Per sorridere e disobbedire

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Che senso ha continuare ad esporre bandiere della pace mentre in Iraq l'attacco angloamericano prosegue e si annuncia sempre più violento? Risponde Haidi Giuliani, la mamma di Carlo

Perchè tenere la bandiera della pace sul balcone o alla finestra? È così bella, così allegra! E poi è contagiosa: dopo poco ne vedi fiorire altre, ad altre finestre. Si salutano, si chiamano l'un l'altra, dicono: "Vedi? Ci sono anch'io!".

Le persone che passano per la strada, le riconosci: c'è quello che cammina in fretta, a testa bassa; ma se alza gli occhi e gli scappa un sorriso, beh, vuol dire che è dalla nostra, di noi che vogliamo la pace, intendo; e allora i sorrisi si moltiplicano, come in un gioco di specchi, si riflettono dalla bandiera alle persone che camminano, a un'altra bandiera...

Come è bello veder sorridere la gente! E poi cominciano le gare: "Nel mio palazzo ci sono sette bandiere", "Oh, nel mio sono già nove". Ci sono case dove, per regolamento condominiale, non si può esporre niente: dopo la prima, però, ne spuntano subito molte di bandiere della pace, e tutti ringraziano in cuor loro quel simpaticone che per primo ha avuto il coraggio di disobbedire.

A che cosa serve, quindi, quella bandiera? A sorridere. E ad allenarsi a disobbedire alle imposizioni ingiuste e assurde. A disobbedire alla guerra.
La mamma di Carlo

28 marzo 2003

Fonte: La Nuova Ecologia

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