"Conoscersi a tavola", il cibo per contrastare la solitudine e imparare cose nuove

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Immagine: Auser.it

Coinvolgere persone a rischio di esclusione sociale in attività di apprendimento e socializzazione sul tema dell’alimentazione. È l’obiettivo di “Conoscersi a tavola”, il progetto di Auser nazionale finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che coinvolge 8 regioni (Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana e Umbria). Il target? “Ci rivolgiamo a persone con basso livello di istruzione e basso reddito che, per le particolari condizioni in cui vivono, possono essere a rischio di isolamento”, spiega Patrizia Mattioli della presidenza nazionale di Auser. Anziani in primis, ma non solo. I destinatari possono essere anche persone sole o in condizioni di difficoltà. “Abbiamo scelto il cibo perché è un argomento che interessa tutti – continua Mattioli – e permette di utilizzare un linguaggio semplice che fa facilmente presa sulle persone. Il cibo diventa occasione per socializzare, scambiarsi esperienze, informarsi e quindi può costituire la base per opportunità di apprendimento”.

Laboratori di cucina, incontri con esperti sulla buona alimentazione e sul contrasto allo spreco, recupero delle tradizioni alimentari e della memoria del cibo, raccolta di ricette tipiche e racconti legati al mangiare, ricerche e approfondimenti su temi di maggiore interesse per i partecipanti, visite a musei, proiezioni di film, pranzi e cene in compagnia. Sono alcune delle iniziative che potranno essere proposte a livello locale nelle regioni coinvolte da “Conoscersi a tavola”, in ognuna di esse saranno individuate 3 località in cui sperimentare le attività. Il progetto ha la durata di 18 mesi e prevede diverse fasi: la costituzione di una cabina di regia nazionale (di cui fanno parte i referenti regionali ed esperti sui temi dell’apprendimento e della nutrizione), eventi a livello regionale per la promozione del progetto, “l’obiettivo è attivare collaborazioni sui territori per creare una rete di apprendimento permanente”, contatto dei possibili partecipanti (non solo soci Auser ma anche cittadini indicati dai Comuni, dai Centri per l’istruzione degli adulti o individuati attraverso eventi pubblici), realizzazione delle iniziative a livello locale.

Per individuare e contattare i partecipanti Auser ha predisposto dei questionari sugli stili alimentari e sulle relative conoscenze. “Il questionario non deve essere abbadonato a se stesso, altrimento c’è il rischio che non venga compilato ma deve essere presente un facilitatore che aiuti la persona a rispondere alle domande – continua Mattioli – L’obiettivo è capire quali sono le condizioni di vita delle persone, quali le loro esigenze e l’eventuale disponibilità a partecipare a iniziative sul tema dell’alimentazione”. Sulla base dei risultati dei questionari verranno poi definite le attività territoriali che dovranno coniugare la socializzazione con il trasferimento di competenze sull’alimentazione e sugli stili sani di vita. “Questo progetto è importante perché non si occupa solo di cibo ma c’è l’importante aspetto culturale e di apprendimento – conclude Mattioli – L’idea è di usare la socializzazione per introdurre momenti di crescita culturale e alfabetizzazione, ad esempio ricopiare le ricette permette alle persone di ricominciare a scrivere, stare insieme ad altri le obbliga a parlare e a esprimersi meglio. Si riacquisiscono competenze di base per la cittadinanza attiva”. 

Da: Redattoresociale.it

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