"Verso Cancun", questo mondo non è in vendita

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Mancano poco più di 4 mesi al vertice dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) di Cancun, che la società civile di tutto il mondo vuole vivere come una nuova Seattle: un'occasione per prendere alla parola e dire un "no" definitivo alla trasformazione di tutti i diritti e i beni dell'umanità in merci.

La Campagna Questo mondo non è in vendita ha lanciato per il 17 e 18 maggio Le giornate dei beni comuni, il primo appuntamento per capire insieme i piani del Wto, e i rischi che l'Italia corre se le trattative in corso per la privatizzazione dei servizi essenziali come acqua, istruzione, sanità, trasporti, telecomunicazioni, poste, energia e servizi finanziari, non dovessero saltare.

Convegni, piazze tematiche, incontri e banchetti sono già in cantiere, ma perché si moltiplichino in tutte le città d'Italia c'è bisogno dell'aiuto di tutti.

Vi invitiamo a seguire tutte le iniziative in corso, che verranno pubblicizzate attraverso le nostre mailing.

Sul sito www.campagnawto.org troverete molte schede e volantini pronte da leggere, e utilizzare per approfondire gli argomenti specifici della campagna.

NOTIZIE... VERSO CANCUN

Offerte consegnate ! Pascal Lamy il 29 aprile e' riuscito a tagliare il traguardo che gli era sfuggito il 31 marzo scorso, quello della consegna ufficiale dell'elenco dei settori che l'Unione Europea intende liberalizzare nei prossimi anni, nell'ambito del negoziato GATS. Come gia' annunciato nella precedente newsletter, il Comitato 133 (comitato tecnico incaricato di seguire i negoziati commerciali dell'UE) aveva avuto qualche difficolta' nel preparare il documento, soprattutto per approvare la parte relativa al movimento temporaneo di persone all'estero.

Il documento approvato si discosta pochissimo dalla bozza presentata in febbraio e costituisce la base minima di partenza per i negoziatori europei nel proseguio dei negoziati sul commercio dei servizi.

Sono comunque da sottolineare le critiche avanzate da alcuni paesi europei, come quella del governo belga che in una nota inviata al Consiglio Europeo il 24 marzo faceva notare che:

"mentre l'apertura alla libera concorrenza nell'ambito della Comunita' [europea] puo' essere accompagnata da misure a sostegno della sfera sociale ed ambientale, questo non è possibile nel caso del GATS. [...] Inoltre gli impegni intrapresi nel GATS saranno molto piu' difficili da annullare rispetto a quelli intrapresi in un contesto comunitario; per fare marcia indietro in un settore liberalizzato sara' necessario rinegoziare con tutti gli Stati firmatari del GATS".

Parola di governo, non di no global!

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