Bangkok: ucciso Fabio Polenghi, il racconto dell'inviato di Unimondo

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Fabio Polenghi - Foto © La Repubblica

Si chiama Fabio Polenghi ed aveva 48 anni. Era un fotoreporter italiano. Assieme all’inviato di Unimondo Andrea Bernardi si trovava nei pressi di Rachaprasong - quartier generale delle “camicie rosse”. Mi racconta Andrea al telefono: “Sono uscito alle ore 8 del mattino, in quanto la notte è meglio anche per l’“International press” non uscire dagli alberghi. Mi stavo dirigendo verso il quartiere ove ieri ho scattato le foto ed intervistato le camicie rosse”. “Ad un certo punto si sente una raffica” – racconta al direttore di Unimondo Fabio Pipinato.

“Non si trattò più di cecchini appostati ma di armi pesanti. Ad una prima raffica ne seguì una seconda. Scappammo tutti in diverse direzioni. Sentii delle giovani donne gridare. Mi voltai ed intravidi persone a terra. Davanti a me una strada vuota. Pericolosa da attraversare causa cecchini. L’attraversai, in quanto l’esercito stava irrompendo nel quartiere delle “camicie rosse”. Ora sono rifugiato presso l’Ambasciata Britannica ove vengo a sapere che Fabio è stato colpito allo stomaco. Non fu il solo. Anche un collega olandese cadde ferito. Ma io ho visto altre persone a terra.”

Ai militari, era stata data l'autorizzazione di poter sparare per uccidere, hanno deciso di intraprendere l'azione decisiva per sgomberare il centro di Bangkok dove da giorni si trovavano gli insorti. I militari sono avanzati con i blindati mettendo in fuga la maggior parte degli antigovernativi. Molte camicie rosse sono fuggite dal presidio nel quartiere commerciale di Bangkok.

Il quartier generale delle camicie rosse è stato occupato dai militari. Molti giovani si sono arresi. Divelto lo striscione “Peaceful Protesters – Not Terrorists”

Fabio Pipinato

Le foto di Andrea Bernardi dal quartier generale delle camice rosse prima dell'irruzione dei militari

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