Ong e trasparenza, realtà e normative in essere

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Foto: Vita.it

Di Ong si è parlato molto in Italia in questi ultimi anni. E si continua a farlo. A proposito e a sproposito. Con e senza cognizione di causa. Creando una grande confusione. Sembra quasi che sia proprio questo l’obiettivo che si vuole perseguire massificando ong, onlus, organizzazioni della società civile, associazioni di vario tipo, cooperative, comitati ed altre realtà in un’informe e generica realtà presentata spesso come incompetente, truffaldina e portata ad agire contro l’interesse nazionale.

Mai prima d’ora il dibattito era stato così condizionato dalla non conoscenza. Siamo aperti alle critiche e consideriamo doveroso ascoltarle e valutarle, purché siano basate su fatti reali e non su pregiudizi. In particolare dal 2017 le Ong subiscono un pesante attacco mediatico in merito alle operazioni di ricerca e salvataggio nel mar Mediterraneo. Ma in realtà la campagna diffamatoria ha minato la credibilità di tutte le Ong e organizzazioni della società civile (Osc) impegnate nella cooperazione e solidarietà internazionale che promuovono, anche in Italia, diritti umani, protezione, inclusione, non discriminazione.

Eppure, molti dei problemi sociali trovano soluzione grazie all’impegno delle organizzazioni non profit, che sono anche motori di cambiamento capaci di guardare al futuro e che rappresentano inoltre una parte rilevante dell'economia italiana, in grado di produrre servizi e beni e di garantire occupazione. Quelle impegnate all’estero sono riuscite a creare ponti di dialogo e partenariati per lo sviluppo e ad assicurare una presenza solidaristica in situazioni di grave crisi umanitaria, spendendosi in prima persona e con la responsabilità di rappresentare talvolta l’unica presenza italiana in quei contesti. È un mondo che ha dimostrato grande flessibilità e capacità di adattarsi al cambiamento anche nel corso della crisi economica che ha caratterizzato le economie occidentali a partire dallo scorso decennio. Si tratta di milioni di persone, non poche delle quali eccellono nei propri ambiti di attività.

Togliamo subito ogni ambiguità, afferma il documento: qualsiasi realtà pubblica o privata e qualsiasi persona che contravvenga alle leggi dello Stato, truffando, ingannando, calpestando i dettami costituzionali e subordinandoli dolosamente ad interessi personali o di gruppo, deve essere condannata e all’occasione sanzionata. A maggior ragione se si tratta di enti non profit con obiettivi solidaristici.

Il documento di “LINK 2007 – Cooperazione in rete” si propone di fare luce su questo mondo, sia complessivamente, sia nella specificità Ong; esaminarne la normativa vigente, i riconoscimenti pubblici e i controlli; evidenziare se e come sia garantita la trasparenza, anche ai fini della propria credibilità e reputazione; suggerire proposte migliorative. Si compone di quattro capitoli:

I - Istituzioni non profit in Italia. La fotografia dell’ISTAT

II - La riforma legislativa del Terzo Settore

III. Ong e Osc di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario

IV. La trasparenza.

Un documento da leggere e conservare. Scaricatelo qui!

Da Vita.it

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