Il default dello Sri Lanka: la crisi è totale

Stampa

Foto: Freepik.com

Nel mio viaggio di quasi 10 anni fa in Sri Lanka avevo portato a casa una certezza: in quell’isola meravigliosa nessuno sarebbe potuto morire di fame. La natura è così rigogliosa che offre le sue leccornie in ogni angolo del Paese. Eppure l’8 giugno scorso, la Croce Rossa Internazionale ha attivato una raccolta fondi per far fronte ai bisogni (in primis alimentari) delle persone più vulnerabili, calcolate in circa 500mila individui. Lo Sri Lanka è in stato di default dalla metà di maggio: per la prima volta nella sua storia, il Paese non è stato in grado di saldare i debiti assunti con gli istituti di credito internazionali e affronta la peggiore crisi economica dalla sua indipendenza nel secondo dopoguerraI colloqui con il Fondo Monetario Internazionale per l’attivazione di un piano di risanamento sono solo l’ultimo tassello di un sfacelo economico che ha condotto lo Sri Lanka a una crisi umanitaria senza precedenti.

Come sia potuto accadere per un Paese che appena nel 2019 saliva tra gli Stati a reddito “medio-alto”, dopo che il Pil pro-capite era quasi triplicato in appena 2 anni, passando da 1436 a 3819 dollari? Il successo di tale processo (e al contempo il problema) stava nel forte indebitamento estero del Paese insulare che ha portato in pochi anni il debito pubblico totale al 119% del PIL. Poi le conseguenze della pandemia di Covid-19, con il ristagno delle rimesse dei migranti cingalesi all’estero e il blocco del turismo, si sono unite al forte calo della produzione agricola e all’aumento drastico dei costi dei prodotti alimentari di base, come riso e verdure. L’incremento del debito pubblico ha ridotto notevolmente le riserve statali di valuta estera e portato a una forte svalutazione della moneta locale.

In pochi anni, il Paese peninsulare è passato dall’essere considerato una perla turistica a un territorio a forti tensioni sociali, caratterizzato da una generale insicurezza: i 269 morti e i 500 feriti degli attentati terroristici del 21 aprile 2019 che hanno colpito nel giorno della Pasqua cristiana 3 chiese, 4 alberghi di lusso e un complesso residenziale hanno ben espresso dinanzi alla comunità internazionale il clima respirato nel Paese. Le manifestazioni in piazza per la mancata ricerca della verità sui fatti, nei quali anche secondo fonti vaticane, emergerebbe una evidente responsabilità del governo che non solo non avrebbe fatto nulla per impedire gli attacchi terroristici nonostante le informazioni allarmistiche lanciate da diverse intelligence ma avrebbe pensato (e contribuito?) a cavalcare gli eventi per innescare uno scontro religioso tra cristiani e musulmani e attivare così una forte repressione tesa a favorire la comunità buddhista, maggioritaria nel Paese. 

Ma non è stato solo l’episodio terroristico ad aumentare le tensioni nella popolazione: le scelte sbagliate del governo in ambito agricolo sono sotto gli occhi di tutti. Nel febbraio 2021 la messa al bando di fertilizzanti di sintesi per comprensibili ragioni di salute ed ecologiche, e che avevano fatto acclamare lo Sri Lanka da parte di molti ambientalisti per la possibile transizione completa al biologico del Paese, è stato un flop. Non solo perché la stessa decisione è stata ritirata dopo pochi mesi, già lo scorso ottobre, ma perché il governo non aveva né formato gli agricoltori, né acquistato fertilizzanti alternativi biologici: per salvare la stagione agricola dello scorso anno ha quindi distribuito tutti i fertilizzanti di sintesi accumulati in precedenza ma, a causa del forte debolezza della moneta locale, non ne ha potuti acquistare a sufficienza. Né tantomeno prodotti come latticini, soia, avena, e altri prodotti alimentari per il fabbisogno della popolazione. Da qui la crisi alimentare. Se le intenzioni all’origine della decisione siano state dettate più da un tentativo di risparmio delle importazioni dei fertilizzanti (1,6% di tutte le importazioni) che di sviluppo economico sostenibile, di certo è stata mal gestita la transizione dell’agricoltura al biologico che si calcola generalmente tra i 3 e i 5 anni e va supportata con un aumento temporaneo delle importazioni di cibo in considerazione del previsto calo di produzione. 

Fonte di tensioni è anche la guida del Paese, da quasi due decenni in mano alla famiglia Rajapaksa, che occupa tutte le posizioni ai vertici politici. Il 7 giugno il neo-Primo Ministro Ranil Wickremesinghe, nominato dopo il cosiddetto “lunedì nero” che ha visto chiudere con 5 morti e oltre 200 feriti le manifestazioni antigovernative contro il carovita, ha riferito in Parlamento che il Paese ha bisogno di almeno 5 miliardi di dollari nei prossimi sei mesi per pagare beni essenziali come cibo, carburante e fertilizzanti. Ma la situazione resta esplosiva anche in caso di un’ulteriore iniezione di moneta straniera dinanzi a un tasso di inflazione ufficiale aumentato del 39,1% su base annua a maggio (e di fronte però all’aumento reale dei prezzi dei generi alimentari nella capitale Colombo al 57,4%).

Già una volta lo Sri Lanka è rinato dalle ceneri della guerra civile sanguinosissima con la popolazione tamil collocata nel Nord dell’isola: supererà anche questo momento buio della sua storia?

Miriam Rossi

Miriam Rossi (Viterbo, 1981). Dottoressa di ricerca in Storia delle Relazioni e delle Organizzazioni Internazionali, è esperta di diritti umani, ONU e politica internazionale. Attualmente impegnata nel campo della cooperazione internazionale, è presidente della cooperativa EDU-care e collabora con altre realtà del Terzo Settore a livello di formazione, progettazione e comunicazione.

Ultime notizie

Dopo 220 giorni di guerra. Il punto

07 Ottobre 2022
I due contendenti intendono scrivere la parola fine ai combattimenti solo a fronte di una vittoria militare? (Raffaele Crocco)

Colombo: ministra del Turismo vuole trasformare Mannar in una nuova Macao

06 Ottobre 2022
Per Diana Gamage l'isola può attirare turisti stranieri con il gioco d'azzardo. L'economia locale si basa però soprattutto su pesca e agricoltura: sarebbe difficile riconvertire il modello di svilu...

La Cina oggi: un’analisi in vista del XX Congresso

06 Ottobre 2022
Taiwan, gli Usa, la Russia, il Covid : Xi Jing Ping di fronte a una sfida senza precedenti. Intervista con Simone Dossi. (Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo)

Siria: la situazione drammatica spinge ancora i cittadini a fuggire dal Paese

05 Ottobre 2022
Gli ultimi eventi e nuovi rapporti lo denunciano chiaro e forte: in Siria siamo di fronte a una delle peggiori crisi dopo oltre 11 anni di guerra. E la situazione attuale continua a costringere mig...

Basta avere fortuna

05 Ottobre 2022
"Siamo un gruppo di donne e uomini che credono nel diritto alla libera circolazione per ogni essere umano". (Matthias Canapini)