Bao Tong: la ‘nuova era’ di Xi Jinping non è una novità

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Bao Tong - Foto: Asianews.it

Bao Tong, in passato consigliere politico di Zhao Ziyang, ex-segretario espulso dal Partico comunista cinese, deceduto, è stato in prigione per sette anni in seguito alla repressione del 1989 del movimento studentesco di Piazza Tienanmen, causa della caduta del suo leader. Sotto continua sorveglianza e intermittenti arresti domiciliari sin dal suo rilascio, due giorni fa Bao ha espresso a Radio Free Asia (Rfa) la propria opinione sul recentemente concluso 19mo congresso nazionale del Partito comunista al governo, e sull’affermazione del presidente Xi Jinping di star accompagnando la Cina verso una nuova era della sua Storia.

Quanto è importante l’assenza di un successore al presidente Xi Jinping nella nuova formazione al governo?

Non penso che ci sia bisogno di un successore designato. Non conosco nessun’altra repubblica che ne abbia uno, solo nelle politiche di palazzo dove l’imperatore o il re è deciso da successione dinastica. Penso che dovremmo tornare alla regola internazionale. Ma di certo, non hai comunque bisogno di un successore se hai un sistema di governo a vita di una singola persona. Credo che difficilmente nel mondo qualcuno guardi alla Cina come una repubblica genuina.

Come vede il riferimento alla ‘nuova era’ del president Xi per la Cina?

Nel mia mente, c’è solo un’era, l’era leninista. [“Nuova era”] lo ha detto lo stesso Lenin, poi imitato da Stalin che voleva liquidare il leninismo. Una volta che hai il marxismo, perché dovresti aver bisogno del leninismo? Perché i tempi stanno cambiando, il capitalismo è agli ultimi spasmi, e i lavoratori nel mondo si stanno ribellando. Quindi abbiamo una nuova ideologia per una nuova era, ed è il leninismo.

Quindi cos’è che caratterizza questa nuova era?

Quello che caratterizza questa “nuova era” è la nuova ideologia secondo cui il partito deve essere responsabile di tutto: Stato, esercito, persone e intellettuali, e ogni angolo del Paese. Ma questa non è una novità; è un’idea vecchia che è circolata per 50 anni, ed è già nella costituzione del partito. È il maoismo. Non c’è niente di più vecchio. Come sia diventata d’improvviso una nuova idea, non ne ho idea.

Cosa conclude dall’apparente aperture del president Xi Jinping alle critiche costruttive dei giornalisti? Dopo il 19mo congresso ha detto: “Non abbiamo bisogno di altri complimenti adulatori”.

Storicamente, il Partito comunista cinese ha sempre avuto una passione per le lusinghe e per avere le proprie lodi cantate. Questo è sempre stato il caso sin dal sorgere del socialismo internazionale. La noszione che il Partito non ne ha bisogno è nuova, lo ammetto. Se, da adesso in poi, non ci saranno più parole di elogio, allora davvero siamo entrati in una nuova era.

Riportato da Qiao Long per il servizio mandarino di Rfa. Traduzione dall’inglese a cura di AsiaNews.

Da: Asianews.it

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