'Un futuro senza atomiche': bilancio di un anno e prossimi impegni

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Il manifesto della campagna

Il 27 novembre siamo finalmente riusciti ad organizzare un incontro alla Camera dei Deputati, grazie all’appoggio di Federica Mogherini (deputata PD e Segretaria della Commissione Difesa) e Francesco Ferrante (direttore generale gruppo PD al Senato). Avevamo messo all’ordine del giorno 5 punti, per allargare la discussione ai temi relativi al disarmo nucleare più pertinenti all’attività dei parlamentari.

- Come fare per iniziare l’approfondimento sulla proposta di legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia “Zona Libera da Armi Nucleari”;

- Promuovere l’adesione al PNND (Rete internazionale di parlamentari per il disarmo nucleare);

- Dibattito sulla lettera di luglio dei quattro ex ministri (Fini, D’Alema, La Malfa, Parisi) dal titolo “Un mondo senza armi nucleari” e la risposta di alcune associazioni della campagna;

- Gruppo di lavoro sul disarmo nucleare nell’Unione Interparlamentare;

- Protocollo di Hiroshima – Nagasaki, promosso dalla Campagna 2020 Vision (in .pdf).

Alla riunione hanno partecipato una decina di rappresentanti dei promotori della campagna, due parlamentari e molti collaboratori e funzionari del PD alla Camera e al Senato. La conversazione è stata utile per tutti ed abbiamo concluso: che una proposta di legge in attesa di discussione è più utile alla campagna che una proposta di legge calendarizzata e poi bocciata; che serve allargare il gruppo di parlamentari disposti ad approfondire i temi prima di premere per la messa in agenda del ddl. Per richiamare l'attenzione sulla proposta di legge, si è convenuto che sia necessario organizzare un’iniziativa pubblica, a febbraio/marzo, a cui invitare parlamentari nazionali ed europei, esperti del settore e i sindaci dell’associazione Mayors for Peace. Tra gli invitati, anche i quattro firmatari della lettera di luglio. Nel frattempo, Federica Mogherini ha invitato i deputati ad aderire al PNND e, ad oggi, già 27 hanno richiesto l’iscrizione.

All’inizio di gennaio ci vedremo di nuovo per definire i dettagli dell’iniziativa pubblica. E’ necessario che i parlamentari impegnati per il disarmo nucleare partecipino alle assemblee dell’Unione Interparlamentare, portando le proposte del Protocollo di Hiroshima – Nagasaki e della Convenzione sulle armi nucleari: ormai la nostra proposta è diventato un documento ufficiale dell’Onu presentato da Costa Rica e Malesia (in .pdf).

E anche nell’Assemblea Parlamentare della Nato si cercherà di introdurre il punto di vista dei disarmisti: esiste ormai una maggioranza, non solo nella società civile ma anche tra i parlamentari, che pensa che il dispiegamento di armi nucleari USA sul territorio degli alleati europei debba cessare.

Abbiamo attraversato alcuni anni di grande rischio di rinnovata corsa al riarmo nucleare, in mezzo alla disattenzione del mondo politico italiano. Il 2005 segnò l’anno più pericoloso: il fallimento della Conferenza di Riesame del Trattato di Non Proliferazione, con l’impossibilità a condividere un documento finale, avvenne in mezzo a processi di riarmo avviati in USA, UK, Francia e Russia, che alimentavano i tentativi di dotarsi di un arsenale nucleare della Corea del Nord e dell’Iran. E lo stallo si è visto anche in quei consessi (come il Trattato per la messa al bando delle sperimentazioni – CTBT, il Trattato per la regolamentazione dei materiali fissili – FMCT, ecc.) che dovevano segnare i passi concreti della strategia verso il disarmo totale (in .pdf).

A partire dal 2007, e negli ultimi mesi in particolare, sembra prospettarsi invece una finestra di opportunità che dobbiamo saper cogliere. La dichiarata volontà del presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, di rimettere il disarmo nucleare tra le priorità (“And I will make the goal of eliminating nuclear weapons worldwide a central element of U.S. nuclear policy” - vedi .pdf), nonché le prese di posizione pubbliche di tanti vecchi “falchi” in America e in Europa, ci offrono uno spazio per far avanzare i ragionamenti e le proposte della società civile.

Nel 2008 si è costituita una Commissione internazionale per il disarmo nucleare, promossa dall’Australia e dal Giappone, che mira a rilanciare e rafforzare i trattati internazionali. Alla conclusione della prima riunione, il 21 ottobre, il coordinatore Gareth Evans ha dichiarato che il mondo non può permettersi un nuovo fallimento alla Conferenza di Riesame del 2010. “Serve ricordare alle potenze nucleari il loro impegno al disarmo totale, come serve fare ogni sforzo per far entrare nel Trattato di Non Proliferazione gli Stati che hanno sviluppato armi nucleari al di fuori della legalità internazionale”. E sarà necessario anche analizzare tutti i rischi per la sicurezza mondiale che deriveranno dal paventato “rinascimento” nucleare civile, fomentato (ad arte) dalle preoccupazione per il riscaldamento globale. Il rapporto della Commissione sarà reso pubblico nel gennaio 2010.

Solo pochi giorni fa, il 10 dicembre, è stato lanciato contemporaneamente a Parigi, Mosca e Washington l’appello “Global Zero”. I primi cento firmatari sono personalità autorevoli e conosciute in tutto il mondo, da Gorbaciov a Yunus, da Mary Robinson a Desmond Tutu, da Michel Rocard a Robert McNamara. Il piano di Global Zero è di eliminare le armi nucleari da tutto il pianeta, con accordi di smantellamento verificabili e raggiunti in spirito di collaborazione internazionale. “Noi, sottoscritti, crediamo che, per proteggere i nostri figli e i loro figli, nonché la nostra civiltà dalla minaccia della catastrofe nucleare, sia necessario eliminare tutte le armi nucleari a livello globale. Ci impegniamo quindi a lavorare per un accordo verificabile, giuridicamente vincolante, che includa tutti gli Stati, affinché tutte le armi nucleari siano eliminate entro una data prestabilita”.

E’ importante che il maggior numero possibile di persone firmino l’appello 'Global Zero'. Nel frattempo, in Italia, dobbiamo continuare a sollecitare gli Enti Locali ad aderire alla Campagna 2020 Vision dell’associazione Mayors for Peace, e in particolare a sottoscrivere il Protocollo Hiroshima – Nagasaki. Il mondo ha già messo al bando le armi chimiche e biologiche. L’umanità non può convivere con le armi nucleari che ne minacciano la sopravvivenza. Gli hibakusha di Hiroshima e Nagasaki ci chiedono un impegno chiaro, affinché le vittime delle atomiche possano finalmente riposare in pace.

Lisa Clark
(Coordinatrice nazionale della campagna ‘Un futuro senza atomiche’)

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