Rompiamo il silenzio sull'Africa. L'appello di Zanotelli del 2017 è ancora attuale

Stampa

Foto: Avvenire.it

“Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo”. Inizia così l’appello sempre attuale di padre Alex Zanotelli, frate comboniano missionario in Africa che un anno fa aveva rivolto al mondo dell'informazione anche come direttore della rivista Mosaico di pace.

Come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto. Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa. Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga”.

Elenca le grandi crisi del continente nero: “è inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur. È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni. È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa. È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai. È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera. È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi. È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi. È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU. È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile. È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!)”.

Secondo Zanotelli la non conoscenza dell’Africa alimenta “la paranoia dell’ invasione, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi”. Questo forza i governi europei a tentare “di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti. Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.  Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario.  L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa.  Ed ora i nostri politici gridano:  «Aiutiamoli a casa loro»,  dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica. E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per rompere questo silenzio-stampa sull’Africa,  Zanotelli chiede una lettera firmata da migliaia di giornalisti da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali: “e se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?”.

“Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi.  Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa”, aveva concluso Zanotelli.

Da Nelpaese.it

Ultime notizie

Protezione e cambiamenti climatici: da favore a diritto

13 Dicembre 2018
Anche i rappresentanti della società civile possono ispirare cambiamenti che promuovono i diritti umani e la responsabilità civile. Come? (Chiara Zambelloni e Marta Benigni)

“La droga non è mai solo un problema di droga”

12 Dicembre 2018
L’Europa sembra tornare ad attraversare una fase particolarmente dinamica, sia dal punto di vista dell’offerta che della domanda di droghe. (Alessandro Graziadei)

Indonesia: arresti di massa di indigeni Papua

11 Dicembre 2018
In seguito agli arresti di massa di indigeni Papua in Indonesia, l'Associazione per i Popoli Minacciati ha chiesto l'immediata liberazione di tutti gli arrestati e la fine della criminalizzazione d...

Deforestazione: siamo verso il punto di non ritorno

11 Dicembre 2018
Alla COP24 stiamo cercando di capirne di più sugli effetti del cambiamento climatico sulla deforestazione. (Luca Kosowski e Marta Benigni)

Essere protagonisti di cose grandi

10 Dicembre 2018
Alla Conferenza Internazionale dei Giovani sul Clima si incontrano ragazzi di tutto il mondo. Sono giovani attivisti, pronti e determinati ad agire quotidianamente per migliorare la situazione.&nbs...