Immigrazione, Libia, instabilità, eterno sottosviluppo...

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Immigrazione, Libia, instabilità, eterno sottosviluppo. È questa l’immagine dell’Africa trasmessa dai mezzi di informazione in Italia: è quanto emerge dal rapporto "L'Africa MEDIAta" di Amref

La ricerca, condotta dallOsservatorio di Pavia, ha scandagliato tv, stampa, social-media e fiction nel primo semestre 2019: sono stati analizzati 30 episodi di serie televisive, 65 programmi di 7 reti TV, 80mila notizie sui telegiornali di 9 reti TV, 8mila notizie su 6 quotidiani nazionali, 21,6mila post Facebook e 54mila tweet di 8 testate giornalistiche.

Massimo Bernardini, conduttore di TV Talk ammette: «In Italia il racconto pubblico sull’Africa si basa soprattutto su stereotipi. Avete mai visto su un TG italiano una notizia “africana” in chiave positiva? La ricerca che Amref presenta, offrendo un meraviglioso strumento di correzione per noi comunicatori conformisti della tv, va ben oltre i TG, scoprendo che ogni segmento del racconto televisivo è intessuto di inconsapevoli luoghi comuni, magari a fin di bene. Ed è forse la cosa peggiore»

Per quanto riguarda la fiction, il dossier rileva che Dal confronto tra i personaggi emerge che quelli occidentali svolgono più spesso professioni di prestigio e hanno un livello culturale più elevato. La fede religiosa non appare significativa nella definizione del loro profilo, mentre i personaggi nordafricani appaiono nel 73% dei casi caratterizzati come musulmani. I personaggi africani presentano mediamente un minore approfondimento psicologico e sono rappresentati più spesso nel ruolo di vittima/sopravvissuto».

Dalla fiction emergono però anche delle buone pratiche. Esempi sono l’introduzione di personaggi africani nel cast ricorrente delle serie TV, la diversificazione dei temi e delle storie, l’introduzione di approcci problematizzanti sulle questioni africane, l’uso dell’ironia per sfidare gli stereotipi.

Sui telegiornalil'Africa risulta poco presente. Nei Tg di prima serata delle reti esaminate (Rai, Mediaset, La7, Rainews24, Sky e Tg24), la copertura dell'Africa raggiunge soltanto il 2,4% ma il dato cresce se si parla degli africani in Italia, con un 10% di notizie in più. “Escludendo il tema immigrazione - spiega il rapporto - l'Africa rimane poco visibile nei media”. Il fanalino di coda nella copertura dell’Africa spetta al Tg4. Il Tg3 è il notiziario che ha dedicato maggiore attenzione all’Africa Centrale (Congo e Ciad), il Tg1 è il notiziario che ha dedicato maggiore spazio all’Africa in generale con reportage su temi come la siccità, il riscaldamento globale ed il controllo delle frontiere, mentre il Tg di RaiNews24 ha dedicato maggiore spazio all’Africa Occidentale, in particolare a Niger e Nigeria.

Analizzando ancora il mondo televisivo, su 65 programmi TV di reti generaliste (RAI 1 RAI 2 RAI 3, RETE 4, CANALE 5, ITALIA 1, LA7), risulta che gli ingredienti narrativi più diffusi sono il pessimismo sull’Africa, ilfolklore esotico ed i costumi primitivi e che la regione più visibile è il Nord Africa. Quasi la metà delle 538 notizie sul continente africano si riferisce ad un solo paese: la Libia.

Quasi un terzo delle notizie sull’Africa nei programmi di informazione sono riconducibili alla categoria Guerre, conflitti e terrorismo. Seguono i temi di Diritti umaniquestioni di genere, rapimenti, in particolare sulla condizione dei migranti nei centri di detenzione libica, e i temi Ambiente, cultura, costume, turismo, per la presenza di documentari naturalistici. 

L’immaginario mediatico principalmente associato al Nord Africa è quello dell’instabilità e del conflitto ai confini dell’Europa, mentre nell’Africa subsahariana prevale l’immaginario naturalista e dell’esplorazione, da un lato, e del bisogno di aiuto umanitario dall’altro. 

Nonostante la tendenza a raccontare l’Africa attraverso simboli negativi presenti nell’immaginario collettivo, vi sono programmi che sfidano i miti sull’Africa, offrendo informazioni di qualità. Fra questi, il Tg3 nel Mondo e Unomattina, che hanno coperto le notizie con esperti di area, volontari, giornalisti, analisti anche africani.

Tra le prime pagine dei quotidiani (Avvenire, Corriere della Sera, Il Fatto quotidiano, Il Giornale, La Stampa e La Repubblica), si parla di Africa soprattutto in relazione all’Italia, rispetto ai flussi migratori e a fatti di cronaca. L’agenda dei temi sull’Africa assegna un primato alle guerre e al terrorismo (48,2%): la Libia e gli attentati in Kenya e in Burkina Faso sono le notizie più riprese in prima pagina. 

L’indagine sui social ha riguardato le pagine pubbliche di Facebook e Twitter delle principali testate giornalistiche e ne emerge che “Sui social, l'Africa desta scarso interesse - spiega il rapporto - che si capovolge quando l'utente percepisce delle conseguenze ‘a casa nostra’”

Raccontare gli africani per come sono veramente, nelle loro specificità, senza cliché che ne deprimano o edulcorino, a seconda dei casi, la rappresentazione, non è un aspetto così semplice ma da questo deriva la nostra percezione della realtà, in quanto spettatori e lettori.

Lia Curcio

Sono da sempre interessata alle questioni globali, amo viaggiare e conoscere culture diverse, mi appassionano le persone e le loro storie di vita in Italia e nel mondo. Anche per questo, lavoro nella cooperazione internazionale con il ruolo di comunicazione ed ufficio stampa per una Ong italiana. Parallelamente, mi occupo di progettazione in ambito educativo, interculturale e di sviluppo umano. Credo che i media abbiano una grande responsabilità culturale nel fare informazione e per questo ho scelto Unimondo: mi piacerebbe instillare curiosità, intuizioni e domande oltre il racconto, spesso stereotipato, del mondo di oggi.

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