Progetto “Be Open”: a scuola di professionalità nel turismo

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Foto: meteolodi.net

Da qualche anno ormai l'Accademia della Montagna si occupa di diffondere - principalmente in Trentino - la cultura e la conoscenza della montagna su più livelli, a partire dalle scuole. Una delle iniziative portate avanti è il progetto “Be Open”, strutturato all'interno del percorso di Alta Formazione per Tecnico Superiore dei Servizi della Filiera Turistica e Ricettiva presso l'ENAIP di Tesero (Val di Fiemme, Trento). Si tratta di un percorso post-diploma della durata di due anni, che mira a creare figure professionali che intervengono su aspetti tecnico-gestionali relativi alla progettazione e la commercializzazione dei prodotti turistici; erogano e monitorano a livello qualitativo i servizi ricettivi, promuovono la creazione e lo sviluppo di reti per la valorizzazione del territorio: profili a tutto tondo, di grande importanza per un territorio a grande vocazione turistica.

Abbiamo parlato del progetto “Be Open” con il coordinatore scientifico del biennio di formazione, il dottor Matteo Bonazza. Consulente e co-creatore dei marchi Open (insieme alla dottoressa Iva Berasi, direttrice dell'Accademia), per lui è stata una scelta del tutto naturale inserire questo tipo di indirizzo anche all'interno del biennio di specializzazione. A proposito dei marchi, in un'intervista precedente Bonazza ne aveva parlato, raccontando come fossero nati per rendere il Trentino una destinazione turistica aperta a tutte e tutti. “L'iniziativa” – aveva raccontato - “si basa sull'esperienza dell'associazione Sportabili di Predazzo che da vent'anni propone attività outdoor per persone disabili. Nel 2013 siamo quindi partiti, anche per via dell'esigenza della Valle di Fiemme di garantire l'accessibilità a tutti in occasione dei Mondiali di Sci Nordico. Ci siamo trovati con il desiderio di avere una certificazione ma questa non esisteva. Ci siamo confrontati, ed abbiamo creato un marchio di qualità che è di proprietà dell'ente pubblico - uno degli elementi che lo contraddistingue. Lo abbiamo costruito con diverse declinazioni: Open, che include l'accessibilità per le manifestazioni e le organizzazioni (alberghi, ristoranti, ecc.); Open Area, che si riferisce ai territori, e la sua declinazione Open City, per le città. Infine gli Open Event, da cui eravamo partiti. Il marchio che ha avuto più successo è quest'ultimo, grazie anche al traino del mondiale; poi sono arrivate le strutture. C'è una grande potenzialità: il progetto complessivo di accessibilità per il Trentino all'interno del quale sono compresi i marchi è stato incluso tra le 15 best practice a livello europeo”.

Ci parli del progetto “Be Open”: come nasce, in cosa consiste

Il progetto nasce all'interno dei marchi Open e della volontà di Accademia di sensibilizzare non solo sul tema dell'accessibilità turistica in territori di montagna, ma di farlo anche all'interno di attività formative in progetti sperimentali. Il progetto ha preso vita nei primi mesi del 2018 e si chiuderà entro l'anno solare, a dicembre. L'Accademia della Montagna lo sosteniene mettendo a disposizione delle figure preparate, degli esperti nelle varie tematiche, e coprendo alcune spese.

Quali sono le finalità del progetto?

Si vuole far passare il messaggio a questi futuri membri del settore turistico di come il tema dell'accessibilità ed il turismo accessibile siano anche opportunità di business, non “solo” un diritto di cittadinanza. Per quanto riguarda le metodologie di realizzazione, si sono svolte delle lezioni in aula insieme ai vari esperti dei marchi Open; delle attività di trainingsul campo dove i ragazzi hanno avuto modo di vedere la vera e propria parte operativa. Hanno imparato come mappare una struttura, ma anche come rilevarne il grado di accessibilità: questo dovrebbe portare ad ulteriori momenti di confronto e di svilpppo della tematica, come la realizzazione di attività seminariali sul mondo dell'accessibilità.

I ragazzi conoscevano già i marchi Open?

Qualcuno li conosceva già, in effetti – proprio perché la Val di Fiemme è stata la prima a certificarsi con Open Event, durante i mondiali sci del 2013; per invece alcuni è stata una completa novità.

Che riscontri avete avuto dagli studenti?

Di fatto ritengo che i ragazzi abbiano scoperto un mondo che non conoscevano; secondo me attraverso queste tipologie di attività incominciano a sviluppare una loro sensibilità nei confronti di questa tematica. Per dirti, alcuni ragazzi hanno esplicitato come prima non si accorgessero delle barriere, mentre adesso iniziano a vederle. Il percorso effettivamente ha permesso loro di capire che anche una barriera piccola, di due centimetri che loro magari neanche vedevano perché ci passavano sopra senza pensarci invece è potenzialmente un ostacolo insormontabile per una persona con mobilità ridotta. Quindi ecco, questo percorso ha permesso di sviluppare una sensibilità e una capacità di lettura delle barriere molto differente.

Che progetti avete per il futuro?

Abbiamo realizzato un incontro sul tema dell'accessibilità anche all'interno del biennio di formazione post diploma Tecnico Superiore per l'Edilizia Sostenibile, presso l'Enaip di Villazzano (Trento). L'idea in questo caso è di riuscire ad offrire sostegno ai progettisti delle strutture. Continueremo quindi a lavorare in questa direzione.

Novella Benedetti

Classe 1980 - in Italia ha vissuto tra Trento e Trieste, all'estero si è divisa tra Americhe (Stati Uniti, Colombia, Argentina, Cile, Costa Rica) ed Europa (Scozia, Irlanda, Paesi Baschi, Kosovo, Germania). La sua passione sono le lingue come strumento per entrare in contatto con l'altro; di mestiere è coach e formatrice, lavora a vario titolo nel terzo settore e dal 2014 è giornalista pubblicista. Ha realizzato anche vari lavori video, tra cui "Non si può vivere senza una giacchetta lilla", proiettato al Trento Film Festival.

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