, nel traffico di organi.

La tratta a scopo di sfruttamento sessuale coinvolge soprattutto adolescenti femmine, nigeriane e dell'Est Europa (della Romania, Moldova, Bulgaria, Repubblica Ceca, Albania), con un incremento di queste ultime. Costrette a firmare un contratto e con particolari riti religiosi ad assumersi un impegno anche verso la comunità, le nigeriane vengono ridotte in stato di soggezione, private totalmente della libertà e costrette a pagare fra i 30 e i 50 mila euro per riscattarla, prostituendosi su strada, sotto il controllo della sfruttatrice o di un'altra vittima indotta a farlo. E sottoposte ad analoghe forme di sfruttamento e schiavitù sono anche giovani provenienti dal Camerun, convinte a venire in Italia con la promessa di continuare gli studi o per vacanza e poi costrette a prostituirsi. Si conferma il cospicuo coinvolgimento, nel mercato della prostituzione di ragazze dell'Est Europa, soprattutto della Romania e Moldova. Reclutate nel paese d'origine da conoscenti, sempre più frequentemente propri coetanei, o pseudo-fidanzati o parenti, a volte rapite, passano il confine terrestre, in auto, in pullman o a piedi con un passeur. In Italia sono sfruttate nella prostituzione in strada o al chiuso, in appartamenti o locali. Tra le vittime di grave sfruttamento vi sono anche, secondo la ricerca di Save the Children, minori rumeni di origine Rom indotti alla prostituzione per soddisfare la richiesta di clienti italiani.

L'accattonaggio è praticato soprattutto da minori rumeni Rom o dei paesi della ex-Jugoslavia: bambini molto poveri e talvolta con problemi fisici, la cui disabilità viene sfruttata e talora acuita, perché considerata molto redditizia, dagli sfruttatori che li "reclutano" anche pagando i loro genitori, o i tutori o i responsabili degli orfanotrofi. Dopo essere stati condotti in Italia i minori sfruttati nell'accattonaggio trascorrono intere giornate su strada, obbligati a stare nello stesso posto, in posizioni scomodissime (come in ginocchio) e qualsiasi siano le condizioni meteorologiche. Alcuni di questi bambini subiscono violenze e percosse.

La tratta di minori a scopo di sfruttamento in attività illegali è poco conosciuta e coinvolge bambini e adolescenti di ambo i sessi per lo più rumeni ma anche di origine nord-africana, molti dei quali di non più di 14 anni e quindi non perseguibili penalmente. Reclutati nei paesi di origine, vengono condotti in Italia per compiere furti e scippi. I minori provenienti da Senegal e Gabon sono invece impiegati nel trasporto e spaccio di droga - cocaina, eroina, crack - e tenuti sotto ferreo controllo al punto che a molti di essi vengono abrasi i polpastrelli affinché non siano identificabili dalle forze dell'ordine: un numero sempre più rilevante di questi minori diventa a sua volta consumatore e dipendente dalla droga.

Sulla tratta a scopo di lavoro forzato si hanno poche informazioni, ma che evidenziano fenomeni di grave sfruttamento ai danni di adolescenti originari dell'India, Bangladesh e dell'Africa del Nord e sub-sahariana, impiegati soprattutto nell'allevamento di bestiame e in agricoltura, costretti dai loro sfruttatori - i cosiddetti "caporali" - a lavorare tantissime ore per paghe irrisorie, a vivere isolati e nell'impossibilità di chiedere aiuto e sfuggire alla loro condizione di semi schiavitù. I minori provenienti dal Nord Africa o di origine sub-sahariana raggiungono l'Italia via terra dopo essere approdati in Spagna, o, più raramente, via mare sbarcando a Lampedusa e in Sicilia.

Esiste anche la tratta a scopo di adozioni internazionali illegali: le poche evidenze e conoscenze su questa forma di tratta derivano da ricerche e indagini giudiziarie come quella condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Pordenone nel 2004 e che ha portato alla luce una compra-vendita illegale di neonati tra Bulgaria ed Italia, o la più recente operazione "Ladri di bambini" grazie alla quale è stata bloccata la vendita, già pattuita, di una neonata di venti giorni ad una coppia italiana, a scopo di adozione illegale.

Infine, se è ormai accertata l'esistenza di un commercio internazionale di organi e di tessuti, sia sottoforma di compravendita di organi tra adulti consenzienti che di "viaggi della speranza" in paesi in via di sviluppo per effettuare un trapianto illegale, non vi sono al momento prove dell'esistenza di un traffico di persone a tale scopo, verso l'Italia. Per quanto riguarda il coinvolgimento di bambini, sono state avviate alcune indagini in materia, in particolare un'inchiesta della Procura di Roma su un presunto traffico di minori dall'Albania, che si sospetta siano stati trasportati illegalmente in Grecia e in Italia e sottoposti a espianti illegali.

"La tratta dei minori costituisce una gravissima violazione dei diritti dei bambini e quindi è necessario fare il massimo per proteggere le vittime e aiutarle a tornare ad una vita normale" - commenta ancora Carlotta Bellini. "In Italia i bambini e adolescenti trafficati e sfruttati possono contare su buone leggi e sulla rete di programmi in loro sostegno previsti dalle legge 228/2003. Questi programmi però debbono essere meglio calibrati sulle specifiche esigenze dei minori. In primo luogo" - prosegue Bellini - "bisogna migliorare ed estendere gli interventi di contatto e aggancio dei ragazzi e ragazze vittime o potenziali vittime di tratta attraverso anche l'impiego di équipe di strada o operatori "alla pari", figure che Save the Children, per esempio, già impiega in alcuni suoi progetti. In secondo luogo bisogna mettere più impegno e risorse nell'identificazione dei minori vittime di tratta, che a volte non vengono riconosciuti come tali ma confusi e considerati come minori dediti ad attività criminali".

Per questo Save the Children ha messo a punto un "Protocollo di identificazione e supporto dei minori vittime di tratta e sfruttamento" e dall'agosto 2008 ha avviato il progetto Agire "Infine - conclude la Coordinatrice di Save the Children Italia - auspichiamo che il Governo sviluppi e implementi quanto prima un piano nazionale anti-tratta e che l'Italia proceda alla ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani". [GB]

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