Scuola, si parte tra preoccupazioni e polemiche

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Ad anno scolastico quasi avviato, il 5 settembre è stato fatto dietrofront sulle posizioni che aveva assunto il Governo neanche un mese fa in merito alle vaccinazioni obbligatorie. È stato presentato un emendamento per bloccare quello presentato dalla stessa maggioranza in agosto confermando il divieto di iscrizione alle scuole dell’infanzia per i bambini non vaccinati. Il 4 settembre, in audizione alla Camera, sono stati ascoltati il Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, insieme ai rappresentanti dell’Istituto superiore di sanità, le società scientifiche di medici e di pediatri e il presidente della Commissione vaccini nominato dalla stessa ministra Grillo, Vittorio Demicheli che hanno riaffermato il loro parere contrario alle indicazioni legislative dell’attuale Governo che faceva slittare di un anno l’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e agli asili nido.

Vi è un disegno di legge, molto contestato, sull’obbligo vaccinale “flessibile”, depositato da un gruppo di senatori tra cui i primi firmatari Stefano Patuanelli (M5S) e Massimiliano Romeo (Lega) che abroga la legge n. 119/2017 esclusi alcuni articoli, in cui non è più prevista la sanzione del divieto di ingresso negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia per i bambini non in regola con le vaccinazioni obbligatorie. Soltanto a Milano i bambini e i ragazzi che non hanno effettuato i vaccini sono l’8,3 per cento del totale, cioè circa 22mila.

Ha fatto molto parlare l’uscita del Ministro dell’Istruzione Bussetti del 26 agosto scorso sul fatto di garantire il tempo pieno soprattutto ai ragazzi del sud Italia: “Per abbattere il problema dispersione vorrei portare nella scuola pubblica l’esperienza che ho vissuto io stesso: insegnanti volontari che si ritrovano in centri in alcune aree più complesse, dove ragazzi chiedono aiuto per recuperare in alcune discipline scolastiche, lacune che spesso partono da una difficoltà psicologica, di fragilità emotiva”.

Naturalmente questa affermazione non è piaciuta ai docenti e a chi si occupa quotidianamente di dispersione scolastica. All’interno della stessa maggioranza di Governo si sono fatti dei distinguo sulla proposta. Nel meridione i numeri sul fenomeno della dispersione scolastica continuano ad essere drammatici: si parla infatti del 35 per cento dei ragazzi e giovani che abbandonano precocemente la scuola. Ma sappiamo bene che questa dura realtà dell’istruzione italiana ha bisogno di un Piano Marshall, costituito da uno stanziamento più forte di risorse economiche e da competenze e professionalità.

Altro punto dolente è la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Il 58% degli istituti non è a norma neanche per quanto riguarda la normativa antincendio. Situazione gravissima a Messina dove circa 35 istituti non apriranno finché non saranno in regola, secondo l’ordinanza del Sindaco. Il governo non ha rinnovato il piano per l’edilizia scolastica a Italiasicura Scuole, struttura creata dal precedente esecutivo per la mappatura e il piano della messa in sicurezza degli istituti.

Negli ultimi quattro anni sono stati stanziati 10 miliardi per l’edilizia scolastica di cui oltre 5 già spesi da Comuni, Province e Città Metropolitane per interventi di messa in sicurezza e realizzazione delle scuole. Si tratta di una cifra ingente, maggiore di quella stanziata negli ultimi 20 anni dai precedenti Governi. Sono stati edificati oltre 300 nuovi edifici scolastici in tutta Italia e le task force edilizia scolastica hanno monitorato sul campo oltre 2.100 interventi in 15 regioni”, si legge sul sito istituzionale di Italiasicura.

Ritornano quindi al Ministero dell’Istruzione le competenze sull’edilizia scolastica. In questi giorni il Miur ha stretto una convenzione per la mappatura satellitare con Asi e Cnr per mettere sotto osservazione migliaia di edifici. Sul tema è intervenuta ancora una volta l’Associazione Nazionale Presidi che ha sottolineato come “in questo modo si avrebbe una verifica delle strutture esterne ma non di quelle interne agli edifici, in particolare delle controsoffittature”, ed ha quindi richiesto, a nome dell’ANP, l’emanazione di una norma di legge che consenta al Ministro dell’istruzione ed al Ministro dell’interno, mediante decreto urgente, di provvedere al controllo sistematico delle controsoffittature e del complesso delle strutture scolastiche.

Un altro problema da affrontare sarà il rinnovo del contratto dei lavoratori della scuola, dirigenti compresi. Sappiamo tutti che esiste un grosso divario tra gli stipendi dei docenti italiani e quelli degli insegnanti degli altri paesi europei. Intanto, nella prossima legge di bilancio non è previsto nessun aumento remunerativo.

Ma la scuola italiana non soffre soltanto di stipendi bassi, ma anche di organico insufficiente: si parla di 100mila posti vacanti, di precariato che continua ad aumentare, della mancanza di circa 50mila docenti di sostegno specializzati. Si dovrebbero indire i concorsi ma non sono ancora state ufficializzate le date: si pensa, se tutto va bene, entro il 2018.

Riguardo il concorso per i Dirigenti Scolastici, è stata già fatta la selezione in luglio ma prima di un anno non avremo i nuovi presidi. La proposta del Ministro, per colmare per quest’anno i posti vacanti, più di duemila, è quella della nomina da parte del Dirigente reggente del vicario della scuola che lo aiuterebbe in alcune mansioni. Il costo dell’operazione ammonterebbe a 60 milioni, risorse interne che saranno prelevate da altre voci, verosimilmente da quella dell’alternanza scuola-lavoro.

Patrizia Mazzolla da Cittanuova.it

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