Pacchetto sicurezza: 'razzista, pericoloso, illegale' denunciano le associazioni

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Un carcere italiano - Foto da: Articolo 21

Discriminatorio e razzista ma anche illegale, perché in violazione dei principi e delle norme della Costituzione. Sono nette le critiche delle associazioni della società civile nei confronti del "Pacchetto sicurezza" (il testo) approvato oggi in via definitiva al Senato. Il dispositivo di legge, pianificato dal Governo Berlusconi nel maggio 2008 durante il primo consiglio dei Ministri tenutosi dopo l’insediamento, è stato oggetto fin dalla sua origine di numerosissime critiche da parte delle associazioni per la tutela dei diritti umani: contestazioni che hanno costretto il Governo a porre la fiducia - sia alla Camera che al Senato - per poterne ottenere l'approvazione. Ieri centinaia di manifestanti hanno attraversato il centro di Roma nel corteo promosso dalle associazioni "No al pacchetto sicurezza".

"Il Governo ha deciso di blindare con la fiducia anche al Senato il 'pacchetto sicurezza' nonostante i ripetuti appelli alla ragionevolezza promossi in questi mesi dalle organizzazioni sociali e dal mondo ecclesiale - evidenziano le Acli in una nota diffusa nei giorni scorsi. Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (Acli) si dicono "seriamente preoccupate" per le conseguenze del disegno di legge sulla sicurezza. "Il Governo dovrà assumersi la responsabilità per aver voluto favorire, nei fatti e nelle intenzioni, un clima pericoloso di paura e di sospetto che alimenterà la clandestinità anziché combatterla, renderà gli immigrati irregolari ancora più invisibili, soprattutto sui posti di lavoro, provocherà forti limitazioni nell'esercizio dei diritti fondamentali, complicando la vita degli stessi immigrati regolarmente residenti" - ha affermato il presidente nazionale Andrea Olivero.

Per Oliviero Forti, responsabile dell'Ufficio immigrazione della Caritas italiana si tratta di in "pacchetto 'insicurezza' che non sarà di beneficio a nessuno". "Il rischio - a parte la deriva culturale - è che gli stranieri senza permesso di soggiorno non andranno più dal medico per paura di essere denunciati, con pesanti ricadute sulla salute dell'intera collettività, mentre l'aumento della permanenza degli irregolari nei centri di identificazione ed espulsione ne farà lievitare i costi di gestione" - sottolinea Forti. "Parlamento e Governo hanno avuto una visione poco realistica delle cose, ma forse gli intenti erano altri: non certo quelli di risolvere i problemi dell'immigrazione irregolare in Italia nè della sicurezza dei suoi cittadini".

Anche Amnesty International fin dall'inizio ha dichiarato la propria preoccupazione per l’impatto di tali proposte e dell’approccio che le ha accompagnate sui diritti umani di migranti e richiedenti asilo. Oggi con un comunicato Amnesty International ribadisce che "i migranti, per timore di essere denunciati con conseguenze di rilievo penale, saranno perciò indotti a sottrarsi al contatto con tutti gli uffici pubblici, in qualunque ambito, piombando così in un'allarmante situazione di mancato accesso ai servizi e di compromissione dei loro diritti umani". "Questo stato di cose potrà colpire i migranti irregolari e i loro familiari - siano essi migranti regolari o irregolari, o cittadini italiani - in diversi campi, tra cui l’accesso alle cure mediche e all’istruzione, la possibilità di registrare i bambini e le bambine alla nascita, di contrarre matrimonio, di denunciare alla polizia i reati subiti" - conclude Amnesty.

"Si conferma il carattere vessatorio, discriminatorio e razzista, come l'istituzione del reato di clandestinità, che segna una preoccupante involuzione della nostra civiltà giuridica" - aveva commentato nei giorni scorsi il responsabile dell'Ufficio immigrazione della Cgil nazionale, Pietro Soldini. Anche per le segretarie confederali della Cgil, Vera Lamonica e Morena Piccinini, si tratta di un provvedimento "vessatorio e razzista" che "apre una ferita profonda nel nostro ordinamento giuridico e, soprattutto, nella nostra democrazia, comprimendo gli spazi di libertà". "E' un falso accertato che questa legge aumenterà la sicurezza quando, contemporaneamente, alle Forze dell'ordine vengono decurtati i fondi. E non saranno certamente le ronde, che prefigurano una inaudita e anticostituzionale privatizzazione della sicurezza, a rendere i cittadini più sicuri" - concludono le segretarie confederali della Cgil.

Per il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) "l’introduzione del reato di clandestinità segnerà duramente l’esistenza degli immigrati, che ora dovranno aver paura anche quando si rivolgono ai servizi sociali, alle strutture sanitarie, alla scuola". "Saranno, di fatto, violati i diritti dei minori. Le strutture giudiziarie e gli istituti di pena si avvieranno rapidamente al collasso. L’illegalità favorirà arbitri e offerte di servizi di ogni genere, fuori da ogni controllo. Tutto questo senza che sia in alcun modo risolto il problema della presenza irregolare di immigrati sul territorio nazionale. In sovrappiù, si decide una bella schedatura delle persone senza dimora, forse perché troppo poveri e, dunque, pericolosi". Il CNCA si augura che "vengano al più presto sanciti gli evidenti profili di incostituzionalità di diverse parti della legge, in modo che siano almeno soppresse le norme più gravi e insensate".

Anche Terre des Hommes sottolinea l’incostituzionalità delle norme che legano l’accesso a una serie di servizi pubblici essenziali alla presentazione di un permesso di soggiorno. Secondo l’associazione, il 'pacchetto sicurezza' rischia di "escludere i bambini stranieri dai diritti più elementari, dall’accesso alle cure mediche all’istruzione primaria". "Con il reato di clandestinità - denuncia Terre des Hommes - viene di fatto sancita per legge l'esclusione di questi bambini dai più elementari diritti, quali il diritto a un nome e a una identità, in aperto contrasto con le convenzioni internazionali firmate dall'Italia e con la stessa nostra Costituzione".

L'Arci ha perciò lanciato la campagna di disobbedienza civile 'Porte Aperte' annunciando che l'associazione darà ospitalità nei propri circoli ai migranti, aprendo le porte a quelli regolari e agli irregolari, ''proprio come dopo il 1938 fecero molti 'giusti' sottraendo gli ebrei alle leggi razziali''. "Chiediamo al mondo della politica e della cultura di sostenere questa campagna, denunciando la barbarie di queste misure - afferma la nota. Chiediamo a tutti i cittadini di disobbedire e di aderire alla campagna". L'Arci promuoverà questa iniziativa nelle piazze italiane e al meeting antirazzista di Cecina distribuendo un "vademecum per la difesa dei diritti dei migranti", per il rispetto delle leggi internazionali e della Costituzione e renderà pubblici gli episodi di violenza e discriminazione che quotidianamente vengono registrati al proprio numero verde. [GB]

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