Il diritto alla pace del prof. Papisca

Stampa

Foto: Perlapace.it

Una generazione fa, frequentando l'Università di Padova – Scienze politiche, relazioni internazionali, conobbi il prof. Antonio Papisca che, in tema di pace, ha un Curriculum lungo come un lenzuolo. Già allora prefigurava, in aula, la necessità di una “Dichiarazione per il diritto alla pace” indicando anche il metodo per raggiungerlo: cooperazione tra OIG – Organizzazioni Internazionali Goverantive e ONG – Organizzazioni Non Governative. A onor del vero questa “cooperazione strategica” era stata teorizzata al fine di raggiungere tutti gli obiettivi legati alla triplice alleanza del Guru norvegese Johan Galtung: pace, sviluppo e ambiente.

Sostenni l'esame sia con il prof. Antonio Papisca che con il suo fido Marco Mascia. Quell'esame suscitò in me un tale entusiasmo che ancora oggi alcuni passaggi dei loro libri sono presenti in quasi tutti i miei scritti riguardanti la Pace. Dall'Università degli Studi all'Università della Pace – UNIP il passaggio è stato naturale. A Rovereto, sede dell’Università della Pace, avevamo cercato di lavorare su un concetto di pace chiaramente multidimensionale, comprendente anche gli aspetti economici. E cito un allegato alla recente Dichiarazione: “pace e sicurezza, sviluppo e diritti umani sono i pilastri del sistema delle Nazioni Unite e le fondamenta della sicurezza collettiva e del benessere, fra loro interconnessi e reciprocamente rafforzantisi”. Il primo direttore dell'UNIP fu, guarda caso, proprio Antonio Papisca che già allora profetizzava la necessità di perseguire la Dichiarazione sul diritto alla Pace in quanto l'art.28 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani – DUDU sottintende ma non esplicita il “diritto alla pace”. A seguire all'UNIP il prof. Papisca, che rimase nel Comitato Scientifico assiema a Galtung e ad una decina di esperti transnazionali, arrivò Giuliano Pontara professore di filosofia morale a Stoccolma in Svezia e profondo conoscitore del pensiero di Gandhi.

Ho avuto modo, come funzionario dell'UNIP, di andare più volte alla sede delle Nazioni Unite di Ginevra assieme ai corsisti non tanto e non solo per confrontarci con i referenti del Consiglio dei Diritti Umani ma anche e soprattutto di altre agenzie Onu come ILO (International Labour Organisation) o UNDP (United Nations Development Program) che pubblicavano e pubblicano annualmente “la bibbia” e, quindi, il rapporto annuale del Programma che viene scritto dai migliori centri di ricerca al mondo. In preparazione del passaggio di millennio nacque Unimondo che assunse come slogan: pace, sviluppo e ambiente on line ed il prof. Galtung divenne uno dei redattori più illustri. La Fondazione Fontana, “editrice” di Unimondo, iniziò un percorso sugli 8 obiettivi del millennio denominato World Social Agenda. Poi, nel 2015, sempre seguendo la strategia del prof. Papisca di cooperazione tra OIG e ONG affrontò la nuova agenda transnazionale con i nuovi 17 obiettivi che ci accompagneranno da qui sino al 2030. Il percorso s'è però fermato un anno: il 2016. Per focalizzare, per l'appunto, il “diritto alla pace” assieme al Forum Tentino per la pace ed i Diritti umani. Il CdA e lo staff de la Fondazione sembravano sapere che la Dichiarazione sul diritto alla pace stesse per essere approvata dal Consiglio dei Diritti umani di Ginevra con 34 voti a favore (BRICS), 9 contrari (G7) e 4 astenuti mano avessero spie infiltrate.

La riflessione accademica fu fatta assieme all'indissolubile duo Papisca Mascia dentro un'Università di Trento affollata di giovani. Incredibile vedere il professore, alla sua veneranda età, presenziare a tutti i lavori. Alcuni dei quali non prettamente scientifici o leggermente intrisi d'ideologia. Il professore emerito dell'Università di Padova, da buon scienziato, ha infatti sempre tenuto al rigore, alla peace research, all'evidence based e non è un caso che l'art. 4 – secondo capoverso della Dichiarazione al diritto alla Pace appena approvato a Ginevra citi testualmente: “l’Università per la Pace deve contribuire al grande compito universale di educare per la pace impegnandosi nell’insegnamento, nella ricerca, nella formazione postuniversitaria e nella disseminazione della conoscenza”. Purtroppo anche il mondo della “formazione alla pace” pullula d'incompetenti o improvvisatori senza formazione alcuna. E ciò accade in ogni dove a causa di una concezione di pace troppo lontana dalla realtà. Il bene supremo della competenza per “l'educazione alla pace” è relegato nei comuni (quando c'è) all'assessora senza portafoglio come fosse sempre e solo “cose per bimbi” e non una pace adulta in grado di affrontare il cum-fligere, l'incontro tra differenze.

Ma la Dichiarazione che passerà a breve al vaglio dell'Assemblea Generale riporta un attacco frontale agli stati – uso le parole del prof. - armati, confinari, burocrati con un prezioso articolo 2: “Gli stati devono rispettare, implementare e promuovere l’eguaglianza e la non discriminazione, la giustizia e lo stato di diritto e garantire la libertà dalla paura e dal bisogno quali misure per costruire la pace dentro e fra le società. Senza Pace non v'è infatti Sviluppo. Ed è il mantra dei futuri obiettivi di Millennio.

Un ringraziamento in chiusura a chi ha creduto, in tutti questi anni, a questo percorso che ci ha rifatto sperare. Nonostante il terrore dal cielo e il terrorismo di terra.

Fabio Pipinato

Sono un fisioterapista laureato in scienze politiche. Ho cooperato in Rwanda e Kenya. Rientrato ho curato la segreteria organizzativa dell'Unip di Rovereto. Come primo direttore di Unimondo ho seguito la comunicazione della campagna Sdebitarsi e coniato il marchio “World Social Forum”. Già presidente di Mandacarù sono oggi presidente di Ipsia del trentino (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) e CTA Trentino (Centro Turistico Acli) e nel direttivo di ATAS. Curo relazioni e piante. 

Ultime notizie

Ripristinare la leva obbligatoria? Parliamone!

16 Agosto 2018
Salvini ha ventilato l’idea di ripristinare la leva militare obbligatoria. Proposta che non andrebbe liquidata sbrigativamente... (G. Beretta)

Un altro Mediterraneo è possibile

14 Agosto 2018
Negli scorsi anni sono stati proposti molti progetti di cooperazione tra le due sponde del “nostro mare”. Perché non rilanciarle? (Lia Curcio)

Microcredito, non solo per il sud del mondo

13 Agosto 2018
Questo particolare strumento economico in Italia vola e dimostra di essere sano, robusto e generoso verso coloro che più ne hanno bisogno. (Marco Grisenti)

Dalla Csr alle società benefit, anche il profit è una buona notizia

12 Agosto 2018
Cresce nel mondo privato l’attenzione ai profili di sostenibilità e anche l’impresa sociale sta andando oltre al modello «povera ma bella». (Piergaetano Marchetti)

Dalla Csr alle società benefit, anche il profit è una buona notizia

12 Agosto 2018
Cresce nel mondo privato l’attenzione ai profili di sostenibilità e anche l’impresa sociale sta andando oltre al modello «povera ma bella»