Unicef: emergenze a Haiti e nel Corno d'Africa

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Sono circa 650mila le persone colpite dalle alluvioni provocate dalla serie di uragani che si sono abbattuti su Haiti nel corso delle ultime settimane e 300mila sono bambini. Gli uragani Fay, Gustav e Hanna hanno attraversato la regione in stretta successione ed hanno costretto decine di migliaia di persone a rifugiarsi sui tetti e distrutto ponti e strade principali, rendendo difficili i soccorsi alla popolazione - riporta un comunicato dell'Unicef. "La situazione è ulteriormente complicata dal pericolo di disordini, in un paese in cui la crisi alimentare che aveva condotto alle violente rivolte di aprile rimane tuttora irrisolta".

L'Unicef ha inviato via mare e tramite gli elicotteri della forza di pace Onu aiuti e prodotti igienico-sanitari per prevenire la diffusione di malattie veicolate da acqua contaminata. Finora il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia ha stanziato più di un milione di dollari per fornire aiuto immediato alle persone colpite e lancerà a breve un appello di raccolta fondi insieme alle altre agenzie dell'Onu. L'Unicef sta operando con interventi di emergenza anche negli altri paesi caraibici colpiti dai recenti uragani - Cuba, Giamaica e Repubblica Dominicana - fornendo aiuti alle famiglie colpite. L'Unicef Italia - che sostiene già da due anni gli interventi d'emergenza ad Haiti tramite il progetto di raccolta fondi "Proteggere i bambini durante le emergenze ad Haiti" - ha rinnovato l'appello a "sostenere in questa terribile emergenza i bambini del paese più povero dell'America latina".

Anche Medici senza Frontiere assiste la popolazione colpita dall'uragano e dalle inondazioni, fornendo tra l'altri assistenza medica e chirurgica, e sottolinea che una principali preoccupazioni è la mancanza di accesso all'acqua potabile. Secondo le autorità, da 25mila a 30mila case sono state distrutte e oltre 500 persone sono morte in tutto il paese: le persone hanno scarso accesso a cibo e acqua potabile e moltissimi raccolti sono andati distrutti.

E l'Unicef ha lanciato oggi anche l'allarme per 3 milioni di bambini del Corno d'Africa che sono in pericolo di vita per mancanza di cibo, acqua e cure mediche, vittime di un'emergenza complessa in cui oltre 14 milioni di persone risentono gravemente degli effetti concomitanti di siccità, conflitti armati, aumento dei prezzi alimentari e malnutrizione cronica. "Se non si interverrà immediatamente molti altri milioni di bambini saranno a rischio in tutta la regione: tuttavia, a fronte della gravità della crisi, la risposta rimane per ora scoraggiante" - evidenzia il comunicato dell'Unicef.

"In questa fase critica c'è bisogno di una forte leadership politica nazionale e di un'immediata mobilitazione di fondi a livello internazionale. I rischi ora incombenti su bambini e famiglie sono immensi, e il tempo a disposizione per contrastarli si sta esaurendo" - ha dichiarato Per Engebak, Direttore regionale dell'Unicef per l'Africa Orientale e Meridionale. Gli effetti della siccità si sommano al più grave conflitto degli ultimi anni nella martoriata regione del Corno d'Africa, soprattutto nella Somalia centrale e meridionale e nella regione somala dell'Etiopia, ai più nota come Ogaden.

In diverse parti del Corno d'Africa gli operatori umanitari vengono a volte intralciati da funzionari di governo, o sono obiettivo deliberato dei gruppi armati. "In questo momento la sicurezza è uno dei principali ostacoli per una risposta efficace ai bisogni delle popolazioni" - ha aggiunto Per Engebak sottolineando le difficoltà d'accesso ma anche i problemi causati dall'impennata in tutto il mondo dei prezzi del grano e dei cereali. In alcuni dei paesi più colpiti dalla siccità, negli ultimi 8 mesi i prezzi dei generi alimentari sono aumentati fino al 200%, rendendo impossibile per molte famiglie l'acquisto del grano. I rincari rendono difficile anche per le organizzazione umanitarie l'acquisto di sementi e cereali necessari per rispondere all'emergenza. Inoltre, l'aumento del prezzo del carburante - dal 300 al 1.000% in Somalia - mette a rischio la distribuzione di acqua e cibo, anche per popolazioni che potrebbero essere raggiunte in sicurezza. [GB]

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