Insieme per fare informazione. In nome di un mondo migliore

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Foto: Unsplash.com

Da oggi sono è il nuovo direttore di Unimondo. Resto anche direttore responsabile dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo. Sì, due progetti così si affiancano, diventano paralleli, con l’idea di diventare un più grande e migliore strumento di informazione.

La notizia - la notizia in genere dico, qualsiasi notizia - è solo un piccolo tassello. È una piccola parte della costruzione. Per funzionare bene, per diventare costruzione, va legata ad un’altra notizia e poi ad un’altra ancora. Allora diventano racconto e il racconto, unito ad altri, diventa conoscenza. La conoscenza a quel punto è la base: la base della libertà propria e altrui. La base del diritto, della democrazia. La base per ottenere il meglio della vita.

Lo so, sono partito davvero da lontano. Sono partito ripetendo idee nemmeno nuove o originali. Ma è per queste idee che oggi sono qui. È perché credo da sempre in tutto questo che ho accettato di diventare direttore di Unimondo, affiancandolo all’essere direttore responsabile dell‘Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo.

Non sono mai stato un giornalista neutrale. Cerco di essere, pensando di riuscirci, un giornalista onesto, che mette al centro ciò che vede e può provare, che non manipola le notizie, che rispetta tutte le persone e tutte le idee. Ma proprio per questo, proprio perché rispetto chi legge e i suoi diritti, sono un giornalista di parte. 

Per l’Atlante tempo fa ho coniato una frase, che è diventata il nostro slogan: “Noi rivendichiamo il diritto ad essere partigiani, cioè di parte. Siamo e saremo sempre contro la guerra”. Per estensione sono e siamo partigiani nei confronti della vita, perché siamo contro l’informazione cattiva, manipolata, usata. Sono e siamo contro l’informazione che non crea conoscenza, che toglie libertà. Sono e siamo contro l’informazione che fa crescere la paura, che genera insicurezza, che uccide i sogni ed il futuro.

In Unimondo ho trovato e trovo la stessa voglia di essere di parte. Leggo la medesima voglia dare un calcio al pessimismo, cercando l’ottimismo della verità. Piergiorgio Cattani ha seminato bene da questo punto di vista, aiutato da Alessandro Graziadei e da una redazione vivace, propositiva, partigiana.

L’idea di mettere in parallelo i due mondi, quello dell’Atlante e quello di Unimondo, è bella e vincente. Significa aumentare le singole capacità delle testate, tenendole separate, ma facendole diventare un migliore e più grande strumento di informazione. Significa dare gambe all’idea di fare rete, di costruire comunità. È una opportunità che non si poteva perdere. Alla Fondazione Fontana che ha avuto l’idea non posso che dire grazie. Siamo tutti pronti. Ora si comincia.

Raffaele Crocco

L’ Atlante delle Guerre e dei conflitti del Mondo è nato nel 2008, da un idea e un progetto di Raffaele Crocco. Per la gestione, è stata contemporaneamente fondata a Trento l’Associazione 46° Parallelo, con l’obiettivo di gestirlo fuori dalle logiche editoriali classiche. Pubblicato in prima edizione nel 2009, il volume è un periodico registrato al Tribunale di Trento, di 248 pagine, inventato graficamente da Daniele Bellesi. E’ costruito con un lungo lavoro di raccolta di dati, testimonianze, fotografie ed approfondimenti. E’ stato definito nel 2013 dall'Associazione Librai Italiani "uno dei cento volumi imperdibili" ed è diventato punto di riferimento nazionale per chi si occupa di problemi internazionali. Nel settembre del 2021 sarà in libreria la decima edizione, che per la prima volta verrà pubblicata anche in inglese, per il mercato internazionale. Grazie al lavoro di ricerca legato alla pubblicazione, l’Associazione è consulente su temi di geopolitica per Geo&Geo, Radio Popolare, Radio Onda d’Urto. A collaborare al progetto oltre 40 persone tra giornalisti, ricercatori, grafici e fotografi. Il nostro lavoro è inoltre reso possibile da prestigiose partnership con realtà locali e nazionali come Intersos, Associazione Nazionale Vittime civili di Guerra, ACAV, Amnesty International, ARCI, ASAL, UNHCR, CdCa e Medici Senza Frontiere. Un secondo ambito di azione per 46° Parallelo è la formazione. Dal 2009 infatti ci occupiamo in tutt’Italia di attività didattica presso istituti di ogni ordine e grado, concordati e organizzati in collaborazione con le amministrazioni locali Trentine e di molte altre regioni italiane. Un terzo campo è quello della Cooperazione Internazionale, intervenendo come consulenti alla formazione degli operatori e attivando progetti sul campo assieme a partner trentini e nazionali. Tra le altre attività sviluppate nel corso degli anni anche diverse mostre: "L'odore della guerra" (2011), "Evidence" (2012), "1914 - 2014 First Global War" (2014), e “In tv: l'Italia raccontata dalle inchieste del servizio pubblico” (2016) realizzate in collaborazione con la Fondazione Museo Storico del Trentino e Me.Mo. Nel 2018 “No War, No Peace”, al Mag di Riva del Garda, per i cent’anni dalla fine della Grande Guerra. Nel 2019 ha lanciato, in collaborazione con Montura e il Museo Storico del Trentino” il concorso fotografico internazionale “WARS”, con direttore artistico Fabio Bucciarelli. Dal 2008 sono stati realizzati diversi documentari, il più recente “Uganda Way”, girato nel 2018 in collaborazione con l’Associazione ACAV. Negli anni 2009-2010-2012 e 2018 46° Parallelo contribuito a sviluppare e gestire il progetto di comunicazione della Marcia della Pace. Dal 2010 gestisce il sito quotidiano www.atlanteguerre.it, che ha come direttore editoriale Emanuele Giordana. Dal 2020 l’Atlante è capofila in Italia del Forum Mondiale delle città e dei territori di Pace.

SCARICA QUI LA CARTELLA STAMPA DELLA PRESENTAZIONE DI GIOVEDÌ 15 APRILE 2021

Raffaele Crocco

Sono nato a Verona nel 1960. Sono l’ideatore e direttore del progetto “Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo” e sono presidente dell’Associazione 46mo Parallelo che lo amministra. Sono caposervizio e conduttore della Tgr Rai, a Trento e collaboro con la rubrica Est Ovest di RadioUno. Sono diventato giornalista a tempo pieno nel 1988. Ho lavorato per quotidiani, televisioni, settimanali, radio siti web. Sono stato inviato in zona di guerra per Trieste Oggi, Il Gazzettino, Il Corriere della Sera, Il Manifesto, Liberazione. Ho raccontato le guerre nella ex Jugoslavia, in America Centrale, nel Vicino Oriente. Ho investigato le trame nere che legavano il secessionismo padano al neonazismo negli anni’90. Ho narrato di Tangentopoli, di Social Forum Mondiali, di G7 e G8. Ho fondato riviste: il mensile Maiz nel 1997, il quotidiano on line Peacereporter con Gino Strada nel 2003, l’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo, nel 2009. 

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