Pena di morte: rinviata in Yemen, eseguite due in Usa

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Mentre è stata rinviata al 22 maggio l'esecuzione di Amina Ali Abdulatif Al Tuhaif, detenuta a Sana, in Yemen, con l'accusa di aver partecipato all'assassinio del marito, è stata invece eseguita nella notte del 4 maggio scorso nel penitenziario di Huntsville con un'iniezione letale quella di Lonnie Pursley, 43 anni: è la sesta condanna a morte dall'inizio dell'anno nello Stato del Texas che ha in programma per quest'anno altre quattro condanne morte.

Del rinvio dell'esecuzione di Amina Ali Abdulatif Al Tuhaif, ha dato notizia l'organizzazione non governativa romana Ricerca e Cooperazione che aveva lanciato una petizione per salvare la giovane yemenita. "Amina avrebbe dovuto essere fucilata oggi ma le autorità hanno rinviato l'esecuzione al 22 maggio" - ha annunciato Andrea Stroppiana, di Ricerca e Cooperazione. Nei giorni scorsi del caso si era occupata anche Emma Bonino. Amina venne arrestata nel 1998. Accusata di aver ucciso il marito Hezam Hasan Qabail, si è sempre proclamata innocente. "La legge yemenita" - ha spiegato Stroppiana - "stabilisce la piena responsabilità penale per gli individui al di sopra dei 15 anni di età e proibisce la pena capitale se l'imputato non ha compiuto 18 anni al momento del reato. In Yemen è però comune non possedere documenti d'identità e non registrare la propria data di nascita. Il medico legale ha fissato l'età di Amina, al momento del crimine, tra i 14 anni e 3 mesi e i 15 anni. Nonostante ciò Amina è stata condannata alla fucilazione". Durante la detenzione nel carcere di Al Mahweet, Amina è stata violentata ed è rimasta incinta. Oggi ha un figlio dell'età di due anni. "Il rinvio della condanna a morte è un segno di sensibilità delle autorità yemenite e di questo le ringraziamo ma speriamo che alla ragazza non sarà tolta la vita". L'ong vorrebbe far estradare Amina in un paese europeo e sta cercando contatti e consulenti legali che consentano di avviare questa procedura. - riporta l'agenzia Agi.

Sono state invece eseguite, nei giorni scorsi, due condane a morte in due differenti stati Usa. Nella notte del 4 maggio scorso nel penitenziario di Huntsville con un'iniezione letale è spirato Lonnie Pursley di 43 anni, reo di aver percosso a morte, il 29 marzo del 1997, Robert Earl Cook per rubargli gli anelli e venderli in cambio di dosi di droga. E ieri nel carcere di Raleigh nella North Carolina, Earl Richmond è stato messo a morte per avere assassinato una donna, i suoi due figli e un soldato nel New Jersey.

Lonnie Pursley, il condannato texano, aveva ottenuto il perdono della famiglia della vittima. Le ultime parole di Pursley, legato al lettino del boia, sono state di scuse alla famiglia della vittima, che ha ringraziato per una poesia di perdono inviatagli pochi minuti prima. "Ho ricevuto la vostra poesia e vi sono molto grato per avermi perdonato" - ha detto Pursley, "Ma voglio comunque chiedervi ancora perdono. Ho Gesu' nel cuore e sono addolorato per il dolore che vi ho causato". In Texas sono state programmate per quest'anno altre quattro condanne morte e, dalla reintroduzione della pena capitale nel 1982 su pronuncia dalle Corte suprema statunitense, soltanto in questo Stato ne sono state eseguite ben 342.

E sempre dal Texas, arriva il pressante appello di Irene Rekitzke, madre di Richard Cartwright, un detenuto del braccio della morte che il prossimo 19 maggio verrà giustiziato. "Sono la madre di Richard Cartwright. Il prossimo 19 di maggio mio figlio, padre di una bambina di 7 anni, verrà giustiziato in Texas. Vorrei gridare e piangere ma non posso farlo. Ho una grande pena nel cuore perché penso a mia nipote e a quanto suo padre le mancherà. Non riesco a credere alla morte imminente di mio figlio. Mi viene in mente il giorno della sua nascita e quello in cui lasciai l'ospedale con lui in braccio. Mi vengono in mente i suoi primi giorni di scuola, le sue partite di hockey e il giorno in cui lo vidi disperato perché io e suo padre ci eravamo separati. Quello che posso dire di mio figlio è che è innocente. Quelli che lo hanno accusato lo hanno fatto soltanto per avere uno sconto di pena". E' possibile firmare la petizione online in favore di Richard Cartwright. [GB]

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