TAV: il presidente di Wwf Italia scrive al segretario del PD

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Manifestazione No Tav - Foto: Wwf Italia

Dopo che l’ex ministro dei trasporti, ora Governatore della Liguria e autorevole esponente del PD, Claudio Burlando ha dichiarato il 5 luglio scorso che l’Alta Velocità ferroviaria è una “operazione senza senso”, nel giorno dell’incontro a Torino tra il segretario nazionale dei DS, Pierluigi Bersani e la segretaria nazionale del partito Socialista francese Aubry, il Presidente del WWF Italia Stefano Leoni ha scritto una Lettera Aperta al segretario nazionale del PD Pierluigi Bersani (anch’egli autorevole ex ministro dei trasporti come Burlando), chiedendogli "se è davvero convinto che il gioco valga la candela" e auspicando che il segretario del maggior partito di opposizione assuma una posizione pubblica sul progetto della Torino-Lione in cui si ammetta che l’AV è un’inutile spreco di risorse economico-finanziarie e ambientali, dimostrando così che riconoscere un errore, non è un segno di debolezza, ma di intelligenza.

Nella Lettera aperta inviata a Bersani, Leoni, a proposito del progetto della Torino-Lione osserva, tra l’altro, che “La Nuova linea Torino-Lione, legata al Sistema dell’Alta Velocità, dovrebbe essere completata dopo il 2030, sarà utilizzata a regime da 16 treni passeggeri al giorno, pur avendo una capacità di 250 treni, non sposterà le merci dalla strada alla ferrovia e avrà un costo a carico dell’Italia, ad essere prudenti, tra i 9 e i 12 miliardi di euro. "Non le sembra uno spreco di risorse? - domanda Leoni. Non sarebbe più intelligente sfruttare al meglio le infrastrutture esistenti come il tunnel del Frejus? Infatti, già oggi vi potrebbero passare 32,1 milioni di tonnellate di merci l’anno, a fronte delle attuali 2,4 mln di t/a (dati Alpinfo 2009). Non sarebbe più utile intervenire sui veri problemi come il Nodo di Torino che è il vero collo di bottiglia per i traffici ferroviari? Perché ostinarsi su opere che dissanguano i cittadini e le casse pubbliche e non far decollare, invece, i servizi ad alta intensità di domanda come il Servizio ferroviario metropolitano?”

Più in generale sul Sistema dell’AV ferroviaria “all’italiana”, Leoni ricorda a Bersani. “Lei è persona competente, essendo stato ministro dei trasporti e il padre del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica del marzo 2001. Quindi, conosce bene tutti i limiti del progetto dell’Alta Velocità ferroviaria “all’italiana”, sul quale pesano fondati dubbi circa la convenienza e opportunità di rimanere vincolati a concessioni rilasciate 20 anni fa a trattativa privata. Tant’è che nel 2001 e nel 2007 è stato proprio lei che ha chiesto che per legge queste fossero cancellate assieme alle convenzioni sull’AV delle tratte ancora non iniziate, affinché si procedesse a quelle gare mai celebrate.

"E’ ora di smettere di far prevalere gli interessi delle grandi imprese edili e degli studi di progettazione rispetto a quello dei cittadini e dell’ambiente - prosegue Leoni. In un Paese che ha ancora 9.191 km di linee a semplice binario su 16.703 km di linee ferroviarie in esercizio, è prioritario intervenire per potenziare le rete esistente e non ha alcun senso costruire nuove, costosissime linee completamente separate dalla rete ordinaria, sia per le tecniche costruttive che per l’alimentazione elettrica, inaccessibili ai treni merci per ”sparare” treni passeggeri alla velocità di punta di 300 km all’ora, costretti ad un continuo “stop and go” tra i nostri ravvicinati centri urbani".

"Insomma - conclude Leoni- la TAV non è necessaria, ma è un gioco, che per il ritorno che offre non vale le candela. Rispetto al progetto originario dell’Alta Velocità impostato negli anni ’90 (linee “dorsale” e “trasversale” e Genova-Milano) i costi ad oggi hanno avuto un incremento di oltre il 500% (da 13 ad oltre 67 miliardi euro) nonostante la gran parte delle linee (della “trasversale” dal confine francese a quello sloveno) siano ancora solo in fase di progettazione”. Per questi motivi il WWF Italia chiede al segretario del PD un atto di coraggio e responsabilità politica sul fatto che il modello dell’AV “all’italiana” debba essere al più presto abbandonato. [GB]

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