Viareggio, la strage annunciata

Stampa

Viareggio, il treno deragliato - Foto: Rainews24

Nella notte tra il 29 e 30 giugno, a Viareggio è arriva l'ennesima strage ferroviaria, con 17 morti accertati e circa 30 feriti gravi ustionati, quasi sicuramente molti di essi moriranno in modo orrendo.

Negli ultimi otto anni nella sola Toscana, vi sono stati ben 10 incidenti ai treni, di cui 4 treni deragliati, due treni che tranciano cavi dell’alta tensione; due treni che a causa di difetti ai freni vanno a schiantarsi a fine corsa; un treno che rovescia un carico di scorie all’interno delle acciaierie di Piombino; un carrello che vicino Firenze investe una squadra di operai con un morto ed un ferito grave. Come possiamo vedere anche la strage di Viareggio era sicuramente nell’aria, annunciata dagli incidenti precedenti gia avvenuti nelle ferrovie dello stato privatizzate.

In Italia nel 2008, vi sono stati 1.120 morti sul lavoro e oltre 750.000 infortuni. Anche se le statistiche evidenziano il calo degli incidenti sul lavoro rispetto al 2007, dovuto soprattutto al calo delle ore lavorate per la crisi economica che colpisce le aziende, il quadro resta drammatico! Le morti sul lavoro che avvengono in Italia, sia all’interno delle fabbriche che nei trasporti, ha origini lontane.

Essi sono il frutto di precise scelte politiche ed economiche che le imprese (compreso le FF.SS.), hanno effettuato per cercare di risparmiare al massimo e fare più profitti! Esse si basano sulla riduzione di tutti i costi del lavoro, compreso quello delle manutenzioni, e con l’affermarsi di un conseguente modello di sviluppo distorto che ha gravi ricadute sulla sicurezza, sull’ambiente, sui diritti e qualità della vita d chi lavora e dei cittadini.

Ora su Viareggio ci sarà l’ennesima inchiesta dalla quale cercheranno di giustificare ciò che avvenuto come tragico errore, disattenzione,rottura di un carrello che non doveva rompersi...fatalità. Faranno di tutto per scaricare le reali responsabilità della FF.SS. Ma per capire i motivi reali degli incidenti sul lavoro, della strage ferroviaria come quella di Viareggio o la tragedia della Thyssen della Saras bisogna solo analizzare la questione centrale del lavoro ed il cosa è successo negli ultimi 20 anni. Allora ci accorgiamo che da oltre 20 anni si stanno sviluppando processi produttivi, organizzativi e nel mondo del lavoro , che hanno frantumato il tessuto produttivo, il mercato del lavoro, ed il potere di contrattazione dei lavoratori e del sindacato.

1) vi è stato un grande spostamento di attività lavorative, con “esternalizzazioni” di parti di attività dalle aziende più grandi, comprese le Ferrovie dello Stato, verso piccole aziende che lavorano conto terzi, le quali appaltano o subappaltano le manutenzioni a false cooperative a falsi lavoratori autonomi ecc. Esse per restare sul mercato sono costrette a farsi la guerra dei prezzi a ribasso scaricandone tutti i costi sui lavoratori dipendenti e sulla sicurezza dei cittadini;

2) sono state fatte scelte tese a ridurre il costo della formazione informazione ed addestramento dei lavoratori; sono stati ridotti all’osso gli investimenti di prevenzione e manutenzione alla “fonte”, sugli impianti, sui binari, sulle linee elettriche, ecc...con ricadute negative in termini di insicurezza sul lavoro, con più morti incidenti, ed infortuni;

3) vi è stata una riduzione crescente del valore dei salari (oggi l’Italia è al 23° posto); con la conseguente crescita degli straordinari, quando c’è il lavoro, e cassa integrazione, quando manca;

4) vi è stata una diminuzione dei diritti, con una deregolamentazione di contratti e leggi, hanno tolto “lacci e laccioli” facendo divenire l’Italia il Paese più precario dell’occidente: Il conseguente sviluppo abnorme del mercato del lavoro in termini delle flessibilità e precariato avvenuto soprattutto attraverso la legge n. 30 (Biagi) ha ridotto il potere di contrattazione delle organizzazioni sindacali; nel 2008 in provincia di Lucca le assunzioni a tempo indeterminato sono state soltanto il 15%.

Le conseguenze di quanto sopra, sono anche quelle di avere imprese italiane strutturalmente molto deboli, fatte di piccole aziende (il 98% delle imprese esistenti hanno meno di 20 addetti. In questa situazione, gli oltre 1.100 morti sul lavoro l’anno (4 al giorno), le stragi dei trasporti: ferroviari, quelle degli aerei, quelli degli altri mezzi di trasporto pubblici o privati, sono un costo che le imprese, che la Confindustria ed il Governo hanno deciso e calcolato di dover fare pagare a chi lavora ed ai cittadini tutti!

Come non capire che in Italia gli incidenti che avvengono in tutte le aziende piccole ed anche grandi imprese multinazionali (vedi la Thyssen) sono il frutto della ricerca del “risparmiano sui costi” come non capire e non vedere che non vengono effettuati investimenti adeguati di prevenzione sugli impianti, sulle linee preferendo pagare qualche multa quando vengono "presi in fallo" dalle poche visite ispettive delle Asl o dagli altri organi competenti? Il soggetto più debole è soprattutto il lavoratore precario o dipendente da piccole aziende quello che non viene mai formato, addestrato, informato,sui rischi esistenti nel luogo di lavoro, finendo per svolgere il proprio lavoro spesso senza nemmeno i dispositivi di sicurezza individuali.

Ora dopo la tragedia di Viareggio, servirebbe un ruolo dello Stato e del Governo ben diverso da quello che c’è stato fino ad ora… ed invece abbiamo il Ministro del “lavoro” Sacconi che si accinge a predisporre un disegno legge con n. 46 modifiche peggiorative al Testo unico sulla Sicurezza varato dal precedente governo Prodi. Questo Ministro ha definito il comportamento dei lavoratori che subiscono incidenti sul lavoro con invalidità o quelli che muoiono… come “patologia comportamentale”, i quali sarebbero negligenti e quindi da punire! Nelle 46 modifiche peggiorative legislative,che ancora sono allo “stato” di studio, si prevedono quindi anche multe e norme penalizzanti , non per i datori di lavoro, che anzi verrebbero del tutto depenalizzati, ma per lavoratori “disattenti”!

Il Presidente del Consiglio Berlusconi si lamenta perché a Viareggio è stato contestato ma purtroppo c’è da chiedersi: che Governo abbiamo? In che mondo viviamo? come fanno un Ministro della Repubblica fondata sul lavoro ed il suo Presidente del Consiglio a non rendersi conto che il ruolo dello Stato non può essere quello di fare leggi che penalizzano chi lavora? che il lavoratore, soprattutto se è precario, e dipendente da piccole imprese, è un soggetto debole che subisce ogni tipo di vessazione da parte dei datori di lavoro? Come fanno a non capire che oggi molti lavoratori sono obbligati a lavorare in condizioni di non sicurezza, per fare più in fretta il proprio lavoro, per produrre di più con il ricatto che altrimenti il contratto a termine non gli verrebbe rinnovato?

Ma in verità lo capiscono molto bene e fanno una scelta politica di parte, quella di schierarsi contro chi lavora contro i cittadini che in caso di stragi come “Viareggio” sono inermi! Che cosa possiamo e dobbiamo fare?

In questa situazione, dobbiamo sicuramente fare appurare tutta la verità da parte della Procura della Repubblica! Ma è sul piano politico e sindacale che occorre agire: occorre sicuramente respingere ogni modifica peggiorativa al Testo Unico sulla Sicurezza, sviluppando nel Paese una rivolta morale. Abbiamo un Presidente della Repubblica sensibile a queste tematiche, spero non voglia mai avvallare peggioramenti al Testo Unico. Ma dobbiamo anche capire che non basta avere delle buoni leggi per eliminare gli incidenti sul lavoro!

E’ anche necessario:

  • che in ogni azienda, a partire da quelle più significative, le RSU/RLS riprendano con forza la lotta, sviluppando una grande stagione di contrattazione sul “come si lavora”, con quanti e quali organici, con quali investimenti di prevenzione e manutenzione sugli impianti, “alla fonte”, occorre concordare con le imprese anche “per cosa si lavora” quale sviluppo compatibile con l’ambiente;
  • sviluppare in ogni azienda, in ogni mezzo di trasporto, la cultura del rifiuto del lavoro a rischio . I lavoratori devono dire NO ad ogni lavoro a rischio!
  • modificare profondamente la legge sul lavoro precario ( L.n. 30), e quella sul decentramento produttivo (appalti e subappalti;
  • una legge che stabilisca delle tariffe minime di riferimento per ogni tipologia di lavoro che viene svolto in appalto o conto terzi, onde evitare i continui ribassi sulla pelle dei lavoratori;
  • rilanciare la piattaforma della Cgil del 4 aprile 2009, con l’incremento dei salari e delle pensioni attraverso la riduzione delle tasse, nonché un preciso ruolo dello stato in termine di scelte programmate per uno sviluppo qualificato e compatibile con l’ambiente.

Umberto Franchi
(dirigente Cgil Lucca)

Fonte: Rassegna.it

Ultime notizie

Il Premio Goldman a un difensore mapuche del territorio

22 Maggio 2019
Il premio, ritenuto una sorta di “Nobel ambientale”, è il più importante riconoscimento per chi difende i diritti dell’ambiente. (Michela Giovannini)

Hong Kong: che fine ha fatto il “Movimento degli ombrelli”?

21 Maggio 2019
Nelle scorse settimane nove leader democratici, responsabili del "Movimento degli ombrelli", sono stati giudicati colpevoli di “cospirazione”. (Alessandro Graziadei)

Lo schiaffo dell’Onu è a tutti noi

20 Maggio 2019
“Le leggi volute dal governo italiano sul tema migranti sono contrarie ai  diritti  umani”. Le Nazioni Unite strigliano l’Italia. Forse dovrebbero strigliare gli italiani. Solo...

L’inquinamento dell’acqua si misura a mercurio (ma senza termometro)

20 Maggio 2019
Oltre 280.000 mila firme raccolte per proteggere l’acqua in Argentina. (Anna Molinari)

Maestri cestai: dietro le sbarre l’arte di lavorare gli intrecci

19 Maggio 2019
Antonella Mannarino e Caterina Mirarchi da 7 anni curano un laboratorio nel carcere di Catanzaro dove si recupera un lavoro artigianale. (Giovanna Maria Fagnan)