Ragazzi delle superiori come formatori di studenti più giovani

Stampa

Dopo le esperienze delle scuole di Tesero, Cavalese, Grigno – eccoci arrivati insieme all'ultima tappa di questo viaggio, che ha mostrato come in Trentino grazie all'operato dell'Accademia della Montagna si stia lavorando con successo per rendere i giovani partecipi e consapevoli delle implicazioni di turismo, montagna, accessibilità. Questa volta ci spostiamo ad Arco, dove presso la Gardascuola è nata un'idea alquanto singolare: formare alcuni ragazzi delle classi di quarta superiore, affinché promuovano la montagna con gli studenti di elementari e medie anche grazie alla disponibilità di Giorgio Salomon, autore di numerosi scatti e riprese video di carattere giornalistico che hanno come protagonisti i luoghi del mondo. Abbiamo intervistato Alessandro Miorelli, vice preside dell'Istituto Gardascuola.

Come nasce l'idea?

Da un incrocio di occasioni: ci siamo incontrati con Accademia e con Giorgio; si parlava di come portare ai giovani questo patrimonio di valori che offre la montagna, unito ai filmati che avevamo a disposizione. Ci chiedevamo come veicolarli agli studenti, anche ai giovanissimi. Da qui è nata l'idea di lasciare che fossero proprio i ragazzi a portare la loro ventata di innovazione. Insieme ad Accademia abbiamo riflettuto sulla possibilità di realizzare un progetto in cui venissero presentati nelle scuole gli aspetti di sensibilità sulla montagna, e che questi fossero veicolati dagli studenti. Volevamo che non ci fosse un rapporto verticale ma orizzontale, che gli studenti stessi presentassero ad altri studenti gli aspetti della vita in montagna di diversi popoli. Da qui nasce il progetto “Discorsi di montagna”.

Di cosa si tratta?

Sono discorsi che hanno avuto la fortuna di essere sia verbali che visivi: una serie di incontri che i nostri studenti organizzano, gestiscono, e promuovono. Naturalmente prima abbiamo dovuto seguire tutto un aspetto relativo alla formazione. Presentiamo i filmati di un famoso reporter di montagna - Giorgio Salomon - che ha anche assicurato la sua presenza alle proiezioni. Gli studenti costruiscono queste occasioni grazie alla formazione ricevuta da alcuni professionisti di Accademia e docenti interni; poi le propongono in un circuito di scuole del Trentino.

Di che filmati si tratta?

Ci concentriamo sulla montagna: i filmati propongono montagne trentine ma anche internazionali, dalla Patagonia all'Alaska. Ad oggi abbiamo realizzato due incontri, ed in autunno prevediamo che ne verranno realizzati altri tre. Accanto a questo abbiamo creato un nostro blog per parlare del progetto. Insieme a tutto questo abbiamo affiancato un concorso che si intitolava “M come montagna” che è stato il lancio per il progetto e che serviva a creare attenzione intorno alla costuizione di un logo. Abbiamo ricevuto 80 opere. La cosa interessante di questo progetto è stata mettere in moto una serie di riflessioni intorno ai valori ambientali, sociali, ed economici della montagna. Naturalmente il tutto è partito dal mondo di Accademia e della Scuola, ma poi viene di fatto veicolato, gestito, e promosso dagli stessi studenti. Sono loro che organizzano, fanno domande, argomentano il dibattito, gestiscono la rassegna in autonomia.

La parte di formazione com'è stata organizzata?

Ci siamo concentrati sia sui contenuti - i valori ambientali, sociali, ed economici - sia su come presentarli. Non è stato facile formare dei giovani formatori: il bello però è che poi sono andati a proporre una visione di montagna con quello sguardo che solo loro possono avere. Abbiamo affrontato temi come i valori comuni tra montagna trentina e montagna del mondo, cosa accomuna queste zone, che differenze ci sono...e poi tutto il resto: come realizzare gli incontri, come presentarli.

Curiosità: il progetto è inserito all'interno dell'alternanza scuola-lavoro?

Sì, in parte. Questo perché si tratta di una messa alla prova delle capacità e delle competenze degli studenti. Abbiamo dato loro la possibilità di lavorare sulla montagna, su come presentarla; le proiezioni circoleranno tra Alto Garda, Rovereto, e Trento.

Come avete selezionato gli studenti?

Alcuni ragazzi vengono dal Liceo Scientifico, altri dall'Istituto Tecnico Turistico: abbiamo lasciato libera adesione, aprendo ai ragazzi di quarta superiore. Il gruppo è composto da 5-6 persone che si autoregolano nella gestione degli eventi. Tre di loro si occupano degli interventi, mentre 2-3 lavorano nelle retrovie, nell'organizzazione. Sono responsabili: lasciamo che siano loro ad organizzarsi, l'importante è che ci sia il risultato. Hanno lavorato in squadra, ognuno autoselezionava le sue propensioni ed inclinazioni e le seguiva.

Che riscontro avete avuto?

Fino ad ora abbiamo realizzato due incontri; uno con circa 80 studenti delle elementari ed uno con circa 50 studenti delle medie. Abbiamo visto tanto entusiasmo: soprattutto poter fare domande all'autore sulla dimensione legata agli aspetti della vita in montagna è stato un qualcosa di molto apprezzato. Giorgio è stato letteralmente preso d'assalto; con l'attivazione di una risposta diretta forse sono cadute delle barriere nella relazione con l'adulto – anche perchè avevi lo studente che ti invogliava a partecipare. Tra i ragazzi-formatori all'inizio qualcuno ha un po' deglutito sentendo che doveva presentare una cosa ad un pubblico così ampio, perché pensare di presentarsi di fronte a docenti e decine di persone che non si conoscono mette un po' di ansia. Ma ce l'hanno fatta.

Quali progetti avete per il futuro?

Ora vediamo la prosecuzione: il progetto volendo può essere rilanciato e seguito da altri istituti. Noi entro l'anno solare lo chiudiamo come “Discorsi di montagna” organizzato da Gardascuola ma nulla vieta che il format venga portato avanti in altre zone. È un progetto che ha delle potenzialità di prosecuzione anche con forme e modi diversi.

Novella Benedetti

Classe 1980 - in Italia ha vissuto tra Trento e Trieste, all'estero si è divisa tra Americhe (Stati Uniti, Colombia, Argentina, Cile, Costa Rica) ed Europa (Scozia, Irlanda, Paesi Baschi, Kosovo, Germania). La sua passione sono le lingue come strumento per entrare in contatto con l'altro; di mestiere è coach e formatrice, lavora a vario titolo nel terzo settore e dal 2014 è giornalista pubblicista. Ha realizzato anche vari lavori video, tra cui "Non si può vivere senza una giacchetta lilla", proiettato al Trento Film Festival.

Ultime notizie

Un altro Mediterraneo è possibile

14 Agosto 2018
Negli scorsi anni sono stati proposti molti progetti di cooperazione tra le due sponde del “nostro mare”. Perché non rilanciarle? (Lia Curcio)

Microcredito, non solo per il sud del mondo

13 Agosto 2018
Questo particolare strumento economico in Italia vola e dimostra di essere sano, robusto e generoso verso coloro che più ne hanno bisogno. (Marco Grisenti)

Dalla Csr alle società benefit, anche il profit è una buona notizia

12 Agosto 2018
Cresce nel mondo privato l’attenzione ai profili di sostenibilità e anche l’impresa sociale sta andando oltre al modello «povera ma bella». (Piergaetano Marchetti)

Dalla Csr alle società benefit, anche il profit è una buona notizia

12 Agosto 2018
Cresce nel mondo privato l’attenzione ai profili di sostenibilità e anche l’impresa sociale sta andando oltre al modello «povera ma bella»

Tratta e sfruttamento, 10 milioni di “piccoli schiavi invisibili”

11 Agosto 2018
Secondo il report “Piccoli schiavi invisibili” nel mondo sarebbero quasi 10 milionii bambini e adolescenti costretti in stato di schiavitù. (Anna Toro)