"È cruciale includere le opinioni dei giovani nei processi di policy-making"

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João Pedro Matos Fernandes - Foto: Stampagiovanile.it

L’11 dicembre, mentre la Commissione Europea sta varando il Patto Verde ("Green Deal") Europeo, il Ministero dell’Ambiente e dell’Azione Climatica portoghese sta organizzando il side event "La strategia a lungo termine del Portogallo: migliorare gli obiettivi per il 2030 e azionare i flussi finanziari verso la neutralità del carbonio nel 2050" nel Padiglione Europeo.

I temi caldi della sessione sono la decarbonizzazione e il finanziamento sostenibile seguendo le orme del LTS del Portogallo, che dichiara il raggiungimento della neutralità del carbonio entro il 2050. Eppure, qual è il ruolo della società civile in questa grande trasformazione? Questa ambiziosa sfida non può essere accettata senza il coinvolgimento dei cittadini. È necessario mettersi in contatto con loro e supportarli nella gestione della transizione; un primo passo è attraverso l’alfabetizzazione. Tradurre il vocabolario e spiegare alla gente cos’è la finanza verde e sostenibile e quali sono le implicazioni e i rischi della transizione verso un nuovo modello economico.

Pensando alla società civile e alla necessità non solo di cambiare i sistemi, ma anche la mentalità, abbiamo ritenuto importante - soprattutto nel contesto della COP25 - affrontare insieme al Ministero portoghese dell’Ambiente e dell’Azione Climatica le questioni della partecipazione e dell’educazione dei giovani. Di seguito l’intervista a João Pedro Matos Fernandes. 

Sappiamo che il Portogallo è in una fase di rinnovamento della Strategia Nazionale di Educazione Ambientale. Qual è la Sua opinione sulla Strategia?

Tre anni fa, semplicemente non avevamo una strategia per l’educazione ambientale. Ora ne abbiamo una e, ogni anno, stiamo investendo tra 1,5 e 2 milioni di euro in diversi progetti che provengono da scuole, ONG, università, associazioni locali e comuni. Stiamo sostenendo tutti questi buoni progetti, in primo luogo, con un approccio molto ampio e, in secondo luogo, ci stiamo concentrando su quei sottosettori che riteniamo siano importanti per il Portogallo. Abbiamo offerte specifiche per l’uso efficiente dell’acqua, offerte specifiche per la mobilità e offerte specifiche per la gestione dell’uso del suolo in territori con minore densità demografica. 

Qual è l’importanza della partecipazione dei giovani a eventi come la COP? Qual è l’importanza della partecipazione dei giovani ai processi di policy-making  sull’ambiente in Portogallo?

La partecipazione dei giovani sta crescendo e penso che sia davvero importante su due diversi livelli: primo, perché penso che i giovani e i giovani leader siano molto impegnati nella lotta ai cambiamenti climatici e stanno diffondendo il messaggio all’interno della loro generazione, ma non solo la loro generazione, anche tutte le altre generazioni stanno ascoltando i giovani. E allo stesso tempo, da ciò che abbiamo scritto ora e da ciò che abbiamo in Portogallo, la maggior parte di queste azioni educative per le pratiche ambientali sono focalizzate sui giovani. Quindi, penso che loro siano sia coloro che promuovono questo tipo di iniziative, che l’obiettivo delle iniziative stesse. Stiamo cercando di creare una modalità formale per includere i giovani e le associazioni giovanili nella nuova strategia per l’educazione ambientale. Quando hai chiesto nella prima domanda quale fosse il principale motore del rinnovamento di questo tipo di politica, non ho nessun dubbio sul fatto che esso debba includere le opinioni dei giovani riguardanti ciò che il Paese dovrebbe essere e quanto dovrebbe essere sostenibile. 

Come vede il Ministero dell’Ambiente la possibilità di collaborazione per organizzare una Local COY (Conferenza internazionale dei giovani sul clima) in Portogallo, come proposto dall’Associazione Portoghese per l’Educazione Ambientale (Aspea)?

Non saremo mai i promotori, se qualcuno bussa alla nostra porta, saremo lieti di fare del nostro meglio per organizzare la Conferenza anche in Portogallo. 

Poiché il Portogallo svolge un ruolo importante nella Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese (CPLP), come potrebbe il Paese sostenere meglio la partecipazione dei giovani dei paesi CPLP durante la prossima COP?

Abbiamo una forte relazione di cooperazione con quei Paesi, ma esiste un principio che sosterrò sempre: non dico mai a nessuno cosa dovrebbe fare quando parlo con altre nazioni. Quindi, se altri paesi ci portano progetti per farlo, ovviamente li sosterremo con il budget che abbiamo per quelle nazioni. 

 Ada Andreoni, Simone Ferrari e Ana Sofia Marques Henriques da Stampagiovanile.it

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