Expo 2015: la società civile in corsa

Stampa

Il logo dell’Expo dei popoli – Foto: ipsia-acli.it

Individuale o corale? In rete o in corsa solitaria? Sono in molti a chiedersi quale sarà lo stile della presenza della società civile italiana durante l’Expo 2015. La manifestazione, con il suo tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, rappresenta per le organizzazioni non governative e le associazioni un’occasione unica per dibattere sfide sulle quali sono impegnate da sempre. Il palcoscenico però stavolta è enorme, il che significa possibilità di proporre e discutere contenuti, ma anche visibilità per le singole organizzazioni e addirittura opportunità di fare raccolta fondi.

Cinque organizzazioni hanno già firmato, per prime, un accordo con la Società Expo Milano 2015. Si tratta di Action Aid Italia, Caritas Italiana e ambrosiana, VIS- Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, Cesvi e Oxfam Italia. La firma è avvenuta durante il secondo International Participants meeting, che si è svolto a Milano dal 10 al 12 ottobre e rappresenta il principale evento annuale di Expo nel percorso verso il 2015, con la partecipazione delle delegazioni dei Paesi che hanno aderito all’esposizione universale.

Nel caso delle cinque ong, la stipula di un “contratto” con la Società che gestisce l’evento è stata possibile attraverso le rispettive reti internazionali, ovvero Action Aid International, Caritas Internationalis, Don Bosco Network, Alliance 2015 e Oxfam International. Società Expo ha infatti preso in considerazione per questo tipo di accordi solo organizzazioni con un network internazionale, come spiega Fosca Nomis, responsabile dei rapporti con i partecipanti “non ufficiali” di Expo: “Per noi è importante collaborare con organizzazioni che abbiano la capacità di coinvolgere altri soggetti della società civile nei Paesi che saranno presenti all’esposizione”, afferma. Nel testo dell’accordo le organizzazioni firmatarie si impegnano a organizzare eventi e attività durante l’Expo per un periodo minimo di 30 giorni (l’esposizione durerà sei mesi, da maggio a ottobre del 2015). In cambio la Società di gestione fornirà spazi fisici gratuiti all’interno di Expo 2015 e supporterà con servizi, comunicazione e ufficio stampa le attività di questi enti, che potranno anche compiere operazioni di fundraising all’interno del sito dell’Expo previo accordo con gli organizzatori . “Enti più strutturati offrono più garanzie in quanto a capacità organizzativa” continua Nomis. “Questo non significa che le altre ong, anche le piccole associazioni, non avranno la possibilità di partecipare” assicura, “c’è spazio per tutte le realtà della società civile. Inoltre Società Expo è pronta a firmare altri accordi, con le organizzazioni internazionali che da qui all’anno prossimo vorranno candidarsi”.

Le “altre”, piccole e grandi associazioni che non avranno siglato un accordo, avranno uno spazio fisico all’interno del sito dell’Expo al quale far riferimento: la cascina Triulza, la cui gestione è però un’altra rilevante questione aperta. Dopo varie ipotesi, la Società Expo ha deciso di indire un bando per la gestione di questo spazio entro la fine dell’anno. Ci sarebbe già un gruppo di associazioni interessate a partecipare, attraverso un’Associazione temporanea di scopo oppure sotto il cappello del Forum del Terzo Settore. La gestione però al momento è un onere non da poco: tutti i costi sono a carico di chi vincerà il bando, visto che Società Expo si limita a offrire a titolo gratuito gli spazi e un supporto organizzativo.

E i temi? Quelli che riguardano Expo 2015 sono rilevantissimi: il diritto al cibo, le regole per frenare la speculazione finanziaria sui beni alimentari, il ripensamento delle politiche sui biocarburanti, la difesa delle comunità locali da operazioni di landgrabbing (acquisizioni di ampi lotti di terra da parte di altri governi o multinazionali). Associazioni e cooperative italiane hanno un patrimonio di proposte e idee innovative da vantare, dal biologico alla filiera corta, dai farmers market agli orti urbani, solo per citarne alcune. Nel percorso verso il 2015 un vasto gruppo di organismi non profit si sono riuniti nell’ “Expo dei popoli” proprio per portare queste istanze dentro l’esposizione universale, sintetizzando la propria posizione in un Manifesto per l’Expo dei popoli. Il 9 ottobre, alla vigilia dell’International participants meeting, queste associazioni hanno potuto organizzare una Prima conferenza internazionale.

“Le giornate di lancio dell'Expo dei Popoli sono state ricche e intense” ha commentato uno dei relatori, Laurent Tolomè, rappresentante dell’UNACREP (Unione Nazionale delle Casse Rurali e di Risparmio e dei Prestiti) del Benin, durante la conferenza dell’Expo dei popoli. “I rappresentanti della società civile nazionale e internazionale hanno restituito il senso e la complessità del tema "nutrire il pianeta". Le differenze di problematiche, processi, esperienze e soluzioni devono ora confluire in proposte pratiche e forti in grado di influenzare le agende politiche mondiali, sfruttando l'occasione offerta dall'esposizione universale di Milano 2015 e facendo tesoro della recente esperienza di Rio +20. L'Expo dei Popoli ha tutte le potenzialità per diventare il catalizzatore di tutte queste energie”.

“È urgente e vitale che l’Expo dei popoli individui pochi temi forti sui quali costruire una piattaforma di dialogo con gli altri attori (governi, aziende, multinazionali, sponsor), altrimenti la società civile rischia di essere poco incisiva” ha detto il brasiliano Aron Belinky dell’ong Vitae civilis, portando la sua esperienza dal summit di Rio+20. Insomma, poche sfide. Ma da sostenere insieme.

Emanuela Citterio

Ultime su questo tema

Il modo in cui pensiamo alle Ong è semplicemente sbagliato

13 Gennaio 2020
C’è una specie di criminalizzazione delle organizzazioni non governative che ha indirettamente colpito tutto il settore facendo calare un clima di sospetto e di mancanza di fiducia su tutto il nonp...

Migranti, si sta inceppando il reality ansiogeno

03 Gennaio 2020
Carta stampata e telegiornali stanno gradualmente cambiando il modo di raccontare l’immigrazione. Prevale ancora lo schema minaccia-alterità su quello accoglienza-integrazione. Ma il binomio migran...

Salute e cambiamenti climatici nel 2020…

02 Gennaio 2020
Quest'anno il legame percepito tra problemi di salute e cambiamenti climatici sarà ancora debole? (Alessandro Graziadei)

Bassa alfabetizzazione sanitaria, minore percezione del rischio ambientale

27 Dicembre 2019
Secondo uno studio pubblicato su Science of the Total Environment «Gli studenti universitari che hanno una più bassa alfabetizzazione sanitaria funzionale hanno anche una minore percezione dei risc...

L'Italia annuncia una PreCOP a Milano con forte partecipazione giovanile

16 Dicembre 2019
"L’Italia ospiterà una riunione preparatoria alla prossima COP26 che si terrà tra il 9 e il 20 novembre 2020 a Glasglow, in Scozia, e promuoverà anche la PreCOP dei giovani." Parole del m...

Video

Borderless Communication: An African Innovation